Entra nel mondo degli eroi greci e scopri il lato oscuro dei loro ritorni dalla guerra di Troia. Dopo anni di conflitto, il viaggio verso casa si trasforma in un'odissea fatta di nostalgia, dolore e vendetta. ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 Segui le vicende di Nestore, l'unico a sfuggire al destino avverso, mentre gli altri eroi affrontano tempeste, tradimenti e la dura verità che il ritorno non è mai come lo avevano immaginato.
In questo episodio, ti immergi in storie epiche e sorprendenti sorprese sui misteriosi veri significati di "ritorno" e di "nostalgia" per i greci.
Preparati a scoprire un lato nuovo della mitologia greca che non conoscevi.
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#alessandrogelain#filosofia#mitologia Translated titles:
196-La extraña fortuna de Néstor el sabio
196-Das seltsame Schicksal von Nestor dem Weisen
196-L'étrange fortune de Nestor le sage
196-A estranha fortuna de Nestor, o Sábio
196-बुद्धिमान नेस्टर का विचित्र भाग्य
196-The strange fortune of Nestor the wise
196-الحظ العجيب لنسطور الحكيم
196-智者内斯特的奇怪命运
196-Η παράξενη περιουσία του Νέστορα του σοφού
196-Странная судьба Нестора мудрого
Dopo dieci anni di battaglie, di scontri leggendari e di strategie divine,
la guerra di Troia è finita. Ma è davvero così? La fine di una guerra è solo l'inizio di un'altra,
più intima e crudele: il viaggio di ritorno. Gli eroi greci, stanchi e segnati dalla gloria
e dal dolore, si preparano a tornare a casa. Ma cosa li attende davvero? Cosa succede quando,
dopo tanto tempo, il luogo che chiamavi casa non è più lo stesso... e nemmeno tu lo sei più? Inizia
oggi un nuovo capitolo di questa epica avventure. Preparati a scoprire il destino di questi eroi,
tra nostalgia, tradimenti e la sfida più grande di tutte: ritrovare se stessi.
Bentornato su questo canale! Con questa puntata inizia la sesta stagione nel nostro
percorso sulla mitologia greca e romana. Spero che quest'estate ti abbia portato
dei momenti di serenità e di meritato riposo: sei pronto per nuove storie?
Ti prego non scordare di mettere un “mi piace” a questa puntata,
a te non costa nulla ma è fondamentale per la salute del nostro canale!
Desidero ringraziare i mecenati di questa puntata: Giacomo, Andrea,
Dalila, e Martina. Grazie anche a Jimbo, Len, Gioele, Chiara e Alessia. Diventa anche tu
parte di questa avventura! Supporta questo podcast andando su Tipeee usando il link in descrizione!
Questo che stai ascoltando è Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico.
Sono Alessandro Gelain, insegnante di Filosofia,
Psicologia e scienze umane. Se vorrai stare in mia compagnia,
ti offrirò le storie più interessanti della mitologia greca e romana.
Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta,
come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo.
Puntata numero 196: La fine di una guerra,
l’inizio di mille viaggi - La strana fortuna di Nestore il saggio
Sono passati dieci anni o forse di più da quando la guerra delle guerre
ha avuto inizio. Il conflitto attorno alle mura di Troia ha avuto fasi alterne,
non tutti i dieci anni sono stati testimoni di scontri tra eserciti…
Come siamo venuti a sapere ci sono stati incontri, tavoli diplomatici, sotterfugi,
tradimenti e pause forzate ora dalla volontà degli dei ora dall'alternarsi delle stagioni.
Ma adesso che la guerra è finita, che troia ancora fuma per gli incendi che pian piano
si vanno a smorzare, che le armi finalmente tacciono, adesso è tempo di tornare a casa.
Gli Achei velocemente si preparano a questo lungo viaggio, sono tutti desiderosi di
tornare alle proprie case, di ritrovare i propri figli e le spose che li hanno
attesi per così tanto tempo, temendo ogni singolo giorno per la loro sorte!
Quella parte di racconto mitologico che descrive questi ritorni,
viene definita come la narrazione dei “nostoi”.
Questa parola greca indica proprio i "ritorni". È un termine particolare
che contiene in sé il desiderio di ritornare e la stessa impossibilità di tornare. Mi spiego meglio.
Quando noi lasciamo un luogo e ci rechiamo in un'altra parte del mondo,
noi proseguiamo la nostra vita in questo nuovo territorio.
Abbandoniamo, cioè, la nostra casa, la nostra famiglia e i nostri amici, e andiamo a stabilirci
in un'altra casa e intessiamo relazioni con altre persone creando nuove amicizie.
Quando puoi decidiamo di ritornare nel nostro paese di origine,
accade qualcosa di particolare: una volta che siamo arrivati,
ci accorgiamo che quel luogo è - per così dire - “andato avanti" senza di noi,
per cui non è più il territorio che abbiamo lasciato ma è un posto a noi in parte sconosciuto.
Sentiamo il senso di appartenenza a questa terra eppure percepiamo un
"vuoto" che ci segnala come sia impossibile tornare nel luogo che abbiamo lasciato.
In qualche maniera, pur trovandoci nel punto del ritorno, sentiamo la mancanza
di quel luogo originario, ormai lontano nel tempo, che non è più raggiungibile.
Pare proprio che dalla unione delle parole “nostos" che significa ritorno a casa e “Algos”
dolore derivi il termine nostalgia ovvero il dolore del ritorno, un ritorno che è impossibile.
Odisseo, Diomede e gli altri si troveranno di fronte a questa situazione.
Questa impossibilità di un "ritorno" è un tema che nella letteratura
è stato affrontato si può dire innumerevoli volte.
Una situazione simile si ritrova anche nella più recente mitologia Tolkeniana:
è evidente come il ritorno di Frodo nella Terra di Mezzo sia un “nostos” che rende
malinconico il nostro eroe Hobbit. Egli si trova in un luogo apparentemente uguale a
quello che ha lasciato all’inizio della sua avventura, eppure non è più quello…
come anche il piccolo Frodo non è lo stesso che è partito per andare a Mordor, un secolo prima.
Tornando ai nostri eroi, come hai saputo nell'episodio relativo al ritorno di Agamennone
nel suo regno, la partenza della flotta achea è stata funestata dalla contrarietà
di Atena e di altri dei. Le divinità, a causa delle azioni terribili compiute dalle forze
vincitrici sulla popolazione troiana, ora guardano con occhi torvi quelle navi nere.
Oltre alla contrarietà delle volontà divine, ci sono anche altre variabili che portano gli achei
ad affrontare, ognuno per sé, un’avventura. Gli eventi più famosi e più importanti e certamente
quelli con conseguenze più devastanti sono sono quelli dovuti alla vendetta di re Nauplio.
Il vecchio re è giunto a Troia per alla ricerca di testimonianze e di particolari riguardo la
morte del figlio, Palamede, uno dei più importanti generali delle forze achee.
Come forse ricorderai, Palamede è figlio di Nauplio il Giovane, discendente di Poseidone;
egli è un uomo alto, bello, con forme e movimenti armoniosi. È di vasta cultura,
erudito e dotato di un ingegno straordinario, capace di trovare soluzioni a qualsiasi problema,
sia esso militare o diplomatico, che possa sorgere all’improvviso.
Questo eroe è stato incastrato con una falsa accusa di alto
tradimento e lapidato senza indagini o un processo. Vittima di intrighi di potere,
Palamede muore innocente. La sua intera storia è stata raccontata nell’episodio 146.
Il padre giunge furioso a Troia per esigere le prove di questo tradimento, che evidentemente
mancano; domanda allora di sentire le parole di Palamede pronunciate in sua difesa, ma anche qui
nulla è stato redatto di quelle ore terribili. Chiede infine di essere ricevuto da Agamennone
e anche qui si scontra con un muro: il grande re rifiuta anche solo di guardarlo in faccia:
che il vecchio padre del traditore Palamede ritorni in patria al più presto,
se non vuole scatenare l’ira del re di tutti gli achei.
Nauplio è fuori di sé e sulla via del ritorno, comincia mettere in atto la sua vendetta su
Agamennone, Menelao e tutti gli altri comandanti greci. Per prima cosa fa tappa al faro posto sul
monte Cafareo e qui convince il guardiano ad attirare i suoi nemici verso le secche,
facendo naufragare decine e decine di vascelli.
La seconda parte del piano di Nauplio vede il vecchio
re iniziare un giro diplomatico nei palazzi reali dei vari regni.
Si fa ricevere dalle regine solitarie e con fare mesto le informa tutte dei tradimenti dei mariti.
“Tuo marito ha trovato una giovane concubina a Troia: è così innamorato di lei che intende
portarla a casa, alla fine della guerra, per farla sedere sul trono al posto tuo!””
Alcune spose fedeli, disperate,
commettono suicidio e altri invece si abbandonano all'adulterio!
Avviene così che sul trono di Argo e di Micene, al fianco della regina Clitemnestra,
prende posto Egisto, come hai già sentito nelle ultime puntate della scorsa stagione.
Nauplio favorisce in questo modo, la morte di Agamennone!
Allo stesso modo, Egialea, moglie di Diomede,
si lega a Comete, figlio di Stenelo, e la moglie di Idomeneo, Medea, si concede a un certo Leuco.
L’unico tra tutti cli achei che può aver raccontato di non aver avuto
alcun tipo di problema col il suo ritorno a casa è proprio lui: Nestore il vecchio.
Viene definito da Omero come il più saggio tra i greci e la sua parola è sempre ben accetta dai
comandanti che guardano a lui con rispetto. Durante il corso di tutta l’Iliade abbiamo
incontrato il vecchio Nestore che non attende altro che dispensare buoni consigli, rimembrando
della sua avventurosa gioventù. Insomma, quando lui interviene,
pare di sentire uno di quei personaggi che devono per forza “dire la loro" in
ogni situazione. Ovvero si ha l’impressione che a volte gli sia un po' "rompiscatole":
sta sempre a parlare delle sue passate azioni gloriose, di come abbia sottomesso questa
popolazione o sconfitto quest’altro nemico, di come il suo unico rimorso sia il fatto di essere
diventato vecchio e di non poter più combattere in prima fila come sempre fatto per tutta la vita.
Nonostante questa tendenza a intervenire per dire la propria, i suoi consigli sono quasi
sempre buoni, anche perché il suo giudizio è sempre guidato dalla volontà del Fato.
Nestore è figlio di Neleo re di Pilo e ed è nipote di Poseidone:
vanta perciò una ascendenza semidivina. Fin dalla più giovane età dimostra un
grande valore in battaglia e spaventa ogni avversario la sua incredibile abilità come
guerriero. L’evento forse più importante della sua gioventù è l’incontro-scontro con Eracle.
Il semidio figlio di Zeus sta cercando di essere purificato per l'uccisione di un
figlio di re Eurito di Ecalia. Al netto rifiuto di Neleo, alleato di Eurito, inizia uno scontro
tra Eracle e la popolazione di Pilo che porta allo sterminio quasi totale della famiglia reale.
Periclimeno, fratello maggiore di Nestore, ha ereditato da Poseidone
il dono di una forza senza limiti e la facoltà di tramutarsi in qualsiasi forma a lui gradita:
fiera, uccello del cielo o gigantesco albero! Per combattere Eracle, Periclimeno si trasforma
in leone e poi ancora in serpente e infine, per sfuggire all'ira del figlio di Zeus,
si trasforma in formica, si colloca sul giogo dei cavalli di Eracle.
La dea Atena, che ama Eracle, attira la sua attenzione su quella formica dando
una gomitata al fianco dell’eroe. Questi sguaina la spada ma Periclimeno cambia
di nuovo forma e come un’enorme aquila cerca di accecarlo con l’acuto becco. Secondo alcuni una
freccia ben mirata di Eracle gli trafigge l'ala e lo uccide trapassandogli la gola;
secondo altri il figlio di Neleo riesce a fuggire volando via.
La guerra ha termine ed Eracle affida la città di Messene a Nestore,
in quanto il giovane si era dimostrato in più di un'occasione sincero e giusto
nei suoi confronti. Si dice che alla fine i due siano diventati amanti e che ben presto
Eracle sia arrivato ad amare Nestore e quanto e forse più di Ila e dello stesso nipote Iolao.
Nestore sale al trono e governa con saggezza e lungimiranza portando stabilità e prosperità a
Pilo. Partecipa vittorioso a diverse guerre del suo tempo combatte contro gli Arcadi, i Lapiti,
e i figli di Afareo. La sua impresa più nota è la partecipazione alla guerra contro gli gli
Elei durante la quale sconfigge il razziatore re Augia e i suoi figli,
portando a Pilo un ricchissimo bottino!
Infine, Nestore partecipa alla famosissima caccia al cinghiale
di Calidone e al viaggio di Giasone con gli argonauti.
E poi, la guerra di Troia, in cui il vecchio re partecipa come consigliere
ma anche come ispiratore delle truppe. Nonostante la sua tarda età, egli è l'unico
che può riuscire a sollevare la pesante coppa a quattro manici che si trova nella sua tenda:
pesantissima nessuno riesce a spostarla, tranne il vecchio re. Questo episodio
del libro XI dell’Iliade ci parla della forza simbolica di Nestore.
Durante il conflitto, Nestore vede uccidere davanti ai suoi occhi Antiloco, il figlio
prediletto, che perde la vita trafitto da un giavellotto destinato proprio al padre…
Tornato senza intoppi di rilievo a Pilo, Nestore riprende il suo ruolo di re e continua
per diversi anni a governare saggiamente il suo popolo. Accoglie Telemaco, il figlio di Odisseo
giunto a chiedere informazioni sul padre, e in questo incontro Nestore continua ad incarnare
le virtù del re ideale: ospitale, saggio, rispettoso per la religione e le tradizioni
Ti chiederai come abbia potuto in una sola
vita quest'uomo partecipare a così tante guerre e avventure!?
Beh devi sapere che Nestore è amato dagli dei!
Di solito questa non è una cosa che dà grande gioia,
in quanto accade spesso che chi è amato dagli dei debba sopportare prove continue e grandi drammi.
Così non è per Nestore che viene benedetto dalle divinità con una vita lunga oltre tre vite d’uomo.
Questa longevità deve essere interpretata come un premio degli dei per la sua rettitudine,
la sua pietà, il suo costante rispetto delle leggi divine.
Il vecchio re diviene così un simbolo di saggezza eterna e di guida ideale,
un esempio per ogni altro re greco.
Questo vecchio, simpatico, rompiscatole, saggio re è proprio l'unico ad aver avuto un ritorno
verso casa senza problemi: le sue navi hanno attraversato il grande mare mi sono arrivate
sane e salve tutte in patria. Nessuno degli altri grandi eroi ha avuto questa fortuna: tempeste,
naufragi, venti avversi hanno decimato le navi nere, disperdendo gli eroi tra mille isole!
Di questi terribili eventi cominceremo a parlare dal prossimo episodio dedicato all’eroe che ha
osato sfidare lo stesso Poseidone:
il feroce Aiace Oileo!
Ti aspetto!
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