Come coltivare finocchi nell'orto. A settembre c'è ancora tempo!
Cambiano le stagioni e cambiano le verdure da portare a tavola. Già mi pregusto il sapore dei finocchi da mangiare da soli, in insalate miste o in golosi piatti al forno. Con Cristiano in questo video vediamo come coltivarli. Se non li avete ancora messi, a settembre c'è ancora tempo.
00:00 Come coltivare finocchi nell'orto 00:28 Terreno per i finocchi 02:03 Finocchio - Foeniculum vulgare 03:05 Quando si semina, si trapianta e si raccoglie il finocchio 03:39 Trapianti dei finocchi 04:58 Rincalzare i finocchi 06:13 Finocchio maschio e finocchio femmina 06:58 Lumache e limacce, come difendere i finocchi 08:05 Temperature e clima per i finocchi 09:45 Rotazioni colturali 10:24 Come raccogliere i finocchi
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Ciao amici del Bosco, in questo video impariamo a coltivare i finocchi.
Non vi fate infinocchiare.
Adesso trapiantiamo tutto questo,
vediamo come abbiamo preparato la terra
e soprattutto vi parliamo anche delle successive fasi di lavorazione e di cura
dei finocchi fino alla raccolta.
Questa è la nostra aiuola pronta per i trapianti.
Come ci siamo arrivati?
Innanzitutto siamo partiti dall'aiuola dove avevamo coltivato le fave.
Questo è un dettaglio importante.
Abbiamo passato il terreno con la grelinette, al solito
per scompattare la terra.
L'abbiamo dovuta bagnare via via per avere il suolo in tempera
e integrare il compost.
Abbiamo preparato il suolo mettendo indicativamente otto litri al
metro quadrato di compost autoprodotto.
Abbiamo anche dovuto bagnare per avere una tempra ideale
e questo è il risultato finale.
Ecco, considerate che otto litri al metro quadrato è una quantità importante, ma
dovete sempre osservare il vostro suolo e capire qual è la giusta quantità in
realtà, perché il nostro obiettivo non è soltanto coltivare ma
rigenerare sul lungo tempo. La preparazione del suolo importante.
Uno perché deve essere fertile, due perché deve essere molto drenante
e sciolto, anche perché quello che a noi ci interessa è il grumolo, ovvero
questo ingrossamento delle foglie basali.
Dopo aver sistemato la terra abbiamo anche preparato l'impianto
a goccia che vedremo è molto prezioso.
I finocchi sono un bellissimo ortaggio che ci fa compagnia in genere
sulla tavola per tutto l'autunno fino alle prime gelate che possono essere
dannose, ha bisogno di una serie di cure che adesso andiamo a scoprire.
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Foeniculum vulgare, questo è il nome scientifico di questa pianta.
Esistono due grandi categorie: la varietà selvatica e la varietà
dolce, quella articola.
Il finocchio fa parte della famiglia botanica delle ombrellifere
o apiace e la sua coltivazione risale addirittura al 1500.
Ha un ciclo annuale barra biennale, ha un grande consumo di energia,
quindi vuole un suolo molto fertile, drenante e al tempo stesso una abbondante
irrigazione, ma teme il ristagno idrico.
Un'altra problematica è legata all'eccessivo irraggiamento solare
e alle gelate precoci.
E l'anno scorso ci sono state delle gelate precoci, infatti
hanno danneggiato completamente le foglie e anche parte del grumolo.
In realtà dobbiamo essere previdenti perché con una buona pacciamatura,
un buon rincalzo, possiamo fare molto anche per difenderci dalle gelate.
Un'altra caratteristica è che il finocchio predilige un terreno con un pH subacido,
indicativamente tra 5,5 e 7.
Si semina indicativamente nel mese di giugno e i trapianti a dimora
in pieno campo si effettano nell'ultima decade di agosto, massimo
i primi di settembre, in modo tale che avremo il raccolto nel periodo autunnale.
Un'osservazione importante: questa è la corretta lunghezza della piantina
per essere trapiantata nell'aiuola.
Considerate soprattutto la radice.
Questa è la condizione ottimale perché la radice non è cresciuta
eccessivamente nell'alveo.
Questa è proprio la condizione migliore che potete trovare.
Le zolle della piantina le bagniamo benissimo.
In questo caso io vado a dare anche un po' di compost tea, così partiamo
con una fertirrigazione.
E ora procediamo veloci con il trapianto.
Per fare presto lavoreremo come catena di montaggio utilizzando anche
un trapiantatore che ci aiuta a non stare troppo piegati.
Con questo mettiamo direttamente le piantine rimanendo in piedi.
Ci siamo, una spanna piena.
Importante è rispettare la giusta distanza.
Noi prendiamo a riferimento i buchi dell'impianto a goccia, quindi mantenremo
questa distanza, ma anche questa distanza, mettendo un finocchio interno
all'impianto a goccia e un esterno, in modo tale da utilizzare in maniera molto
razionale e ottimizzata tutto lo spazio che abbiamo a disposizione.
Come vedete questo è il risultato del trapiantatore.
Adesso è importante rincalzare adeguatamente la piantina.
Quindi una spolverata di compost e poi con
la zappetta si rincalza abbondantemente.
È molto importante, poi nel ciclo vegetativo effettuare
i famosi rincalzi, ovvero riportare terra alla base del grumolo.
Il primo rincalzo generalmente si fa quando si vede già che c'è
un piccolo ingrossamento.
E generalmente, in base alla varietà, si fanno due, barra, anche tre rincalzi.
Considerate che ci sono alcune varietà che hanno un ciclo breve di 70, 80 giorni
ed altre che hanno un ciclo più lungo, 140, 150 giorni, quindi anche
questo dovrà essere considerato.
Gli manca solo un po' di tempera.
Un consiglio generale che vale per tutti i trapianti.
Quando avete completato questa operazione di rincalzo,
fate questa leggera pressione.
Assicuratevi che la terra aderisca bene alle radici della pianta.
Nonostante il finocchio tema molto il ristagno idrico, però vuole molta acqua.
E quindi il mix di lavorazione del suolo, irrigazione, concimazione e rincalzi
poi determineranno il prodotto finale.
Un antico detto contadino, una zappatura, vale quanto tre irrigazioni.
Molto spesso c'è questa distinzione che viene effettuata tra finocchi maschi
e finocchi femmina, che però non ha alcuna caratteristica botanica, ma bensì
colturale, cioè in base alle cure, alle tecniche che noi applichiamo.
Ovvero il grumolo bianco, grosso, carnoso, dolce è il cosiddetto maschio,
che è quello che si predilige, mentre quando si forma una struttura più
allungata, più fibrosa, più dura, è la cosiddetta femmina.
Ma questo proprio è determinato da anche le differenze che troviamo naturalmente
nei nostri suoli e nei nostri terreni.
Abbiamo trovato nell'ultima piantina di finocchi delle uova di lumache.
Guarda, guarda quante ce ne sono.
Ma è caviale.
I finocchi sono stati trapiantati,
ma adesso c'è un problema che
dobbiamo prevenire in ogni modo: quello delle lumache, delle limacce in
particolare, ovvero quei molluschetti senza guscio che tra un po'
cominceranno a fiorire dalla terra.
Quindi lavoriamo con la crusca.
Realizziamo una piccola barriera intorno ad ogni piantina in modo tale che le
limacce e le chiocciole innanzitutto non potranno avvicinarsi perché questo per
loro è proprio un impedimento fisico, una barriera che non possono superare.
In più la cruca per loro è molto appetibile.
Se ne ciberanno e staranno lontane dalle piante.
Il metodo della cruca l'abbiamo scoperto insieme a Cristiano.
L'abbiamo provato e ha funzionato da noi.
Non solo, in tanti ci avete scritto che ha risolto il problema.
Quindi andiamo avanti, contro le limacce, abbiamo scoperto la crusca.
Però al tempo stesso questa è una sostanza che nutrirà il suolo,
perché la cruca è ricchissima di aminoacidi, di minerali, di fibre
e in questa prima fase, tra l'altro, va a proteggere ulteriormente la pianta.
Quindi, come vedete, un elemento molteplici funzioni.
I finocchi amano le temperature miti, non amano stare troppo al caldo
e neppure troppo al freddo.
Infatti siamo stati costretti ad aspettare un po' di più del solito
per metterli a terra e forse capiterà anche a voi, perché quest'anno l'estate è
un po' più lungo e fa ancora molto caldo.
Se li mettiamo a terra quando fa molto caldo e non diamo abbastanza acqua, non li
proteggiamo abbastanza, il rischio è che loro comincino ad allungarsi velocemente
facilmente, accellano il loro sviluppo perché si sentono sotto stress e noi in
quel caso non otteniamo il nostro bel grumolo che desideriamo.
Con il caldo quindi un bel telo ombreggiante sopra i finocchi
non guasta certamente e ci aiuta anche a prevenire eventuali danni da grandinate.
Teme anche il freddo, ovvero quando le temperature arrivano a 0 gradi o sotto 0,
i finocchi si bruciano, si dice così, perché praticamente le cellule piene
d'acqua si espandono e di fatto muoiono.
Contro il gelo possiamo fare molto.
Innanzitutto possiamo pacciamare, adesso non lo facciamo all'inizio perché abbiamo
tutto il processo di rincalzatura, ma quando i finocchi saranno
già grandicelli, noi andremo a mettere un bello strato di pacciamatura proprio
principalmente intorno al grumolo, in modo che se arriva il freddo quella parte sarà
coperta, perché le nostre foglie secche, l'erba secca, quello che metteremo,
costituiranno una vera e propria coperta.
Inoltre, possiamo anche creare un tunnel, un piccolo tunnel ad hoc con degli
archetti messo al momento giusto, con del tessuto non tessuto, quello che volete,
potrà tenere qualche grado in più vicino ai finocchi, non solo, ma evita la
formazione della brina direttamente sulle foglie.
Per i finocchi è importante la cosiddetta rotazione colturale, ovvero non andiamo a
rimettere i finocchi dove abbiamo appena coltivato i finocchi o anche nella
stagione precedente, perché rimangono nel terreno anche i patogeni
i funghi, visto che sono piante sensibili alle malattie fungine, che potrebbero
attaccare la successiva generazione.
Quindi cerchiamo di far tornare i finocchi nell'aiuola soltanto dopo diversi anni.
Poi è anche utile aver coltivato prima qualcosa che può essere utile
alla crescita dei finocchi.
In questo caso io li ho messi dopo le fave che hanno sicuramente lasciato
il loro contributo di azoto, essendo piante azotofissatrici.
Al momento della raccolta tagliamo il finocchio lasciando
il fittone nella terra.
Non è male perché lasciamo qualcosa che andrà a decamporsi e quindi
a nutrire il nostro suolo.
Contribuiremo così al buono stato del suolo per la coltivazione successiva.
Le foglie possiamo portarle a casa perchè si possono utilizzare in tanti modi.
Comunque se volete lasciarne una parte dell'orto, anche perché quando abbiamo
un bel raccolto di finocchi le foglie sono tante, anche loro diventano
pacciamatura, vanno a contribuire alla rigenerazione del suolo.
Una particolare attenzione va dedicata ad alcune patologie,
in particolari i cosiddetti marciumi.
Marciumi che sono purtroppo delle degenerazioni dei tessuti
della pianta, soprattutto quelle che colpiscono proprio il grumolo.
E questi sono dovuti principalmente a batteri e a funghi.
Quindi per questo i rincalzi, un'attenta irrigazione fanno una prevenzione molto
importante da questo punto di vista.
Cristiano, grazie per l'aiuto e anche al Babbo, perché oggi è stato un lavorone
di squadra per sbrigarci a mettere questi bellissimi finocchi.
Gli abbiamo dato diversi consigli: fateci sapere anche i vostri e fateci sapere
anche se hanno funzionato, perché questo contribuisce poi a poter migliorare
il servizio di informazione che facciamo.
E non fatevi infinocchiare.
Ci vediamo al prossimo video.
Ciao..