Apr 7, 2021 MUSEO NAZIONALE ROMANO, PALAZZO ALTEMPS Oggi vi portiamo alla scoperta di Palazzo Altemps, della sua storia, delle sue collezioni, raccontate da chi per anni ha lavorato nel Museo e da coloro che vivono quotidianamente tra quelle mura prendendosi cura delle opere e del palazzo stesso. Grazie alla serie "Musei, Palazzi Storici e Case di Artisti nella Capitale" di @raicultura è possibile, anche a museo chiuso, camminare virtualmente nel cortile e tra le sale del meraviglioso palazzo Quattrocentesco, una delle sedi del Museo Nazionale Romano. Chapters
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Palazzo Altemps is a masterpiece of Roman Renaissance architecture and a key site of the National Roman Museum. The palace showcases a rich history of ownership and architectural evolution alongside an extraordinary collection of ancient Greek and Roman sculptures, blending artistic heritage with the history of private collecting.
Siamo nella loggia di Palazzo Althens, uno dei gioielli dell'architettura rinescimentale romana.
Quando si viene qua si vede sia la lunga storia di questo palazzo dal 400 fino al XX secolo,
con tutta l'architettura, le decorazioni che sono immerse dal restauro del palazzo a partire dagli anni Ottanta,
e poi si vede anche un altro aspetto del palazzo che ha riunito durante i secoli diverse collezioni di sculture antiche,
sculture greche e romane.
Questo palazzo è stato il raccoglitore di una delle grandi collezioni di sculture,
che è la collezione Ludovisi, che faceva parte delle collezioni del Museo Nazionale Romano,
e oggi il visitatore può vedere questi due aspetti, la complessità della storia di un palazzo romano rinascimentale
e anche la complessità della formazione di queste collezioni di arti antiche,
che sono state tramandate fino al XX secolo e fino a oggi in una delle sedi del Museo Nazionale Romano.
Il palazzo porta il nome di tre famiglie, Riario, Soderini e Altems.
Sono tre famiglie che nel Rinascimento si avvicendano nella proprietà del fabbricato
e per ognuna delle famiglie lavorano artisti e architetti diversi.
Abbiamo nella prima fase probabilmente Leon Battista Alberti,
nella seconda certamente Antonio da Sangallo e poi Baldassare Peruzzi da Siena.
Nella terza fase Martino Longhi, che coinvolge anche il figlio Onorio, nella fabbrica del palazzo.
Il disegno del cortile è innovativo perché mostra rovesciate in un interno le facciate esterne del Colosseo.
Nel Colosseo ci sono tutti e quattro gli ordini, qui sono ridotti a tre, ma è il modello del cortile rinascimentale.
Il palazzo è sormontato da un'altana che anche questa è una novità assoluta.
Esibire il lusso all'esterno della dimora senza timore di mostrarne lo sfarzo anche fuori,
sfidando quella che gli antichi chiamavano invidia degli dei.
Non ci dimentichiamo che l'altana viene retta mentre Giacomo della Porta volta la cupola di San Pietro
e le due costruzioni del Cardinale e del Papa si fronteggiano.
Il palazzo ha ospitato oltre ai proprietari anche inquilini illustri.
Questa è l'ambasciata di Spagna a metà Cinquecento e poi gli re di Artems lo affitteranno all'ambasciata di Francia.
Insomma la storia è molto ricca e complessa e in questa storia la conclusione è l'insediamento del Pontificio Collegio Spagnolo,
la scuola per gli aspiranti sacerdoti che lascia il palazzo negli anni Sessanta
e lo Stato lo acquista negli anni Ottanta piuttosto mal ridotto.
Il nucleo più cospicuo delle opere risposte è costituito dalla collezione Boncompagni Lurvisi,
circa un centinaio di opere acquisite dallo Stato nel 1901.
Non si sono mai mosse invece da Palazzo Altems una parte delle sculture qui raccolte dal Cardinale Marco Sittico Altems
e poi andate per la maggior parte disperse.
Si tratta di circa sedici sculture che sono ancora nei portici del cortile, presso la fontana e lungo lo scalone monumentale.
Altri nuclei importanti di collezione sono costituite dalla collezione Mattei, dai rilievi della collezione Del Drago,
dalle opere appartenute alla collezione Brancaccio.
Fa parte dell'esposizione museale un'opera molto importante per la storia dell'arte antica
che costituisce una sorta di unicum nella scultura greca, il Trono Ludovisi,
un'opera greca databile al V secolo a.C. e scolpita in un unico blocco di marmotasio.
La forma ricorda quella di una seduta monumentale marmorea ed è stata anche poi interpretata come
un possibile basamento di una colossale statua di divinità o anche di una balaustra di un recinto sacro.
Accoglie il visitatore in una immagine che è diventata un'icona di Palazzo Altems
la statua di Hermes Logios, la divinità Hermes raffigurata in un gesto abbastanza inusuale
con il braccio alzato che è frutto di un'integrazione di Alessandro Algardi.
È una scultura di epoca romana databile probabilmente nel II secolo a.C.
che si rifà a un originale bronzeo greco per il quale si è pensato addirittura Fidia.
Le opere esposte a Palazzo Altems costituiscono una interessante occasione per comprendere
il modo di intendere l'antico nel secento.
Infatti, secondo il gusto dell'epoca barocca che ammirava nei marmi antichi la completezza delle figure
che naturalmente venivano rinvenute frammentarie, i collezionisti chiamarono a restaurare e integrare
le opere delle proprie raccolte i maggiori scultori dell'epoca.
Tra questi il cardinale Ludovico Ludovisi chiamò ad esempio il giovane Gian Lorenzo Bernini
che restaurò la statua di Ares seduto rinvenuta all'inizio del secento in Campo Marzio.
Le integrazioni berniniane, ad esempio il piede, la mano o l'elfa della spada,
sono facilmente distinguibili come aggiunte moderne,
sia per l'utilizzo di un marmo diverso rispetto all'originario marmo pentelico,
ovvero il marmo di Carrara, che è accuratamente lisciato,
sia anche per l'inserimento di alcuni particolari tipicamente barocchi.
Un altro esempio di riadattamento dell'antico è il gruppo di amore e psiche realizzato ad hoc
da Ippolito Buzio, mettendo insieme frammenti di statue antiche e completamente secenteschi,
ad esempio impiegando una testa femminile riadattata per la statua di amore
e un torso maschile a cui vengono aggiunti i seni per la statua di psiche.
Questa è una interessante testimonianza della capacità dell'artista
di ricercare e di ottenere l'effetto barocco della meraviglia
attraverso la voluta ambigua contrapposizione tra elementi maschili ed elementi femminili.
I restauri dal 1984 al 1997 hanno permesso di ritrovare molte superfici dipinte
che erano andate occultate nel corso delle trasformazioni del fabbricato.
La gran parte di queste superfici parlano di gusto per l'illusione,
illusione prospettica, trampleil, e dell'architettura dipinta.
Gli esempi sono moltissimi, ma qui abbiamo la piattaia Riario
che mostra i doni di nozze tra Girolamo Riario e Caterina Sforza dipinti da Melozzo da Forlì.
Le sale dipinte sono moltissime.
La sala delle prospettive mostra degli arazzi davanti a un colonnato illusivo, davanti a finestre illusive.
La sala con le storie dell'Antico Testamento, le storie di Mosè,
ha tutto un ciclo intero che non era conosciuto.
Dunque è come se avessimo aperto nuove pagine di un manuale di storia dell'arte rinascimentale
durante i restauri di questo fabbricato.
Opera celeberrima della collezione Boncompagni e Ludovisti,
il gruppo del Galata suicida si rifà come modello
una famosa scultura, gruppo scultorio pergameno,
donato da Attalo I in celebrazione delle sue vittorie sui barbari d'Oriente, i Galati appunto.
La figura maschile è rappresentata in questo slancio di guerriero eroico
pronto a trafiggersi piuttosto che cadere nelle mani del nemico
e sorregge con l'altra mano in questa tensione contrapposta di dramma, erogo e morte comune
la figura della moglie.
Riconosciuta da Winkelmann come la raffigurazione di Oreste ed Elettra
abbracciati presso la tomba del padre Agamennone,
questa scultura è costituita anche dalla presenza su un piccolo cippo
posto fra le due figure, inscritto con la firma dello scultore greco che la realizzò,
Menelao, allievo di Stephanos.
Ci sono ancora tante sorprese da aspettare dal Palazzo Altemps,
sorprese delle architetture, sorprese dei luoghi, sorprese delle storie,
anche storie lunghe.
In questa chiesa di Santa Niceto ci sono le reliquie del Papa Niceto
e tutta una collezione di reliquie che ripercorre la storia del cristianesimo a Roma,
ma storie recenti pure perché, per esempio, Gabriele Danunzio
ha sposato una delle ultime eredi della famiglia in questa chiesa a Palazzo Altemps.
Ci sono altri luoghi importanti come il teatro,
l'unico teatro privato ancora conservato in un palazzo romano
e questi luoghi che non tutti sono aperti al pubblico
li vogliamo far vedere appunto e li vogliamo aprire
adesso che il palazzo è quasi completamente restaurato.