Italian PM Giorgia Meloni reveals where she currently stands with Trump at NATO summit

New York Post
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Riepilogo del video
Generato dall'IAThe speaker reaffirms her commitment to Western unity and her political investments, regardless of leadership changes. She discusses Italy's strategic role within NATO, the shift of responsibility toward European allies, and the increase in national defense spending to ensure security, technological growth, and economic sustainability within Italy.
Guardi, per quello che riguarda il posto ho detto che non sarei tornata su questo
argomento e non tornerò su questo argomento. Per quello che riguarda
l'investimento politico io non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Io ho
fatto un investimento politico per convinzione sull'unità dell'Occidente
l'ho rivendicato a 360 gradi, non è una strategia commessa in campo con l'arrivo
di Donald Trump, che lei mi è testimone su questo. L'ho fatto con tutti gli
interlocutori che ho trovato di fronte. Chiaramente con Donald Trump c'erano
delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica, la
immigrazione, la cultura woke, per cui chiaramente ritenevo che potesse essere
più semplice. Le cose stanno andando come abbiamo visto, ma non cambio idea su
quale sia l'interesse italiano.
...di approvvigionamento della capacità di tutti gli aspetti che incidono direttamente sulla libertà, sulla proprietà, sulla crescita e sulla qualità dell'Etat.
Devo dire che è stato un confronto molto positivo, ormai un po' in punta di piedi, ma insomma è
stato un clima costruttivo positivo di unità e quindi non si è parlato di
queste questioni. Per quello che riguarda le truppe americane,
a stato attuale a noi non è stato comunicato alcun disimpegno formale.
Dopodiché voi sapete che nella Nato si discute di burden shifting, cioè di
come gli alleati europei, cioè la colonna europea della Nato debba assumere
maggiore responsabilità all'interno del territorio europeo per consentire alla
colonna americana di spiegarsi su altri quadranti che sono oggi considerati
prioritari. La presenza di alcuni capi di Stato e di Governo dell'area
indo-pacifica un po' racconta come, come ho ribadito in Parlamento, l'Italia si è
presentata a questo vertice con una percentuale del 2,8 del proprio prodotto
interno lordo investito in difesa e sicurezza, registrando un aumento dello
0,71 per cento rispetto all'anno precedente, un aumento che riflette
questa concezione più ampia della sicurezza nazionale e della resilienza
strategica, perché vogliamo chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo e lo
stiamo facendo già, però lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè
stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al
contesto, in base alle nostre possibilità. Stessa cosa, chiaramente
siamo impegnati come Governo a fare in Italia, mentre noi rafforziamo la
sicurezza dei cittadini ci poniamo anche il problema di come questo possa
contribuire anche a rafforzare la nostra capacità di ricerca, la nostra
capacità tecnologica e la nostra economia, se investiamo nella nostra
difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella
nostra ricerca, nei nostri territori.
