In questo video parlo di un problema che sta distruggendo il nostro sistema sanitario: il burnout tra medici e infermieri. Più della metà dei medici (oltre il 50%) e quasi il 45% degli infermieri sono sopraffatti dallo stress del lavoro, con gravi ripercussioni per loro e per i pazienti.
Scoprirete come i media spesso ignorano le vere difficoltà di chi lavora in ospedale, preferendo parlare di chirurghi estetici e professionisti della "bellezza", mentre il personale sanitario combatte ogni giorno in condizioni estreme.
Parlerò dei turni massacranti, della gestione disastrosa delle risorse e di come tutto ciò influisca direttamente sulla qualità delle cure. Un'occasione per riflettere su un sistema che non ascolta chi è in trincea, ma ha bisogno di essere ascoltato più che mai.
Iscriviti, metti like, lascia un commento e condividi il video su tutti i tuoi social. Ogni interazione aiuta il canale a crescere e ci permette di portarti più contenuti di qualità!
Team: Alberto Molteni, Luciana Pisano, Francesca Re, Caterina Antoniacomi, Teresa Vivoli, Martina Stella Emma, Miriam Conte, Marco Di Felice, Stephan Huru, Maria Elena Vismara, Emar.
Le tre notizie del giorno secondo torcia.
La prima è la metà dei medici e degli infermieri italiani è in burnout.
Da medico mi verrebbe a dire ma che notizia del giorno è?
Cioè è qualcosa che ho sotto gli occhi tutti i santi giorni e di cui sapete che su questo profilo parlo spessissimo.
Ecco qui il 52% dei medici e il 45% degli infermieri soffre di stress cronico legato al lavoro.
Questo però è una sorpresa solo tra virgolette e dico solo perché rappresenta la stragrande maggioranza delle persone per la popolazione generale.
Cioè la popolazione generale non ha la benché minima percezione di questo aspetto.
Perché?
Diciamo i media tradizionali passano costantemente dei concetti sbagliati.
Cioè dei medici come vocati, degli infermieri come vocati, quindi la vocazione, fanno quel mestiere per la vocazione, non è un lavoro, è una missione.
Ok?
Che è bellissimo come concetto generale ma poi nel pratico si traduce nel cronico sfruttamento e nell'ignorare i problemi di queste categorie.
Chiamano a parlare, a descrivere del mondo medico solo i grandi professoroni che sicuramente non vivono le problematiche del comune medico, del comune infermiere
che tutti i giorni deve alzarsi e andare a lavorare e affrontare realmente i problemi ed essere realmente in trincea in prima linea.
E poi parliamo anche dei social media perché sappiamo che sui social media quali sono le categorie di medico che hanno successo.
Diciamocelo perché è sotto gli occhi di tutti.
I chirurghi plastici, i medici a vario titolo estetici che parlano di cremine, cremette, filler, non filler e tutto quanto.
E poi tutte le categorie diciamo dei medici legate al benessere, quindi i nutrizionisti, quindi anche i dermatologi eccetera eccetera
che rappresentano solo una percentuale anche qua minima rispetto al totale dei medici.
Sono pochissimi ad esempio i chirurghi generali che parlano di medicina, di che cos'è realmente il mondo medico e il mondo chirurgico.
E spesso se lo fanno, polemica interna, lo fanno sottolineando degli aspetti giusto per esaltare se stessi.
Guardate come sono bravo a fare questa cosa, guardate quante ore lavoro, io sono super figo, guardate che cosa ho fatto.
Quando in realtà il racconto dovrebbe essere a mio avviso molto diverso, cioè bisognerebbe realmente raccontare quali sono le problematiche che affrontiamo tutti i giorni.
Però purtroppo, e lo dico da persona che lo fa, non è fashion, fai una fatica micidiale perché alla fine del tuo lavoro devi anche cercare di spiegare dei concetti complessi
che la gente default giustamente, cioè c'è una resistenza, devi sfondare quella resistenza ed è ulteriore lavoro.
In più non è così semplice, cioè se io vi raccontassi che bello ho fatto questo intervento, ho fatto così, avrebbe molto successo con meno sforzo di dirvi
guardate che però ci sono queste problematiche perché vi richiedo di fare un doppio passaggio, cioè vi parlo di problematiche che riguardano il mondo medico
ma non per dire ai medici questa casta è vessata, è sfruttata, perché poi le risposte sono sempre quelle
No, il problema è che questi dati, stress cronico legato al lavoro, si riflettono sulla qualità di lavoro che facciamo e quindi sulla qualità di lavoro che offriamo ai nostri pazienti.
Leggiamo oltretutto secondo il rapporto di Empam e Orispes il blocco del turnover, quindi non qualcosa che hanno voluto i medici o i pazienti, qualcosa che guarda caso ha voluto la gestione e la politica
e la carenza cronica di personale, anche qua sono due concetti molto correlati ma adesso ci arriviamo, costringono gli operatori a sforzi prolungati, continui ad alto coinvolgimento fisico e psicologico
però qui dovremmo parlare anche di chi ha bloccato i turnover, quindi chi ha detto non vanno in pensione oppure in un certo posto rimangono sempre le stesse persone e chiudiamo fuori tutti gli altri
chi ha detto riempiamo e creiamo una pletora medica però ne formiamo 10 e per colpa della nostra organizzazione ne rimarranno 5 e di quei 5 ne prendiamo 3 e gli altri li facciamo girare come vogliamo noi
chi fa sì che i medici scappino dal servizio sanitario nazionale e vadano nel privato o ancora di più all'estero?
sicuramente non i medici e sono ovviamente coloro che gestiscono ma coloro che gestiscono gestiscono anche i media e quindi c'è proprio un cane che si morde la coda
oltretutto il fenomeno del burnout riguarda soprattutto le donne e il personale femminile è anche vittima di circa 2 terzi delle 18 mila aggressioni a danno dei sanitari e questo è ulteriormente una cosa molto grave
e anche qua dovremmo parlare di politica sanitaria
i turni sono studiati in modo tale che possano essere rispettati, che siano compatibili con l'avere una famiglia, avere una vita soddisfacente?
no, però il problema è chi decide che un certo ospedale viene organizzato in un certo modo e i turni vengono organizzati in un certo modo?
chi decide che sì in teoria dovresti fare 38 ore a settimana però ne fai 70 e di quelle 70 sei pagato forse 38 ma devi anche combattere con la parte amministrativa perché magari stai lavorando e non puoi andare a sveggiare
riflettiamoci, i problemi sono pratici, sono concreti e sono reali
quindi lavoriamo adesso per migliorare nel bene di tutti
soprattutto che sono la prima cosa, dei pazienti
perché il benessere del medico e dell'infermiere è il benessere del paziente