R42 - GURU senza supervisione e "incidenti stradali"

Massimiliano Sassoli de Bianchi
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19 nov 2024
Chi supervisiona l’operato di una guida spirituale? In questo video offro la mia prospettiva su questa importantissima domanda.
Parliamo di supervisione. Parliamo di supervisione in relazione alla guida
spirituale, cioè un maestro, un illuminato, un guru, un insegnante di vita, un profeta...
Insomma, mi avete capito. Ora, una guida spirituale ha assolutamente il compito
di facilitare il modo in cui ci muoviamo in terre interiori incognite, cioè nei
vasti territori della coscienza. Possiamo allora chiederci ma chi
supervisiona l'operato di una guida spirituale? Perché una guida spirituale
riceve richieste di aiuto di vario genere e quindi deve essere in grado di
muoversi con competenze di vario genere, competenze reali, ad esempio competenze
di natura psicologica, e anche con la consapevolezza che essere una guida non
significa essere esenti da punti ciechi cognitivi. In tal senso è bene diffidare
delle guide che insegnano l'arte della consapevolezza di sé e al contempo
denigrano i meriti delle terapie psicologiche.
Una delle ragioni solitamente adotte per screditare la psicoterapia e l'indagine
psicologica in generale è l'osservazione che la nostra personalità
costituirebbe una sorta di strato più esterno del nostro essere, uno strato che
abbiamo costruito a partire dai primi anni della nostra vita e poiché un
percorso di ricerca interiore ci porta a prestare attenzione e consapevolezza a
tutto ciò che si muove al di sotto della personalità, che viene considerata
illusoria, si finisce per pensare che sia possibile disinteressarsi
completamente della personalità stessa, poiché sarebbe sufficiente occuparsi
solo di ciò che è più fondamentale e che sta sotto di essa. Ma secondo me si
tratta di un grave errore, un grave errore di valutazione. Per spiegare il
motivo forse può essere utile la metafora che paragona la personalità a
un'automobile. L'essere sarebbe allora il pilota di
tale veicolo, è ovviamente importante cercare di svegliare il pilota se sta
dormendo per accedere al potere di viaggiare liberi al di là dei limiti
imposti dal pilota automatico, quello incorporato nell'hardware della
vettura. E meno male che esiste questo pilota automatico, altrimenti ci
schianteremmo in continuazione. Tuttavia svegliare, poi tenere sveglio il pilota
beh, non serve a molto se l'automobile è troppo malandato. Se ad esempio i freni
non sono adeguati al peso del veicolo, non sono mai stati revisionati, perché
così si rischia di provocare incidenti che metteranno in pericolo non solo noi
stessi ma anche gli altri piloti, gli altri guidatori. E restando in questa
metafora, lo psicoterapeuta è sostanzialmente un esperto nella
riparazione delle automobili personalità che presentano dei disturbi, delle
carenze, che non funzionano più in modo adeguato o che non hanno mai funzionato
in modo adeguato. Ma chiediamoci, cosa succede quando una guida spirituale
con numerosi allievi, discepoli, adepti al seguito, si dimentica di sottoporre
regolarmente il proprio veicolo alle necessarie revisioni?
Ebbene, come ho già sottolineato, si produrranno degli incidenti stradali e
si genererà molta sofferenza. Ed è qui che entriamo nel merito della
supervisione. I professionisti che lavorano nel campo delle relazioni di
aiuto, se sono persone responsabili, solitamente si dotano di un
supervisore. Quanto esperto un terapista non è qui rilevante. La figura del
supervisore resta per lui o per lei sempre fondamentale, non solo per il
supporto che fornisce, ma soprattutto per il feedback esterno che è in grado di
offrire aiutando il terapista a comprendere meglio i problemi che si
presentano di volta in volta e a rispettare gli standard etici della
pratica. In altre parole il supervisore aiuta a
ridurre i rischi di errori e comportamenti non etici, riportando il
terapista sulla giusta careggiata quando il suo veicolo non è all'altezza del
terreno o necessita di una regolata in officina, se così si può dire.
Ci si può chiedere allora quale sia l'equivalente per una guida spirituale
della figura del supervisore. Ovviamente questo ruolo potrebbe essere
ricoperto da un'altra guida spirituale, ma è piuttosto improbabile che una tale
possibilità si concretizzi, soprattutto se la guida in questione ha dichiarato
alla sua comunità di essere un maestro, una maestra di alto grado iniziativo,
addirittura un avatar, escludendo quindi a priori la possibilità che vi siano dei
pari in grado di offrire dei feedback attendibili.
Il concetto stesso di gerarchia spirituale sembra infatti escludere che
una persona di grado iniziatico inferiore possa comprendere e quindi valutare
l'operato di chi spiritualmente parlando si troverebbe su uno scalino superiore.
Ma che cosa resta allora per supervisionare il lavoro di una guida
spirituale di altissimo lignaggio, presunto o reale che sia?
Secondo me la risposta è molto semplice, è la comunità spirituale che si viene a
formare attorno alla guida che nel suo assieme può e deve fungere da
supervisore, offrendo da un lato sostegno, ispirazione e condivisione
delle esperienze e dall'altro la possibilità di criticare apertamente la
guida quando questa manifesta dei comportamenti ritenuti impropri.
Dalla mia prospettiva una comunità spirituale è di tipo funzionale e può
rimanere tale nel tempo solo nella misura in cui al suo interno è prevista e
favorita l'eterocritica, l'eterocritica costruttiva rivolta sia ai contenuti
dell'insegnamento sia al comportamento del leader spirituale nei confronti dei
suoi allevi, dei suoi adetti e dei suoi discepoli. Per coloro che mi stanno
ascoltando e che fanno parte di un gruppo di ricerca interiore che ruota
attorno alla guida spirituale, e so che non siete in pochi, il mio consiglio è di
osservare attentamente se e in che misura all'interno del gruppo sia possibile
vostro gruppo sia possibile esprimere una critica in modo rispettoso ma incisivo
nei confronti della guida o se invece questa possibilità viene
sistematicamente in qualche modo repressa ad esempio attraverso meccanismi di
squalifica di chi pone domande troppo scomode o ritenute troppo poco
pertinenti o troppo stupide. Se così non è, cioè se non è possibile
criticare allora è molto probabile che siate finiti in un gruppo disfunzionale
guidato da una guida con una personalità disturbata. Non è ardo tra
l'altro indovinare a quale disturbo della personalità è più incline un maestro o
una maestra, sia esso un vero o falso maestro, cioè realmente in contatto con
qualcosa di profondo oppure che scimmiotta tale condizione.
Beh si tratta del cosiddetto disturbo narcisistico di personalità che si
manifesterà più delle volte ovviamente a livello subclinico.
Nella mia piccola indagine personale ho osservato che molti allievi che si
trovano in gruppi dove tale disturbo della personalità è presente o diciamo
potenzialmente presente sono persone che hanno sofferto a loro volta
nella loro vita per aver incontrato persone proprio afflitte da questo tipo
di disturbo. Una guida spirituale si presenta solitamente come un individuo
mosso esclusivamente dall'interesse di far evolvere i propri allievi quindi
senza secondi fini ma non è sempre facile capire se in che misura si tratti
esclusivamente di una facciata oppure di qualcosa che è stato realizzato in
profondità. Per poter valutare la personalità di una guida è necessario
conoscerla in modo approfondito osservando ad esempio, come dicevo, come
reagisce alle critiche da parte dei suoi allievi. Anche una guida spirituale
dovrebbe essere sempre consapevole dei propri limiti e quindi affidarsi a un
supervisore, praticare l'autocura e cercare supporto professionale quando
necessario e purtroppo spesso è necessario ma per accedere a tali
risorse è anche necessario possedere una qualità che purtroppo in certi
ambienti è rara l'umiltà. Grazie per l'ascolto
