Agamennone è finalmente sulla via del ritorno, ma il suo viaggio verso casa è destinato a essere funestato da presagi di sventura e tradimenti. ISCRIVITI: http://www.youtube.com/c/AlessandroGelain?sub_confirmation=1 Mentre affronta tempeste sia reali che metaforiche, la sua concubina troiana Cassandra, maledetta a non essere creduta, prevede una fine tragica.
A casa, la regina Clitennestra prepara un’accoglienza mortale, pronta a vendicare vecchie ferite con un inganno letale. Scopri come le vite di questi personaggi mitologici si intrecciano in un crescendo di tensione e vendetta, culminando in un finale inaspettato e sanguinoso.
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I supporter magnifici di questa puntata sono: Giacomo, L’amica anonima, Marta, Tommaso, Gioele, Jimbo e Fabio! Benvenuti ad Andrea, Daniele, Gaetano.
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Check out my new video! (video made with https://www.headliner.app) Translated titles:
192 Agamenón-el regreso a Argos
192 Agamemnon-die Rückkehr nach Argos
192 Agamemnon-le retour à Argos
192 Agamenon-o retorno a Argos
192 अगेम्नोन-आर्गोस में वापसी
192 Agamemnon-the return to Argos
192 أجاممنون-العودة إلى أرجوس
192 阿伽门农-重返阿尔戈斯
192 Αγαμέμνων-η επιστροφή στο Άργος
192 Агамемнон-возвращение в Аргос.
Nelle rovine di un antico palazzo di Micene hai scoperto un pozzo funerario vecchio più
di duemila anni. Ci sono tre corpi sistemati con tutti gli onori in questa peculiare sala,
ma due, a contatto dell’aria fresca, si dissolvono in polvere.
Il terzo ha una enorme maschera d’oro sul volto, finemente lavorata.
Ordini ai tuoi aiutanti di tirare delle improvvisate tende all’entrata,
per evitare nuove sorprese da eventuali folate di vento. Alla luce di una lampada,
allunghi le mani verso quella maschera funeraria e, tremando un poco, la sollevi.
Ai tuoi occhi si mostra un volto severo, accigliato; la bocca spalancata pare essersi
arrestata mentre urla imperiosamente un ordine; con sorpresa noti come la pelle di quel viso si
mostri ancora elastica, come se la maschera d’oro avesse protetto quella testa dal tempo stesso.
È il 30 novembre 1876 e tu sei Heinrich Schliemann,
l’archeologo autodidatta che con testardaggine e contro ogni previsione
è riuscito tre anni fa a trovare i resti della magnifica città Troia. E oggi questo.
Nel pomeriggio scrivi un messaggio al re di Grecia e gli annunci di aver contemplato l’austero
volto del re di Argo e Micene, comandante di mille re, vincitore di Troia: Agamennone il potente.
Prima di iniziare, un sentito riconoscimento ai mecenati che
su Tipeee supportano questo podcast entrando anima e cuore nel progetto:
Giacomo e l’amica anonima. E anche a Gioele, Jimbo, Len e Alessia.
Un grazie ad Andrea, Daniele, Gaetano anche per le loro attestazioni di stima! Nadia e Fabio!
Saluto e ringrazio Sara per la strada fatta insieme!
Se vuoi anche tu fare parte di questa avventura, usa il link in descrizione e supportami su Tipeee!
Questo che stai ascoltando è Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico.
Sono Alessandro Gelain, insegnante di Filosofia,
Psicologia e Scienze umane. Se vorrai stare in mia compagnia,
ti offrirò le storie più interessanti della mitologia greca e romana.
Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta,
come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo.
Puntata numero 192: Il ritorno di Agamennone ad Argo
Eccoci tornati per un nuovo percorso! Abbiamo terminato il lungo racconto della Guerra di Troia
(non mi pare vero di esserci riuscito!) e, seguendo il risultato del sondaggio,
affronteremo fino alla fine della stagione, i “ritorni” degli eroi a casa.
Agamennone è stato uno degli ultimi a lasciare la rada di Troia: non ha
voluto salpare senza prima aver completato tutti i sacrifici di ringraziamento e di
espiazione nei confronti degli dei. Gli achei, nel saccheggio di Troia,
si sono macchiati di innumerevoli azioni inumane e che hanno disgustato gli occhi degli dei.
Atena stessa ha, per così dire, abbandonato la causa di Menelao e a cominciato a disseminare
discordia tra le fila greche. Perfino fra lo stesso biondo Menelao e il fratello si
è innalzato un muro di incomprensione. Quando Menelao lascia, infuriato, Le sponde di Troia,
non rivolge un solo sguardo al fratello: ignora che non lo vedrà mai più in vita.
Così parimenti succede a noi: crediamo sempre di avere un domani in cui rappacificare le nostre
anime e ritrovare l’armonia, di avere un sacco di tempo davanti. Purtroppo,
spesse volte ahimè, il tempo per godere della gioia del ritrovarsi non ci è concesso.
Per questo il momento giusto per la pace è sempre adesso!
Ma torniamo al nostro potente Agamennone.
Le sue vele gonfiate da un vento propizio spingono velocemente la sua flotta verso casa.
Il mare, però, muta diventando spumoso con onde che presto incombono alte sulle
nere navi. Anche il vento ostacola questo viaggio
Cassandra, la più incantevole tra le schiave di Agamennone, è diventata
negli ultimi giorni anche la sua concubina. Lei non è una giovane donna come le altre:
come ricorderai è una tra le più belle figlie di Priamo e ha il dono
del vaticinio. Cassandra comunica sempre il vero in maniera chiara ed inequivocabile,
ma è segnata dalla maledizione di Apollo: nessuno potrà mai credere alle sue parole!
Ella non riesce a tacere quel che vede: quel mare minaccioso è una ben chiara promessa di morte.
«Presagi di sventura avvolgono questa traversata!»
Agamennone la ignora e ordina ai suoi di remare con maggiore forza e di superare
quella tempesta. Un po’ di mare mosso non potrà impedirgli di tornare a casa!
Ad Argo, nel frattempo, Clitennestra la regina moglie di Agamennone,
si sta dando da fare per organizzare i preparativi per il ritorno del marito.
Ella ha saputo ben prima dell’arrivo dell’araldo della caduta di Troia:
un sistema di segnalazione attraverso dei fuochi
sulle montagne, ha recato alla regina questa notizia prima che ad ogni altro.
Con ansia fa intessere tele e arazzi, prepara un adeguato comitato di bentornato
per il marito Si preoccupa soprattutto che un lungo panno rosso porpora accolga il re
e lo accompagni dritto dritto alla zona dei bagni: Agamennone appena
arrivato vorrà di certo togliersi di dosso il salso delle onde e l’arsura del viaggio!
Quando l’araldo le comunica che il re sta tornando carico d’oro e di doni,
oltre che di schiavi e schiave, la regina accusa un colpo, ma non fa una piega:
ben sa come le notti dei comandanti siano spesso riscaldate da una qualche preda di guerra…
Domanda all’araldo se tra i prigionieri ci sia qualche personalità della città di Troia
e questo inizia a raccontare come tra gli schiavi si trovi anche una giovane principessa troiana,
col viso corrucciato ma di una bellezza indescrivibile.
«Di certo una delle figlie di Priamo!» mormora tra sé la regina,
sentendo nel cuore che questa principessa è stata scelta tra le tre prigioniere proprio
da Agamennone e che in questo momento ella dorme tra le braccia del marito.
Clitemnestra si rivolge all’araldo:
“Va incontro al mio sposo e riferiscigli questo: che torni al più presto alla città
che lo ama. Nella sua città troverà la sua sposa, fedele come l’aveva lasciata,
cagna della casa a lui devota, nemica ai nemici, sempre la stessa. Non infranse mai il sigillo
in un tempo così lungo. Non conosco piacere per opera di un altro uomo, ne’ parole di calunnia,
più di quanto io conosca come si tempra il bronzo. Tale il mio vanto,
vero fino in fondo. E una donna onesta non ha vergogna di dichiararlo.»
L’araldo prima di lasciare la reggia consegna anche una cattiva nuova:
di Menelao e delle sue navi non si ha notizia: incappati in una forte tempesta,
lui ed Elena probabilmente non sono sopravvissuti…
La notizia pare non toccare Clitemnestra, immersa nei propri pensieri. Rivede la
sua vita e la considera ora come una sequenza di episodi dolorosi.
Clitennestra è figlia di Tindaro re di Sparta; ella è perciò sorella di Elena,
come pure di Castore e Polluce, i due dioscuri. È andata in sposa a Tantalo, un figlio di Tieste
e dunque zio di Agamennone. La loro unione pur felice è interrotta proprio da Agamennone che
uccide Tantalo e il loro primogenito ancora in fasce e obbliga Clitemnestra a sposarlo a forza.
Con Agamennone, la triste regina genera tre figlie (Ifigenia,
Elettra e Crisotemi) e un figlio, il giovanissimo Oreste.
Come ricorderai, Agamennone ha dovuto sacrificare la vita della
figlia più amata per poter navigare con le sue mille navi verso Troia:
questo è un altro dolore muto che Clitennestra nasconde nel suo petto.
Ora la regina dovrà sopportare un ulteriore Schiaffo: l’arrivo del marito con il suo
seguito di schiave concubine. Clitennestra, poi, ha un sussulto: ha iniziato a considerare
anche la possibilità che la giovane principessa troiana voglia mirare a sostituirla sul trono…
Agamennone sbarca e porge il suo primo saluto alla sua terra e soprattutto agli dei,
che gli hanno concesso di tornare vivo da Troia. La città gli appare fredda, contrariamente alle
sue aspettative: Clitemnestra lo informa come molte fazioni, ostili al suo comando,
seminano disagio nella popolazione… ma che il grande re non se ne crucci proprio ora!
Che il tanto desiderato marito si inoltri nella
reggia su quel tappeto rosso preparato proprio per lui!
Agamennore rimprovera alla moglie una certa mollezza nelle parole e nei gesti e poi…
quel tappeto rosso! Che spreco di preziosa porpora! Questo saluto è degno di un dio,
mentre lui è un mortale! Ad ogni passo rovinerà quel delicato tessuto!
Clitemnestra lo lusinga affermando che al suo posto Priamo non avrebbe
disdegnato certo di calpestare un panno rosso, in caso di vittoria:
queste parole convincono il re a fare il primo passo su quel tappeto rosso come il sangue.
«E tu, Cassandra, dammi la mano e scendi dal carro che ti ha condotto con mio marito
fino a qui. E non essere triste che pure Eracle fu venduto come schiavo… Se la dea
Necessità ti impone questo peso, sopportalo con forza che presto, forse, verrà rimosso
dalle tue spalle… È volontà di Zeus che pure tu intervenga al rito dell’acqua purificatrice,
come farà mio marito… Presto, scendi, che le due vittime sacrificali stanno per essere sgozzate… »
Queste frasi ingannevolmente accoglienti, nascondono il terribile piano della regina e quasi
lo raccontano nei particolari: le due vittime sacrificali sono proprio Agamennone e Cassandra…
La principessa troiana non risponde: non parla greco e per nulla ha compreso le
parole della regina, ma sa che si tratta di nulla di buono…
Poi ha una visione e nella suo idioma, sconosciuto agli argivi, emette il suo lamento:
«Apollo, mi abbandonerai una seconda volta! E tu assassina compirai questo delitto,
mentre lavi servizievole il corpo tuo sposo?!? Mani che si inseguono…
vibrano colpo su colpo! Cosa è questa rete mortale? Appartiene forse ad Ade? Eris,
la dea della discordia, canta di gioia danzando sulla stirpe di Atreo! E il
sangue del re corre a fiotti verso di me, bagna il mio petto! Sciagurata sorte di me,
sciagurata! Ho superato le tempeste del mare per condividere la morte del re, appena sbarcata!»
Nessuno, in Argo, comprende le sue parole… forse qualche soldato di scorta che ha trascorso
dieci anni lontano da casa ode e capisce questo accorato discorso… ma, a causa della maledizione
di Cassandra, tutto viene interpretato come un disconnesso vaniloquio di una sciocca schiava.
Anche Agamennone, che ben conosce la lingua di Priamo, l’ha udita:
lei si trova pochi passi più dietro… il sortilegio di Cassandra colpisce anche le
sue orecchie, rendendole sorde al messaggio di pericolo, della sua imminente uccisione.
In effetti è questo il piano di Clitennestra, che ha deciso di far pagare oggi stesso,
nella prima ora del giorno del suo ritorno in patria, tutto il dolore patito negli anni.
Il disprezzo che la donna nutre nei confronti del marito la ha portata a suggerire a Telefo
di vestirsi da mendicante per farsi ricevere da Agamennone per farsi guarire da una ferita che non
si richiude! Ti ricordi quel lontano episodio, il 132? Lei stessa gli ha proposto di minacciare la
vita del neonato Oreste, per spaventare il re… Quello è stato uno scherzo, un gioco crudele…
ma oggi… oggi Clitennestra vuole riportare in pari la sua bilancia.
Aiuta il marito denudarsi e lo fa accomodare nella grande vasca,
ricolma di acqua calda e profumata. Fiori galleggiano invitanti e il vapore riempie
la stanza. Le coltri occultano alla vista di chiunque il corpo nudo del re che si immerge
fiducioso. Sdraiato sulla schiena, alza una mano verso Clitemnestra, invitandola ad unirsi a lui.
Ella gli sorride e con un abile gesto del braccio,
gli getta addosso una spessa rete da pesca, fatta cucire proprio per lui.
Il re, più sorpreso che spaventato cerca di divincolarsi da quella rete ma più si agita,
più si ritrova imprigionato in essa. Non fa in tempo a chiamare aiuto che
Clitennestra lo colpisce al petto con una ascia bipenne. Estrae con fatica l’arma e con un secondo
colpo decapita il re delle mille navi. Eurimedonte, il fidato auriga del re,
che giunge a soccorrere l’amato sovrano, cade per la stessa mano assassina.
Cassandra è l’ultima vittima del piano omicida della regina e non sfugge alla sua furia:
in una scena surreale Clitemnestra esce dal palazzo con i resti di Agamennone e di Cassandra,
urlando alla popolazione che lei è stata strumento di giustizia per la morte di
Ifigenia e per l’affronto di veder portata davanti ai suoi occhi una sfrontata nuova concubina!
Egisto, cugino di Agamennone, esce allo scoperto: è l’amante di Clitennestra e con lei ha elaborato
questo piano per uccidere il grande re. Come forse ricordi dalla puntata 126,
Egisto ha un conto aperto con la famiglia di Agamennone: i suoi fratelli sono stati uccisi,
cucinati e serviti per cena, un evento che non può che lasciare strascichi…
Dopo aver attraversato il mare affrontato tempeste ed aver superato quasi senza una ferita 10 anni
di guerra sotto le mura di Troia, il re delle 1000 navi cade miseramente,
indifeso, ucciso spietatamente come un pesce intrappolato nella rete.
Mentre Crisotemi, figlia di Agamennne si chiude in un silenzioso pianto, Elettra, l’ultima figlia del
re, fugge da Argo. Porta via con sé il fratellino, risparmiandogli di vivere in un palazzo di sangue.
Durante il viaggio verso le amiche terre di re Strofio, nella focide, continua a ripetergli:
«Ti devo nascondere, fratellino, affinché tu cresca al sicuro. Quando sarai grande e
avrai l’età per farlo, tornerai ad Argo a vendicare la morte di nostro padre!
Questo sarà il tuo compito e questo sarà il tuo destino. Ora dormi, piccolo Oreste!»
Mamma mia, che episodio! In tutte le versioni, la carneficina lascia il lettore sconvolto! Ho
cercato di contenere per quanto son riuscito, la truculenta degli eventi.
Quanta ricchezza e quanto potere
nelle mani di uno solo, quanta forza eppure quanta fragilità nell’essere umano!
La fine di Agamennone ci ricorda di quanto poco basti a toglierci tutto quel che abbiamo,
in un solo attimo, in un battito di ciglia. La sua morte però è anche inserita nel mosaico
della maledizione della stirpe di Tantalo, per cui la scia di sangue non si fermerà certo qui.
Il prossimo episodio parlerà del destino di Oreste!
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