R33 - Avere ragione o essere liberi?

Massimiliano Sassoli de Bianchi
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7 nov 2023
Byron Katie non è certo uno scienziato nel senso formale del termine, ma attraverso il suo percorso personale è riuscita a identificare quelli che sono gli ingredienti fondamentali per promuovere un’indagine auto-critica del nostro modo di rapportarci alla realtà, sulla base dei nostri sistemi di credenza, e produrre un vero cambiamento.
Per un approfondimento: https://youtu.be/cf8zTEIER_8
Per scaricare il foglio di lavoro "giudica il prossimo":
https://thework.com/wp-content/uploads/2019/02/JYN_italiano.pdf
Vedi anche:
https://thework.com/sites/italiano/
ho conosciuto Bai Rocchetti nel 2007
quando decisi di frequentare per qualche
tempo la sua scuola a Los Angeles per
approfondire il suo metodo di indagine
detto the work il lavoro Ora vi racconto
Bai Rocchetti era un imprenditrice madre
di famiglia che abitava nell'altopiano
desertico della California meridionale
intorno ai 30 anni cadde in una grave
depressione e nei dieci anni successivi
il suo malessere peggiorò notevolmente
Caputo che le divenne quasi impossibile
alzarsi dal letto Poi un bel giorno
sprofondata nella disperazione ebbe una
semplice quanto illuminante rivelazione
che cambiò letteralmente la sua vita si
rese conto di soffrire Quando pensava
che le cose dovessero essere diverse da
come di fatto Erano mio marito dovrebbe
amarmi di più i miei figli dovrebbero
apprezzarmi maggiormente cose di questo
genere
quando invece non dava credito questi
pensieri trovava subito Maggiore
serenità compresa allora che la sua
depressione non era provocata dal mondo
che la circondava ma dalle credenze che
coltivava riguardo adesso
in un lampo di intuizione comprese che
per trovare la serenità o addirittura la
felicità quello che bisognava fare era
semplicemente muoversi all'incontrario
rispetto a quello che solitamente
facciamo Invece di cercare
disperatamente di adeguare il mondo ai
nostri pensieri Cioè a come riteniamo il
mondo debba essere ma assolutamente non
è possiamo capovolgere il problema e
mettere semplicemente in discussione i
nostri pensieri
confrontandoci con la realtà per come
essa è vivendo in questo modo
un'esperienza di inimmaginabile gioia e
libertà Ma veniamo Alla descrizione del
suo metodo
molto semplice quanto fondamentale la
prima parte è semplicemente un modo
efficace per rendere visibile i nostri
sistemi di credenza lo si fa riempendo
un foglio di lavoro dal titolo giudica
il tuo prossimo più esattamente si
sceglie una persona che potrebbe essere
anche già morta una persona con cui non
siamo non ci sentiamo in armonia o che
non abbiamo ancora ad esempio totalmente
perdonato meglio inizialmente escludere
se stessi teniamoci è possibile
effettuare il lavoro anche direttamente
su se stessi ma il consiglio è di
cominciare sempre con le credenze che
coltiviamo nei confronti del nostro
prossimo come genitori figli parenti
amici colleghi di lavoro compagni di
vita eccetera eccetera
solo una volta completato questo lavoro
di indagine potrebbe Alla fine forse
ancora risultare utile occuparsi anche
delle credenze che potremmo coltivare A
proposito di noi stessi sempre che ne
rimangano quindi si sceglie una persona
che ancora
cirrita ci infastidisce ci indispettisce
ci delude ci rattrista ci confonde ci
offende ci fa arrabbiare ci fa soffrire
ci mette a disagio ci crea stress
Insomma mi avete capito E se per caso
non esistessero nella vostra vita
persone di questo genere Beh allora
siete fortunati voi non avete bisogno di
fare il lavoro di Byron Katy
una volta scelta la persona Cosa si fa
semplicemente la si giudica con severità
e intransigenza indicando quello che più
ci disturba di quella persona e
soprattutto cosa secondo noi questa
persona dovrebbe cambiare
è importante farlo scrivendo proprio
frasi corte semplici dirette senza
cercare di esprimerci in modo gentile O
Comprensivo maturo Ma piuttosto in modo
intollerante anche infantile anche
meschino Cioè senza censurare nulla
adottando sia il nostro punto di vista
del momento attuale sia quello che
abbiamo adottato in passato a qualunque
età ora non è mia intenzione qui
descrivere l'intero foglio di lavoro
proposto da Biron Katy e vi metterò un
link nella descrizione del video per
scaricarlo il foglio comporta in tutto
sei punti distinti da compilare e in
seguito da indagare
prenderemo qui in considerazione solo il
terzo punto che poi secondo me è quello
più fondamentale riassume in un certo
senso tutti gli altri Supponiamo per
fare un esempio che la persona in
questione sia vostro padre si tratta
Allora di scrivere una frase che abbia
la seguente struttura mio padre dovrebbe
oppure mio padre non dovrebbe e a
seguire dovete Elencare le direttive che
avete da dare a vostro padre questa
frase che avrete scritto esprime un
pensiero a cui solitamente credete che
ora il lavoro proposto da Byron che ti
dà l'opportunità di indagare fino in
fondo il bello di questa indagine è che
la potete condurre autonomamente anche
da soli anche se ovviamente inizialmente
non sarebbe male fare il lavoro usando
l'aiuto di un facilitatore o di una
facilitatrice che lo conosce bene
per descrivervi questo processo di
indagine facciamo un esempio molto
concreto Supponiamo di avere scritto mio
padre non dovrebbe criticarmi la prima
domanda del lavoro consiste Allora
semplicemente nel chiedersi se è vero
è vero che mio padre non dovrebbe
criticarmi quando ci si pone questa
domanda solo tre risposte sono
ammissibili nel lavoro Sì no Oppure non
lo so la seconda domanda è simile
essendo semplicemente un rafforzativo
della prima posso affermare con assoluta
certezza che è vero
queste prime due domande hanno lo scopo
di portare l'indagatore a riflettere più
attentamente più in profondità sul reale
fondamento delle proprie convinzioni
molti dei nostri pensieri li diamo
semplicemente per scontati è raro che
nella nostra vita Ci fermiamo apriamo
uno spazio tempo di osservazione e ci
chiediamo è vero questo mio pensiero
posso affermare con assoluta certezza
che sia vero
Ma passiamo ora alla terza domanda che è
la seguente come reagisci quando credi a
questo pensiero per tornare al nostro
esempio Cosa succede quando ci troviamo
di fronte a Nostro padre e crediamo a
questo pensiero
Qui si tratta semplicemente di osservare
quali sono le conseguenze nella propria
vita di ritenere vero il pensiero in
questione nell'esempio che vi ho fatto
la persona potrebbe rispondere
quando penso che mio padre non dovrebbe
criticarmi e fare una gran rabbia mi
viene voglia di urlare sento una forte
pressione allo stomaco mi viene da
piangere mi sento
impotente Sono naturalmente solo degli
esempi c'è una cosa importante però qui
da capire in questa fase dell'indagine
c'è un po' la tendenza a voler uscire
dal lavoro a boicottarlo a illuderlo In
che modo Beh ad esempio aggiungendo
considerazioni del tipo seguente mi
viene voglia di urlare Sì certo ma
questo non significa che lo voglio
realmente
aggredire mio padre perché io sono una
persona in grado di controllarmi E poi
comunque a volte Accetto anche di buon
grado le sue critiche eccetera eccetera
vedete queste piccole divagazioni che
tentano di diluire gli effetti del
pensiero che stiamo indagando sono come
dei meccanismi di difesa messi in atto
dalla nostra personalità che cercava in
qualche modo di riprendere il controllo
e di indebolire l'indagine perché in
quel pensiero che riteniamo vero è
strutturata anche una parte della nostra
identità a cui siamo molto affezionati
anche se è un'identità che promuove
sofferenza Dobbiamo quindi rimanere
vigili e fermare sul nascere queste
digressioni cioè questi annacquamenti
dell'indagine è proprio questo ad
esempio uno dei compiti di un
facilitatore o di una facilitatrice che
ci accompagna osservare quando questo
accade e riportarci amorevolmente
al confronto con noi stessi perché non
si tratta Qui di giustificare di
interpretare le nostre affermazioni ma
semplicemente di rispondere alle domande
in modo diretto senza tanti giri di
parole solo in questo modo il lavoro è
davvero in grado di funzionare ma
guardiamo ora l'ultima domanda che è la
seguente chi saresti senza questo
pensiero
immaginiamo di trovarci di fronte al
nostro padre senza più la capacità di
credere al pensiero che lui non dovrebbe
criticarci
dobbiamo qui descrivere cosa accade come
ci sentiamo si tratta cioè di percepire
Quali sono i cambiamenti che si
produrrebbero nel nostro sentire nella
nostra vita se è tutto un tratto come
per incanto non fossimo più in grado di
ritenere vero il pensiero in questione
Quindi nemmeno di pensarlo sia ben
chiaro Non si tratta Qui di cambiare gli
eventi passati o presenti della nostra
vita ma semplicemente di rivisitarli
modificando quell'unica variabile che
crea in noi una notevole dose di stress
e sofferenza
per tornare ad esempio specifico
l'indagatrice o l'indagatore potrebbe
rispondere nel modo seguente
senza più il pensiero che mio padre non
dovrebbe criticarmi Beh mi sento più in
pace più sereno posso guardare mio padre
negli occhi senza paura e posso davvero
ascoltare i suoi consigli e forse anche
apprezzarle mi sento libero di affermare
la mia posizione senza più lo stress di
dimostrare che ho ragione io senza dover
vincere su di lui come se fosse in gioco
la mia stessa vita posso volergli bene
Posso vedere il suo valore e di colpo o
cavolo posso vedere anche il mio
grazie a questa quarta domanda possiamo
verificare che quando adottiamo la
nostra credenza quella che abbiamo
consegnato al foglio di indagine
produciamo stress e sofferenza quando
invece ce ne liberiamo Comunque la
correggiamo sperimentiamo qualcosa di
molto più armonico una connessione
anziché un conflitto e questo ci rivela
qualcosa di fondamentale che la realtà
gli altri non c'entrano nulla con il
nostro disagio se scegliamo di rimanere
attaccati alle nostre false
rappresentazioni che negano l'evidenza
di ciò che è soffriamo se le
abbandoniamo ritroviamo pace e serenità
mio padre mi offre spesso le sue
critiche è un fatto pensare che non
dovrebbe criticarmi significa negare
questo fatto quindi significa negare la
realtà e quando neghiamo la realtà
incontriamo con essa e come ama
ricordare Katy perdiamo ma solo il 100%
delle volte
Ma veniamo ora al quinto punto del
lavoro di Byron che ti che corrisponde a
formulare una versione rovesciata del
pensiero iniziale per poi rispondere
alla seguente domanda il pensiero
rovesciato è altrettanto vero o
addirittura forse più vero
dell'originale
e poi ci viene chiesto di fornire almeno
tre esempi concreti a sostegno di questo
nuovo pensiero rovesciato naturalmente è
possibile considerare diverse tipologie
di rovesciamenti tutti solitamente molto
istruttivi e ogni volta dobbiamo fornire
degli esempi concreti questa quinta e
ultima parte del lavoro di Byron Katy ha
come scopo quello di ampliare la nostra
osservazione del reale perché vedete
quando riteniamo un assunto vero
automaticamente scartiamo ogni altra
informazione che potrebbe invalidarlo ad
esempio tutte quelle informazioni che
potrebbero conferire valore a un
pensiero opposto a un pensiero
rovesciato per poter credere che mio
padre non deve criticarmi devo in
qualche modo credere che io non sia
assolutamente come lui che io non agisca
mi a volta criticando gli altri
quando però ci apriamo ad osservare che
una versione rovesciata del nostro
pensiero originale è altrettanto vero o
addirittura più vera automaticamente la
nostra credenza iniziale si indebolisce
ci viene così a creare un varco nella
nostra mente che è libera di fare
nuovamente contatto con la realtà
nell'esempio che abbiamo considerato
l'indagatore l'indagatrice Potrebbe
proporre il seguente primo rovesciamento
del pensiero iniziale mio padre dovrebbe
criticarmi E poiché come vi dicevo
l'indagine vuole essere concreta cioè
ancorata reale l'indagatore deve fornire
degli esempi concreti a sostegno di
questo nuovo pensiero almeno tre qui la
tendenza potrebbe essere quella di
fornire risposte del tipo
trattandosi di mio padre Indubbiamente
la responsabilità della mia educazione
anche attraverso le critiche
spesso le sue obiezioni erano
ragionevoli mi hanno aiutato a
confrontarmi con me stesso a diventare
più forte eccetera eccetera ovviamente
non c'è nulla che non vada bene in
questa risposta salvo il fatto che
rimane troppo vaga che non è
sufficientemente ancorata nel reale e il
nostro sabotatore interno potrebbe
approfittarne per indebolire la forza e
la credibilità della nostra indagine chi
facilita il processo dovrà in questi
momenti vegliare affinché siano sempre
forniti degli esempi molto specifici
degli esempi del tipo seguente
quando ha criticato con forza i miei
mediocri i risultati scolastici qualche
mese prima degli esami di maturità mio
padre mi ha permesso di reagire per
tempo e rimettermi in carreggiata oppure
per fare un altro esempio criticando la
mia scelta di fare un investimento
avventato quell'anno mio padre mi ha
evitato di perdere un mucchio di soldi
Insomma Spero avrete capito il tipo di
concretezza che devono avere gli esempi
bisogna evocare situazioni specifiche
momenti di vita realmente accaduti
ma per tornare ai rovesciamenti come vi
dicevo ci sono numerose possibili
varianti come ad esempio io non dovrei
criticare mio padre e anche qui
Naturalmente il lavoro ci incoraggia a
trovare almeno tre esempi a conferma di
questa affermazione
C'è poi un rovesciamento che spesso
molto utile importante considerare che
consiste nel riformulare il pensiero
iniziale ma nei confronti di se stessi
anziché nei confronti della persona in
questione nel nostro esempio del proprio
padre quindi otteniamo io non dovrei
criticare me stesso e anche qui
Naturalmente dobbiamo fornire almeno tre
esempi reali e concreti di situazioni
bene mi fermo qui spero che questo
scorcio sul lavoro di Byron Katy vi sia
piaciuto il rovesciamenti che propone
con le domande che li precedono ci
permettono di renderci veramente conto
che l'errore non è mai nella realtà o
negli altri ma nelle teorie che noi
coltiviamo a proposito della realtà e
che riteniamo essere vere a prescindere
senza averle mai realmente indagate
immaginate di trovarvi in un bellissimo
posto nella natura dove tutto è armonico
la luce morbida la temperatura è
piacevole poi incontrate un cane
affettuoso che
scodinzola e di colpo Cominciate ad
arrabbiarvi è entrato in crisi vi
disperate lo fate perché semplicemente
quel bellissimo affettuosissimo cane non
è un gatto
Ecco noi soffriamo e viviamo un profondo
senso di frustrazione impotenza perché
pensiamo che un cane dovrebbe essere un
gatto
forse conoscete quella bellissima
preghiera detta preghiera della serenità
che recita così Dio
Concedimi la serenità di accettare le
cose che non posso cambiare il coraggio
di cambiare le cose che posso e la
saggezza per conoscere la differenza
Ecco si potrebbe dire che l'approccio
proposto da Bay Ronchetti È un modo per
sviluppare consolidare questa saggezza
che ci permette di conoscere la
differenza tra ciò che possiamo cambiare
e ciò che non possiamo cambiare e ciò
che possiamo cambiare ciò che Possiamo
correggere sono sicuramente le nostre
false teorie della realtà quelle che
vengono
matematicamente falsificate nel corso
della nostra interazione Correale
tramite il meccanismo della sofferenza
Bai Rocchetti non è certo uno scienziato
nel senso formale del termine ma
attraverso il suo percorso personale è
riuscita a identificare quelli che sono
gli ingredienti fondamentali per
promuovere un'indagine autocritica del
nostro modo di rapportarci alla realtà
sulla base dei nostri sistemi di
credenza e produrre un vero cambiamento
Grazie per l'ascolto e buon lavoro a
tutti
