Art in a Room - MICHELANGELO the Sculptor

Eternal Sculpt
13 iscritti
23 ott 2026
March 26, 2020
Pittore, architetto, scultore, poeta, Michelangelo Buonarroti è stato un artista onnipotente. In questa breve lezione, si affronta la carriera sfolgorante di Michelangelo scultore.
Transcript
Follow the video content with transcription.
Show transcript
Generato dall'IA·Potrebbe contenere errori
Buongiorno a tutti,
benvenuti a questa nuova puntata dell'arte in una stanza.
Affronteremo l'argomento di Michelangelo Buonarroti che,
come sapete, è un artista
diciamo così poliedrico perché è stato sia pittore,
architetto e anche scultore.
Nella puntata di oggi parleremo appunto
della sua grande capacità come scultore,
scultore particolare,
perché evolve il suo stile nel giro della lunga sua vita.
Lui vive 89 anni.
Michelangelo Buonarroti nasce a Caprese,
oggi Caprese Michelangelo, nel marzo del 1475.
Si trova appunto nell'Aretino
perché il padre è costretto a fare dei lavori un po' così
meno importanti che a Firenze,
quindi il padre lavora a Chiusi, lavora a Caprese, ma diciamo
che la sua formazione è comunque fiorentina.
Viene avviato alla bottega del Ghirlandaio
dove apprende la tecnica dell'affresco,
il Ghirlandaio sta dipingendo la zona absidale
di Santa Maria Novella e poco tempo dopo incontra
Lorenzo il Magnifico e proprio nel cenobio
di Lorenzo il Magnifico dei grandi artisti frequenta
il giardino di San Marco. Il giardino
di San Marco appunto si trova vicino alla chiesa
di San Marco a Firenze ed era un giardino
dove erano esposte sculture antiche e sculture moderne
e questo ha un fascino incredibile sul
giovane Michelangelo.
Anche le sue sculture giovanili si sono preservate. Attualmente
appunto c'è un museo molto importante a Firenze,
casa Michelangelo Buonarroti e qui si possono
vedere per esempio la sua prima opera
a noi conosciuta che è la madonna della scala è una
madonna col bambino che sfrutta
la tecnica come possiamo vedere dello schiacciato lo schiacciato
è una tecnica inventata da donatello dove
in pochissimi centimetri in due o tre centimetri
si dà una grande profondità a questo rilievo
a questo basso rilievo le figure che possiamo
vedere di Michelangelo sono molto particolari
perché vediamo una Madonna
che già ha una figura serpentina,
una figura in movimento e quasi in maniera
nascosta allatta il bambino,
quindi una figura particolarissima e una tecnica
che ben presto il nostro Michelangelo abbandona.
Lui è un grande stimatore di
Donatello, Desiderio da Settignano,
Mino da Fiesole ma li supera fin dalle prime opere. Infatti la
seconda opera non è più uno schiacciato
ma la seconda opera che conosciamo è La lotta dei
centauri. In questa lotta
dei centauri ispirata sicuramente anche alle liriche di Orazio vediamo
dei personaggi nudi che si affastellano,
che si contorcono in una maniera incredibile e questo
è particolare perché vediamo già
che le figure dallo schiacciato precedente emergono sempre in
maniera più violenta. Anche in questo caso
della battaglia dei centauri, della lotta dei centauri,
il rilievo è conservato sempre a casa Bonarroti.
Succede alcune cose particolari nella Firenze dell'epoca,
per esempio la morte nel 1492 di Lorenzo il Magnifico,
quindi si interrompe un po' quel cenobio
e Michelangelo ritorna ad abitare a casa del padre,
il quale era un po' soddisfatto della carriera del figlio.
però Michelangelo che era un carattere molto intraprendente
non vuole essere un bamboccione, possiamo dire così,
e va ad abitare invece nel convento di Santo Spirito,
qua i frati agostiniani gli danno ricetto e la cosa importante è
che i frati gli danno il permesso di sezionare dei cadaveri
Lui fa questo lavoro, come l'aveva fatto anche a suo tempo Leonardo,
per andare a scoprire la muscolatura, le ossa, l'anatomia del corpo.
E quindi questo sarà molto importante,
sarà uno studio empirico fondamentale per l'evolversi sia
della sua scultura che della sua pittura.
Per ringraziare i frati agostiniani di questa ospitalità dona
un Cristo in croce che è stato ritrovato solo nel Novecento,
un Cristo che possiamo vedere quasi filiforme,
completamente nudo, con dei dettagli particolarissimi.
Possiamo vedere anche che è dipinto e ci sono i peli sotto
la sella di questo Cristo, quindi un'analisi anatomica perfetta,
il volto leggermente reclinato e un'eleganza veramente incredibile.
Un'eleganza che poi verrà mutata dal gusto di Leonardo
che amerà più personaggi con una muscolatura più prepotente
di questo Cristo filiforme, molto molto interessante.
Negli anni 2000 il Cristo è stato restaurato, è stato restaurato più
di una volta e adesso appare nella sua magnificenza.
Era collocato sull'altare maggiore di Santo Spirito,
attualmente invece è collocato nella sagrestia monumentale.
Ci sono un po' di disordini però a Firenze con la morte del Moro,
con la Repubblica di Fiorentina creata dalle prediche
del Savonarola che fa di tutto, fa dei roghi,
distrugge un mucchio di opere sia pittoriche sia oggetti sia specchi,
qualsiasi cosa che riguardava la vanità viene distrutta da Savonarola
nei roghi che si facevano in Piazza della Signoria,
a quel punto vede Michelangelo un pericolo per la sua vita
e poi lui era sempre stato fedele ai Medici
e quindi prima fa una fuga a Venezia
ma vede che le committenze di Venezia sono un po' complesse,
c'è tutto un iter burocratico troppo lungo
e quindi poi si reca a Bologna
e a Bologna si stava ultimando la creazione dell'arca di San Domenico
il famoso Niccolò dell'arca, chiamato proprio dell'arca
perché ha compiuto l'arca sepolcrale di San Domenico
morto proprio a Bologna, lui era spagnolo, era San Domenico de Guzman
ormai si era quasi completata,
mancavano tre statue che vengono realizzate dal giovane Michelangelo
un angelo reggi candela che è esemplato
su quello già realizzato dal lato opposto dell'arca
realizza anche le figure di San Petronio e San Procolo
e qua si vede che l'influenza era dovuta soprattutto alle sculture
di Jacopo della Quercia
ancora visibili oggi sulla facciata dell'incompiuto San Petronio
Vi voglio raccontare adesso invece di un episodio molto gustoso
e divertente. Michelangelo viene così assunto per fare una truffa.
In pratica viene realizzato un Cupido addormentato e viene poi,
diciamo così, messo in mezzo alla terra, rovinato,
scalfito e si cerca di venderlo come un marmo antico romano.
E l'acquirente è il Cardinale Riario.
Il Cardinale Riario è quello che ha creato a Roma il Palazzo
della Cancelleria, un palazzo quattrocentesco, gigantesco e immane.
Il Cupido addormentato arriva a Roma,
però dopo c'è un fuggi fuggi di notizie e Riario si accorge
che quest'opera non è romana, non è dell'antica Roma,
e vuole i soldi indietro, cosa che effettivamente succede,
ma oltre ad avere i soldi indietro vuole
conoscere l'artefice di questa truffa
e quindi nel 1498 il nostro Michelangelo compie il primo
viaggio verso Roma. Il Riario lo incarica di fare una scultura per sé
e fa realizzare, come potete
vedere un bellissimo Bacco ebbro.
È una figura stupenda, slanciata, già della prima maturità
di Michelangelo. La posizione è molto lasciva di questo Bacco,
che quasi non si riesce a
reggersi in piedi.
La scultura rimane poco tempo in mano al cardinale Riario, che è
un po' come una patata bollente questa scultura, e poi viene venduta.
Attualmente la potete vedere al Museo del Bargello a Firenze.
E un'altra committenza romana di quegli anni, 1498,
è sicuramente la famosa Pietà di Michelangelo,
la prima versione.
Vicino all'antico San Pietro, non il San Pietro attuale,
la Basilica Costantiniana di San Pietro,
vi era costruita la chiesa di Santa Petronilla
e proprio qui un canonico di San Denis,
quindi francese,
ordina per la sua cappella funebre la Pietà che conosciamo tutti,
la Pietà di Michelangelo.
Viene realizzata da Michelangelo in tempi record
e soprattutto è un'opera raffinatissima.
il concetto della Pietà è la Madonna
che regge il corpo ormai morto di Cristo
ha origini nordiche
le Pietà che possiamo vedere nel Nord Europa
spesso i movimenti sono molto statici, freddi
e quasi sembra che la figura
di Cristo non possa effettivamente stare sulle ginocchia della Madonna
mentre quello che vediamo Michelangelo è tutto armonia
Un'armonia perfetta, un grande equilibrio
con questo braccio abbandonato e la figura incredibile
della Madonna che è quasi una figura bambina, una ragazza giovane,
sicuramente non poteva essere così cronologicamente se Cristo è morto
a 33 anni, la Madonna poteva averne una cinquantina.
Invece no, vediamo un volto di questa Madonna che è particolarissimo,
quindi tutto è equilibrato in questa scultura e Michelangelo è molto
orgoglioso di questa scultura, è l'unica scultura che lui firma.
Nella cintola della Madonna possiamo leggere Michelangelo Buonarroti.
La cappella di Santa Petronilla viene distrutta
per la costruzione del San Pietro attuale, quello bramantesco,
michelangiolesco, e dopo vari spostamenti attualmente
si trova nella prima cappella destra di San Pietro.
A causa di un atto vandalico,
una persona fuori di testa gli diede delle martellate
e soprattutto il naso e il manto della Madonna si ruppero,
a causa di questo atto vandalico attualmente la cappella è sigillata
da una vetrata anticolpi, antifurto e quindi si vede sempre con un po'
di riflesso e quant'altro, non è più visibile perfettamente.
sempre in quegli anni romani grazie ai vari contatti
che avevano vari commercianti realizza una madonna bellissima
la madonna di Bruges bisogna andare fino a Bruges nelle Fiandre
ma vale la pena e in Belgio vedere questa bellissima madonna
nell'ultima cappella destra della navata destra appunto
è una Madonna elegante
e dove già alcuni elementi ricordano sicuramente la pietà precedente
soprattutto questa raffinatezza nel panneggio,
nel realizzare il panneggio e nella compiutezza completa dell'opera
quindi il concetto del non finito era ancora al di là da venire
Michelangelo si assume un'altra importante commissione, un altare
per il Duomo di Siena dove avrebbe dovuto realizzare più di 13 sculture
e invece ne realizza solo 4 e si tratta dell'altare Piccolomini,
un altare molto importante in questa chiesa dove appunto
il suo estro è iniziato a svilupparsi compiutamente.
Ma la cosa importante è il suo rientro a Firenze.
Rientra a Firenze e esegue il famoso David di Michelangelo.
C'è un grosso masso di marmo bianco che è già stato scalpellato
da due artisti precedentemente e adesso sembra quasi in forma,
a me sembra che non si possa ricavarci niente.
Lui per tre anni lavora al Davide Michelangelo
e realizza questa scultura incredibile.
Rappresenta che cosa al Davide? Rappresenta Firenze, Firenze
che si ribella ai tiranni, il tiranno di Davide è Golia,
Golia viene ucciso con la fionda,
il movimento che ha Davide, lo vedete con questo braccio,
tiene la fionda e in pratica
la fionda che tira il grande masso,
colpisce sulla testa Golia che viene tramortito e poi
con una lama viene decapitato
e il nostro David con la testa mozzata farà la gloria
della tribù di Israele.
Questa statua è qualcosa di incredibile, conosciuta in tutto
il mondo e viene creata una commissione
per dire dove posizionarla, allora Leonardo era
molto geloso di questa statua,
era molto geloso di Michelangelo, avevano 20 anni di differenza
e c'era molto attrito tra di loro
e Leonardo è nella commissione proprio per dire dove
collocare l'opera
e Leonardo per cercare di collocare l'opera in una zona meno visibile
possibile, dice di collocarla in una nicchia nella loggia dei Lanzi,
dei Lanzichenecchi
e mettergli un fondo nero dietro a questa nicchia
e per fortuna non vince questa sua
richiesta che avrebbe nascosto un po' l'opera
e l'opera invece viene collocata
al posto della Giuditta di Donatello
che era precedentemente posta a Palazzo Vecchio
e soprattutto vince l'idea di Michelangelo,
quella di posizionarla completamente all'aperto.
La sua figura deve essere all'aperto, deve essere
in competizione appunto con il palazzo vecchio che gli dà alle spalle.
Attualmente la figura importante del Davide Michelangelo
è stata posizionata alle gallerie dell'Accademia
che occupano lo spazio di una crociera di un antico ospedale
e quindi è poi stata restaurata
più volte, ha subito vari danni,
nel 500 si è rotto un braccio, è stato anche danneggiato
parte del piede, quindi ha subito vari danni.
L'ultimo restauro ha cercato di limitare le
perdite e di rendere più omogeneo il marmo possibile.
In questo periodo realizza un'opera
pittorica di cui parleremo in una prossima puntata il Tondo Doni
ma ne accenno adesso
perché in una successione di pochi mesi realizza tre tondi
il primo pittorico il Tondo Doni e poi
il Tondo Pitti e il Tondo Taddei
qui possiamo vedere nei vari tondi come lui sceglie in questa
superficie appunto non quadrata
ma circolare come inserire la figura della Madonna col bambino
Perché sempre in queste figure c'è la Madonna col bambino
e tante volte San Giovannino?
Perché i tondi erano i cosiddetti deschi da parto,
cioè si realizzava per esempio nell'opera pittorica un tondo
di legno dipinto che veniva donato alla puerpera quando aveva partorito
e sopra questo desco, questo vassoio, si davano le prime bevande calde.
risollevare la partoriente.
Ecco perché il tondo, anche quelli scultorei, che sicuramente
non saranno serviti come vassoi per le puerpere,
hanno questa forma circolare, perché ricordano
questi vassoi fiorentini.
Michelangelo ritorna poi a Roma, una città che lui ama molto,
e ritorna a lavorare per il Papa,
Giulio II in questo caso, Giuliano della Rovere, chiamato
Giulio II, il quale appena salito
al soglio pontificio inizia a far progettare il proprio
mausoleo. L'opera del mausoleo è qualcosa
di veramente frustrante nella carriera di Michelangelo
perché si protrae per più di trent'anni
la realizzazione del mausoleo pensato come un
monumento gigantesco da erigere al centro di San Pietro.
Per fortuna abbiamo molti disegni,
molti progetti che ci danno l'idea.
Mano a mano questo progetto verrà sempre più minimizzato,
sempre più rimpicciolito,
fino a diventare quello attuale di San Pietro in Vincoli.
Cosa realizza il nostro Michelangelo?
Inizia a realizzare quelli che sono i prigioni,
come delle grandi cariatidi che escono,
che sorreggono la parte, il basamento del monumento
e poi realizza anche il famoso Mosè,
il Mosè che è l'opera più compiuta del monumento di Giulio II
che ha queste corna d'oro, l'avrete notati tutti qui a due cornetti,
è dovuto a una traduzione erronea
erronea che ha fatto San Gerolamo nella sua vulgata,
nella sua Bibbia in latino. Parliamo un attimo
dei prigioni. Questi prigioni rimangono incompiuti proprio
perché Giulio II poi dopo gli dà altri
incarichi. Ecco che è la prima volta che abbiamo
il concetto di incompiuto in Michelangelo. Lui
interrompe la realizzazione della tomba
ma vede che questa forza che hanno i prigioni che sembrano
uscire dalla materia è qualcosa di incredibile qualcosa
che non lo abbandonerà più lui dice
che prima di iniziare a scolpire già
la figura all'interno lui deve solo liberarla ecco perché
Michelangelo è un grande eccolo perché Michelangelo è un moderno
e porta a termine invece la figura
di Mosè e con questa torsione questa figura sempre serpentina
con un ginocchio alzato un
ginocchio abbassato e viene posizionato tutto
con l'aiuto anche di allievi che terminano altre
statue nella cappella destra del transetto
di San Pietro in Vincoli dove ancora oggi possiamo
ammirarlo ma queste opere incompiute per la tomba
di Giulio II tutti pensiamo le decine di
disegni che lui realizza per fare le sculture non vanno perdute
perché ritroviamo in questi
questi disegni che vengono riutilizzati poi
per la volta della Cappella Sistina. Giulio II gli dice
no, aspettiamo un attimo per il mausoleo,
questo attimo che poi sarà lungo 30 anni, fammi la volta
della Cappella Sistina e a quel punto tutti questi disegni,
questa scultura diventa pittura. Ecco il
discorso che lega la pittura
e la scultura di Michelangelo è molto forte, anche nella pittura
che noi vedremo nella puntata dedicata proprio a Michelangelo Pittore,
vedremo che non abbandonerà
il concetto di scultura anche
quando lui realizza queste figure importanti delle Sibille, dei
profeti e degli episodi dell'Antico Testamento.
Abbiamo parlato del famoso Crucifisso di Santo
Spirito, dove vediamo una figura filiforme di Cristo, esile e nudo.
Ecco, Michelangelo realizza
poi delle nuove versioni di Cristo
in questo caso invece Cristo risorto che tiene con sé la croce e
quella che possiamo vedere è
una terza versione dopo alcuni pentimenti alcuni rifacimenti e la
terza versione che è stata riscoperta solo
di recente ed è conservata nella chiesa di Santa
Maria sopra Minerva chiesa dominicana a Roma anche
in questo caso abbiamo un Cristo completamente
nudo, che però la censura barocca l'ha coperto
con un panno di bronzo dorato. Abbiamo una figura
monumentale, veramente affascinante,
di questo Cristo che ha vinto la morte. Come era stato
importante il mausoleo di Giulio II,
così diventa anche importante il mausoleo dei Medici. I Medici
hanno vari lutti in quegli anni siamo nel 1504 5
e in questo caso viene realizzata la famosa
sagrestia nuova in San Lorenzo a Firenze
e San Lorenzo aveva la sagrestia vecchia realizzata
dal Brunelleschi una forma quadrata
con una piccola scarsella cioè un elemento che faceva
da presbiterio di questa cappella che era la sagrestia.
Esattamente dall'altra parte dell'abside
Michelangelo realizza la sagrestia nuova
con la stessa forma brunelleschiana, un quadrato e un
piccolo quadrato da presbiterio alla nostra scarsella,
ma le membrature in pietra serena
sono molto più vivide, forti,
resistenti e soprattutto i due sepolcri sono eccezionali.
Abbiamo il sepolcro di Lorenzo de' Medici
e il sepolcro di Giuliano de' Medici,
tutte e due morti abbastanza giovani.
Le sculture sembrano appunto di persone che hanno vinto la morte,
sono in queste nicchie e sotto ci sono degli elementi curvi
dove si appoggiano il giorno, la notte, l'aurora e il crepuscolo.
Mentre vediamo queste immagini, vediamo che alcune
di queste sculture sono compiute, alcune hanno elementi incompiuti,
i volti sembrano ancora emergere dalla plasticità
di una parte di marmo completamente appena sbozzato.
Quindi vediamo che questa tecnica del non finito,
perché prima nella tomba di Giulio II era dovuto a un'interazione
di lavoro, in questo caso è fatta quasi di proposito
e quindi vediamo emergere questa figura del crepuscolo,
dell'aurora e vediamo che le figure ancora sono così ectoplasmatiche,
ancora incompiute.
L'opera è fondamentale per Michelangelo
perché è una composizione dove l'elemento architettonico si fonde
con quello scultorio con grande forza.
E per fortuna i papi che si sono succeduti hanno confermato
questo mecenatismo, erano tutti papi dei Medici e Michelangelo,
nei suoi 89 anni di vita, ha potuto portare a termine moltissime opere.
Spesse volte cambiava il papa e le opere venivano bloccate.
Sempre in questo periodo il nostro Michelangelo realizza il Genio
della Vittoria, una scultura anch'essa molto serpentina,
molto movimentata, con un braccio sulla spalla che va
a ricordare un po' il David ancora in maniera più plastica.
e quest'opera si pensa che nasca sempre dall'idea
di realizzare figure per la tomba di Giulio II.
Ci sono anche sculture di questi prigioni che sono conservati
non solo quelli alla Galleria dell'Accademia dei Prigioni,
ma anche conservate al Louvre.
Il Genio della Vittoria è molto più compiuto
e attualmente si trova a Palazzo Vecchio.
Negli ultimi anni della sua vita si dedica quasi esclusivamente
all'architettura, però c'è spazio ancora per due pietà.
Una, la pietà Bardini,
una pietà che lui si immagini possa realizzare per la propria tomba.
È una pietà dove abbiamo la figura piramidale di Nicodemo,
della Madonna, della Maddalena e di Cristo
ed è conservata attualmente al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze.
È anch'essa incompiuta, solo la figura della Maddalena è più accennata,
nella figura di Nicodemo riconosciamo invece
la figura di Michelangelo stesso
e quest'opera ha subito anche dei maltrattamenti da parte dell'autore
che appunto ha dato martellate, ha scalpellato e quant'altro
il carattere di Michelangelo era abbastanza irascibile e quant'altro
e poi la famosa ultima sua opera che è la Pietà Rondinini
e voi mi direte ma cosa dici Fabio si dice Pietà Rondanini
ma in realtà la famiglia romana
che ha posseduto l'opera fino ad anni recenti
è la famiglia Rondinini, la quale aveva l'opera,
la teneva nel proprio palazzo a Roma.
Si tratta di un'opera incompiuta,
ma della storia ancora più travagliata.
Vediamo innanzitutto un braccio,
un braccio disteso che non ha corpo, è slegato da tutto il resto.
Questo braccio abbastanza compiuto faceva parte
della scultura originale.
Quello che vediamo invece è un torso della scultura
che è compiuta tutta nella figura della Madonna,
è come se il nostro Michelangelo abbia ricavato la figura
e la testa di Cristo nella spalla della Madonna,
quindi una compenetrazione tra le due figure.
Le figure sono in piedi,
non più come la pietà romana dove le figure erano una seduta
e una sdraiata, e anche qui nei volti l'incompiutezza è massima.
Rimane incompiuta per parecchi anni,
ci lavora, viene scalpellata, viene rotta,
molti sono i lavori che compie su quest'opera nella sua bottega romana.
A proposito Michelangelo abitava nella parrocchia
dei Santi Apostoli vicino a Piazza Venezia
e qui cerca di terminare appunto quest'opera che rimane incompiuta
e rimane poi nel mercato antiquario e viene acquistata solo
nel 1952 dal comune di Milano con una sottoscrizione pubblica.
Viene collocata al Castello Sforzesco
in un interessante allestimento dello studio BBPR.
Solo di recente, ormai saranno dieci anni circa,
è stato restaurato l'ospedale spagnolo del Castello Sforzesco
e la Pietà Rondanini è stata spostata e ormai visibile a parte.
su un nuovo supporto, un basamento metallico che permette
di resistere per esempio alle scosse di terremoto
e il bellissimo basamento invece,
l'ara romana su cui era appoggiata anche precedentemente
è stata collocata in una delle sale dell'ospedale spagnolo
del Castello Sforzesco
quindi un allestimento che valorizza quest'opera e la rende unica
Un'unica opera per un'unica sala.
La carriera quindi di Michelangelo scultore prosegue fino alla fine
della vita anche proprio se per questioni tecniche
negli ultimi vent'anni sono pochissime le realizzazioni
che esegue proprio per la fatica, la fatica di scolpire.
Quando abbiamo parlato di Canova abbiamo parlato che Canova si limitava
all'ultima fase della scultura, tutto era stato sbozzato dagli allievi
e poi lui rifiniva l'opera e la completava e la levigava.
Michelangelo invece ha una tecnica completamente diversa
fa emergere l'opera dai grandi blocchi di marmo
e lui vive spesso a Carrara, vive a Pietrasanta
e insieme alle persone che cavano il marmo
lui è una persona che si vuole sporcare,
vuole essere imbiancato dalla polvere di marmo
quindi un lavoro duro, faticoso, che piace moltissimo
Leonardo si dedica alla pittura, la pittura essendo una pittura precisa
e a colori è quella che si avvicina di più alla realtà.
Michelangelo invece lavora la scultura, amante com'è della forma,
amante com'è della grandezza del corpo umano, dell'anatomia.
Questa anatomia è esemplificata sempre in maniera preponderante,
i muscoli guizzano, la torsione è evidente, non sono sculture statiche.
Quello che interessa Michelangelo è quello di far emergere la torsione,
il movimento, anche nelle figure pittoriche tutti i personaggi hanno
dei movimenti complessi, hanno appoggiato solo il tallone
o la punta del piede, questo dà grande instabilità.
Nelle sculture che abbiamo visto non c'è mai una staticità,
fin dalle prime, dalla Madonna della Scala che allatta il bambino,
la Madonna quasi non ci guarda, volge lo sguardo altrove.
Nel Bacco ebbro la posizione della gamba
che non è statica ma in movimento ci dà questa
instabilità che dà alla figura un guizzo,
una grande forza dovuta alla capacità di Leonardo
di rendere il marmo vivo, rendere il marmo cocente.
e i prigioni che inutilmente cercano di uscire dal marmo hanno
una forza che ispirerà prima di tutti il grande Rodin
il Rodin quando visita Firenze o quando conosce
le sculture nel Louvre si ispira proprio immensamente a Michelangelo
lui lo ammette quindi secondo me il più grande allievo
che ha avuto Michelangelo è proprio Rodin
che anche Rodin nel suo non finito pensiamo
al bacio le varie versioni del bacio e quant'altro
ne diventa un maestro un'eredità lasciata nei secoli grazie
e alla prossima puntata dell'arte
in una stanza soprattutto seguirete
con interesse sicuramente la puntata di Michelangelo pittore
per completare la figura di questo grande artista grazie alla prossima
Grazie
a
tutti.
