Serena Marchese è un ballerina professionista che ha fatto la scelta di essere una freelancer. Dopo l’avventura ad Amici programma di Maria De Filippi che le ha dato l’opportunità di entrare nella compagnai del Balletto di Roma e firmare il suo primo contratto ha deciso di intraprendere il percorso da freelancer. Serena racconta che non è stato semplice lasciare la compagnia del Balletto di Roma in cui si era trovata bene e aveva preso parte a diverse produzione tra cui Giulietta e Romeo. Serena sentiva la necessità di cambiare e farsi guidare dalla curiosità. Ripercorreremo insieme a Serena il suo percorso formativo nella danza e scopriremo anche alcune divertenti curiosità. #ballerina#danza
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Capitoli: 0:00 Introduzione 0:40 Nascita della passione per la danza 9:45 Scelta di diventare freelancer 18:50 Ruolo più amato 25:20 Il futuro
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Buongiorno ballerine, ballerini e amanti della danza e benvenuti in questo nuovo video.
Oggi sono qui in compagnia di Serena Marchese, una ballerina professionista che voi conoscete benissimo,
anche perché è da tanto tempo che mi chiedete un'intervista con lei,
quindi sono molto contenta di essere qui oggi con Serena. Ciao Serena, tutto bene?
Ciao, ciao a tutti, ciao Lea. Sono molto contenta finalmente di parlarci di nuovo,
di poterti rivedere anche se tramite uno schermo e tutto bene, dai, procede bene.
Ottimo, sono molto contenta. Oggi voglio partire col chiederti come è nata in te la passione per la danza
e qual è stato il tuo percorso formativo, visto che io ti ho conosciuto più avanti, diciamo nella tua carriera,
come tante altre persone che ti seguono, quindi torniamo un po' alle origini.
Quindi si parla di tornare praticamente a vent'anni fa. Esatto.
Ma anche prima in realtà, perché il mio amore per la danza è nato grazie alla mia mamma.
Lei era un'amante dello sport in generale, tanto che insomma i miei fratelli praticavano karate, judo
e quindi mia mamma, mentre portava loro a fare lezione, lei si soffermava in realtà
durante le lezioni di danza classica, moderna, che davano in quella palestra.
Quindi lei ha iniziato a innamorarsi di questa bellissima arte, era anche un suo sogno da bambina.
Non ha avuto mai l'opportunità di poter studiare danza e quindi insomma diceva che qualora
arrivasse un giorno o l'altro una bimba, perché era incinta in quel periodo, vorrei scrivere la danza.
E quindi lei è stata insomma il collega che mi ha portato per la prima volta in sala,
mi ha fatto innamorare di questa bellissima disciplina.
E quindi è iniziato a due anni e mezzo, ma qui c'è un aneddoto interessante e divertente
che a me piace tantissimo raccontare.
Praticamente mamma mi portò in realtà in sala all'età di un anno e mezzo, con il pannolino,
con il gonnellino che sembrava praticamente una gonna lunga fino alle caviglie,
le scarpette non ti dico il numero proprio grandissimo per il piedino che mi ritrovavo.
E la mia insegnante le disse, no guarda Anna, io purtroppo non posso accettare tua figlia in sala,
insomma è troppo piccola.
Però mi face fare la prima lezione di propedeutica, quindi si fanno la farfallina, le corse, i cerchi e tutto quanto.
E mia mamma insomma un po' arrabbiata e infastidita da questa cosa, mi riportò a casa e mi disse,
guarda io ti riporto qua tra un anno, lei mi ha detto che tra un anno ti posso riportare e ti riporterò.
Così ha fatto, a due anni e mezzo.
Non ci crederete, ma questo è quello che mi racconta mia madre e credo veramente sia vero.
Io mi ricordavo qualche esercizio, ovviamente la farfallina, cose veramente molto semplici.
Solo guardando l'insegnante.
E quindi credo veramente che sia stata per me una vocazione quello che sto inseguendo da vent'anni a questa parte.
E quindi nulla, ho iniziato a due anni e mezzo facendo propedeutica, poi son passata al modern, al classico.
Poi nel corso degli anni cresceva sempre più la curiosità in me.
E quindi tutti i corsi che la mia insegnante proponeva nell'anno, io li volevo fare.
E quindi ci fu addirittura un anno in cui mi coincidevano addirittura le lezioni.
Perché facevo lezioni di classico, moderno, contemporaneo, danza del ventre, recitazione e acrobatica.
No vabbè, eri precursore della versatilità praticamente.
Sì, la mia insegnante però sapeva, mi diceva basta, se non ti sopporto più qua in sala, vattene a casa.
Cioè io stavo veramente dalle tre del pomeriggio a volte fino alle dieci di sera.
Poi tornavo a casa, studiavo l'indomani a scuola.
Però a me non pesava completamente tutto ciò.
Io ero veramente contenta, anzi me le voleva andare, ma le mi cacciava.
E poi negli anni dopo ho studiato anche ginnastica artistica per qualche anno.
E ho iniziato a fare concorsi, stage, eventi in giro con la mia scuola di danza.
E poi è successo che a 13 anni, anzi a 12 anni, mi selezionano durante uno stage.
Mi seleziona il direttore del teatro alla scala.
E insomma parla con la mia insegnante dicendole, questa ragazzina insomma abbiamo notato qualcosa in lei.
Perché non le fa fare l'audizione?
Quindi vado a Milano insieme alla mia insegnante, passo tutte le fasi dell'audizione.
Solo che purtroppo economicamente la mia famiglia non riusciva a mantenermi.
E quindi 12 anni è stato un po' un colpo al cuore, perché comunque volevo avere una base forte di classico già in età tenera.
Ci tenevo tanto a questa cosa.
Quindi tornai giù, però fui visionata da un altro insegnante però del teatro dell'opera di Roma.
E da lì feci un'altra audizione al teatro dell'opera e fui ammessa con borsa di studio.
E quindi mi diedero insomma l'opportunità di poter studiare in un ente lirico importante.
Studiare tutti i giorni, avere un rigore, poi veramente le ore di danza erano tante.
Il primo anno io addirittura facevo due corsi.
Perché entrai al quarto corso, solo che mi diedero l'opportunità di studiare anche con il terzo corso.
Quindi magari la lezione era un'ora e mezza per esempio con il mio corso, insomma il quarto corso.
Io facevo tre ore al giorno di classico, perché facevo la prima e la seconda lezione.
Così anche di fisiotecnica, così di tutte le altre attività all'interno.
Poi per problemi vari, diciamo, durante quegli anni, dal 2013 al 2016, lasciai il teatro.
Perché insomma avevo dei problemi con il mio fisico, non stavo molto bene anche mentalmente.
Ed è una cosa che mi sono portata per anni dietro.
Diciamo che l'ambiente non aiuta.
Assolutamente no.
Però poi ho capito dopo in realtà perché tutte queste cose in realtà dovevano magari succedere nella mia vita.
Per farmi capire e farmi diventare molto più forte dopo.
E quindi niente, al 16 anni lasciai il teatro, dell'opera, e tornai a casa.
Dove ripresi a fare contemporaneo, modern, tutto il mio bagaglio che avevo lasciato prima di entrare nell'ente.
Ma iniziai anche a studiare il pop, perché ovviamente mi mancava l'altro stile.
Quindi sono passata proprio dal classico a studiare totalmente un'altra disciplina come l'hip hop.
E niente, da qui poi iniziai il casting nel 2007 di Amici.
Ho iniziato a lavorare, anche a lavoricchiare, a fare un po' di gavetta.
Quindi fu impiamata a fare una puntata su Domenica Inn, su Rai 1, altre puntate con Sicilia Cabrera.
Insomma ho fatto un po' di cose.
Fino ad arrivare al mio ingresso ad Amici.
Poi tutti ti hanno conosciuto essenzialmente.
Sì, ma finalmente, nel senso che era un mio sogno da piccolina quando si è avverato.
Quando si dice proprio, in seguito ai sogni che prima o poi si avverano.
Per me è stata la conferma di questa frase, tra virgolette, scontata.
Che secondo me scontata non è.
Assolutamente.
Perché a me è successo, succede anche a tantissime altre persone.
Che prima o poi all'obiettivo ci arrivi e quindi è stato wow.
Però poco prima di entrare ad Amici ho fatto parte, come recentemente, al corpo di ballo di Bocelli.
E anche quella è stata un'esperienza bellissima.
E niente, quindi poi tutto il percorso ad Amici, super ultra formativo.
E fino poi ad arrivare al contratto, a fine programma.
Il contratto per il Balletto di Roma dove ho studiato e lavorato per due anni.
E quindi questo è tutto un recap.
Tutto un mega recap.
Ok, ok.
E appunto, siamo arrivati al Balletto di Roma e lì tu hai fatto diverse stagioni.
Ti sei messa in gioco, hai potuto interpretare vari ruoli, diverse produzioni.
Adesso però hai deciso di cambiare quasi vita.
Nel senso che la ballerina freelancer è una ballerina diversa da una ballerina che lavora in compagnia.
E ho avuto l'occasione tra l'altro di intervistare un'altra ballerina freelancer
che ci ha raccontato anche un po' come si vive da freelancer.
Quindi voglio chiederti, da cosa è stata dettata questa scelta di passare dal Balletto di Roma,
quindi da una compagnia, a un mondo un po' diverso?
Eh, me ne sto accorgendo adesso che in realtà è molto diverso.
Eh sì.
Allora, facciamo un, diciamo, un discorso perché qua io, ti ho detto,
poi col tempo veramente sono diventata che forse parlo troppo.
Quindi Lea, se parlo troppo dimmi.
No, no, a me piace.
Gli ospiti che parlano mi piacciono.
Mamma mia.
Allora, perché c'è veramente tanto da raccontare.
Allora, come spiegavo prima, sono sempre stata una ragazza curiosa.
Curiosa nell'ambito della danza, ma curiosa in generale nell'ambito dello spettacolo.
Io veramente sono affascinata tantissimo dell'ambito dello spettacolo, della danza.
E miro a fare...
Tutte le sue forme.
Esatto.
Miro a fare veramente tantissime cose.
L'esperienza al Balletto di Roma è stata un'esperienza per me fenomenale.
Il mio primo vero lavoro in cui ho scoperto veramente tanti lati,
tanti sfumature che nemmeno io sapevo di avere.
Possedere.
Sì, esatto.
Ho avuto persone accanto che mi hanno fatto credere veramente in qualcosa
e che mi hanno spronato giorno dopo giorno a dire,
guarda, riprovaci, riprovaci, giorno dopo giorno davvero.
E quindi man mano sono cresciuta, man mano ho capito determinate cose.
Ho migliorato il mio movimento.
Studiando la mattina tutti i giorni, classico,
mi mettevo sempre alla prova davanti allo specchio.
Poi io sono fatta così.
Se qualcosa non va bene, io sono una testa dura, proprio colciuta,
che non viene, come dico io.
È una sfida.
Ma io proprio mi tartasso.
Cioè a volte mi dicono, Serena, rilassati.
Cioè se sei un essere umano, voglio dire,
se qualcosa non ti viene adesso o tra dieci minuti, ti verrà domani.
Ma no, io proprio testa dura e testa calda dovevo migliorare quella cosa in quel momento.
Però piano piano, dopo comunque varie produzioni,
abbiamo insomma fatto quattro produzioni,
quando insomma ho studiato all'interno della compagnia,
man mano iniziava a maturare questa cosa dentro me,
che poi ne ho parlato anche con gli insegnanti,
ne ho parlato un po' con tutti, anche con i miei colleghi.
Iniziavo a sentire qualcosa dentro me che mi diceva
che volevo spaziare in tante cose, in tanti ambiti diversi,
ma perché proprio ho voglia di conoscere,
Sperimentare.
Esatto, per quanto fame ho, tra virgolette, di imparare e di migliorarmi,
quindi è stata ovviamente una scelta ponderata,
non è stata una cosa fatta su dei piedi.
Un colpo di testa, certo.
No, assolutamente no.
Ci ho pensato a lungo, ho pensato a tutte le conseguenze
che potevano esserci dopo lasciare insomma il lavoro.
Avevo, ho avuto molta paura a dire, insomma,
a spiegare poi i miei motivi a chi di dovere,
è stato difficile perché comunque stavo lasciando il mio primo lavoro,
stavo lasciando insomma quello per cui ho sognato insomma per tutta la vita.
Certo, ma comunque ti scontri con un mondo di adulti
in cui ci sono anche contratti, vincoli,
non è sempre facile riuscire veramente a dire prendo, vado, no?
Esatto.
Perché comunque esistono tutte le responsabilità
che un ballerino ha come appunto anche adulto.
Poi comunque io non sono romana, ecco,
quindi voglio dire hai anche un vincolo mensile,
quindi hai tante cose a cui pensare.
Assolutamente.
Quindi se ti viene a mancare il lavoro,
a parte che io mi sento male,
se mi manca il lavoro, insomma,
già infatti sto fremendo le cose che verranno più in là,
è l'ora di riprendere a lavorare.
Perché veramente.
Però comunque poi fai anche i conti,
come hai detto tu, anche con il mondo degli adulti,
dove hai delle responsabilità,
dove hai dei canoni mensili, insomma, tante cose.
Eh sì.
Però è una cosa che ho voluto fare.
Desideravi.
L'ho fatta.
Adesso mi prendo le conseguenze positive e negative che ci sono.
Certo.
Perché sì.
Ma sì, ma poi voglio dire, uno è giovane,
dicevamo anche con quest'altra ragazza a Ginevra,
cioè uno è giovane,
deve sperimentare,
deve comunque anche dare un po' credito alla propria curiosità,
per cui è bello, sai,
se lo fai più avanti nella vita,
quando hai già magari 35, 40 anni,
uno dice forse magari cerco più stabilità,
altre priorità.
Però da giovane è bella questa cosa, no?
Sì, lo so.
Del andare alla ricerca.
Esatto, hai proprio ragione.
È stato proprio questo il mio pensiero,
perché se l'avessi fatto a 27, 28 anni,
magari mi sarei tra virgolette,
ma è un pensiero mio,
poi magari siamo tutti diversi.
No, assolutamente.
Però io per come sono fatta,
ho detto se faccio questa cosa per tanto tempo,
poi sin da piccolina ho avuto sempre paura di lasciare le abitudini,
e quindi non volevo troppo che diventasse un'abitudine anche questa.
E quindi mi piace buttarmi in nuove sfide,
giusto anche per abbattere questa cosa che ho,
ma una qualsiasi cosa,
una qualsiasi routine che mi si rompe,
io vado in panico, capito?
E quindi in realtà è stata rompere una grandissima routine,
perché si parla del mio lavoro.
Quindi immagina che pesantezza ho avuto addosso.
Però d'altro canto dico, sono cose che succedono.
Ci vuole coraggio.
Esatto.
E quando poi infatti ho lasciato la compagnia,
è successo che ho preso di nuovo parte al corpo di ballo di Andrea Bocelli,
dove abbiamo fatto due date all'Ajatico.
È stato bellissimo, è stata un'esperienza veramente eccezionale.
Tutto lo staff, il corpo di ballo che eravamo noi,
non eravamo tantissimi, eravamo otto,
ma molto coesi, è stato molto bello,
coreografie stupende, location pazzesca.
Poi sono tornata, ho finito quel lavoro,
sono tornata a Roma, ho disfatto, ho rifatto la valigia,
e dopo un giorno stavo in Albania per un concerto di un cantante albanese.
Quindi la cosa che, tra virgolette, mi diverte è proprio questo,
che io dicevo, voglio fare tante cose.
Quindi sono passata ad affare il concerto di Andrea Bocelli,
che comunque è molto elegante, c'è tanta, insomma, neoclassico,
c'era anche un po' di modern, un po' di contaminato.
E poi sono passata in Albania a portare sul palco anche stili
che veramente non ho mai studiato e che devo andare a studiare,
ma tipo reggaeton, ho fatto latino, americano,
ok, magari la tecnica ovviamente non ce l'ho e non voglio dire niente,
però comunque mi sono dilettata,
mi sono buttata in questo magnifico lavoro.
E per me è stato, ho capito, due lavori completamente diversi.
Sono sempre nell'amore della danza.
Molto stimolante.
Quindi io ho finito questi due lavori che ero, wow, ero così,
ho detto, ma è successo davvero?
E niente, poi, insomma, adesso vedremo quello che sarà.
Certo, certo, certo.
Io ho sempre detto, fin da piccola,
che non mi sarebbe mai bastata una vita per fare tutto quello che volevo fare,
ecco, e lo penso ancora.
E quindi penso che anche io nel mio lavoro
abbia cercato un po' il fatto di essere più cose diverse, no?
In una stessa, diciamo, persona.
E rivedo in te questa cosa, no?
Il fatto comunque di voler sperimentare tante cose diverse,
del voler mettersi in gioco.
Quindi è una cosa molto bella.
Sì, molto.
E ora mi piacerebbe chiederti
quale ruolo hai amato di più interpretare fino ad ora.
Allora, in assoluto il ruolo della madre.
Mio preferito.
Perché in quello sei stata spettacolare.
Grazie.
Infatti, quando poi mi hai detto,
eh, ma io ero presente allo spettacolo,
non ci volevo credere.
Che poi quello spettacolo veramente ero,
c'ero in tutti, lo sono.
Però in quello spettacolo ero principalmente e tanto in focus,
non so, perché forse, non so,
c'era un'aria veramente tanto così.
C'ero io nel pubblico, quindi sai.
Però le sorprese sono quelle più belle,
io non lo sapevo ai film.
No, ma davvero,
poi io non ti ho neanche riconosciuto a dire la verità all'inizio,
perché comunque io ero in fondo al teatro,
c'ero proprio quasi all'ultima fila,
quindi era impossibile riconoscere i volti.
E dico, no, ma incredibile.
Io dicevo, ma c'era tra l'altro mia mamma vicino a me,
e gli dicevo, guarda, osserva la madre,
c'è veramente una ballerina spettacolare,
devo capire chi è.
E poi ho scoperto a volte, non ci credo.
No, davvero, quindi c'è,
non ero neanche condizionata, capito?
Come uno dice, magari, sai, è condizionato,
che ne so, la conosce, sai.
Zero, cioè non ero per niente condizionata,
è venuto tutto così naturale.
Quindi veramente, super.
Grazie, grazie davvero di cuore.
No, allora, quello è stato veramente un ruolo pazzesco
che mi è stato affidato,
in realtà con tanta fiducia inizialmente,
avevo molta paura.
Perché comunque io ho iniziato
Giulietta e Romeo con il ruolo in realtà da gemella,
che mi piaceva tantissimo,
perché era sempre molto,
era forte, era possente.
Quindi, cioè io anche di carattere mio,
insomma, sono così.
Che parteneva.
Con queste gonne che sbattevo ogni tanto.
Sì, e quindi ho iniziato con quello.
Poi piano piano
ho iniziato a provare il secondo ruolo,
quello della madre.
E ripeto, inizialmente avevo molta paura
anche perché c'era l'utilizzo della sedia a rotelle.
Quindi quando incontravi magari i palchi
anche in pendenza,
avevo tanta paura di andare a finire in prima fila.
Difficile.
Sì.
In braccio a qualcuno.
Mamma mia.
Un autografo.
Mamma mia.
Così, direttamente.
Mamma mia, grazie.
Ritorno sul palco.
Quindi c'era questo attrezzo che utilizzavo
anche per entrare e uscire dalle quinte.
C'erano teatri in cui le quinte erano molto strette.
E quindi dovevo immediatamente trovare una soluzione.
Non sai quante volte...
Non che urlavo dietro le quinte,
però quasi quasi dicevo,
oh madre santa, perché c'erano ste volte
perché avevo paura di prenderlo con la ruota.
Forse è successo, però non si è visto.
Meno male.
Nel momento in cui praticamente uscivi dalla quinta
dovevi immediatamente azzarti e chiudere la siderotella,
altrimenti non passava dietro.
Comunque, queste sono cose da dietro le quinte, appunto.
Backstage.
Esatto.
Però in generale è stato veramente un ruolo
che mi ha dato tanta consapevolezza
che ho piano piano, come dire, imparato.
Hai fatto tuo anche.
Sì, esatto.
E infatti la nostra maître, Azzurra,
mi diceva sempre, piano piano,
Serena, guarda, piano piano capirai come gestire il tutto.
Anche perché stando, insomma, il più delle volte,
tante volte ero seduta.
Quindi lei mi diceva non accovacciarti mai,
non piegare mai la schiena,
stai sempre dritta,
devi avere sempre un'anima e uno stato, insomma, possente
che dal pubblico, insomma, anche in ultima fila
devono vedere.
E infatti sì, si è visto.
Un mio segreto, tra virgolette,
era tanto stringere le mandibole.
Non so, questa cosa mi dava un'aria, appunto,
possente, signorile, di forza,
ma nello stesso tempo
devo essere, come dire, nobile.
Cioè, nella mia mente mi ero fatta un film, diciamo,
e poi comunque, insomma,
non è che sono alta a una cima, quindi dici,
insomma, già di mio sembro piccolina, no?
Quindi quando ero seduta nella sedia
dovevo proprio assumere un,
un po' come sto adesso in questo video,
dovevo essere proprio alta, alta.
Però...
Eh sì, altrimenti rischi di sparire.
Già seduta, poi con una sedia grande,
cioè rischi che ti copra e non,
e non arrivare al pubblico.
Però piano piano, veramente, questo ruolo l'ho amato.
Anche perché poi, appunto, mi alzavo dalla sedia
e nello spettacolo avevo due variazioni
che comunque presentavano dei passi,
dei movimenti non tanto semplici.
No, effetti.
In alcuni momenti avevo anche un po' di ansia,
ripeto, anche per i palchi in pendenza,
però lì poi ci si abitua,
perché noi arrivavamo la mattina, magari,
e il pomeriggio già iniziamo a provare,
facciamo il piazzamento e tutto,
e iniziamo a provare le varie,
insomma, i vari, i vari pezzi.
Certo.
Però sì, è stato, è stato tanto, tanto, tanto bello
e mi ha fatto anche tanto bene a livello personale e artistico.
Non solo per quanto riguarda, ripeto,
le coreografie che sono magnifiche,
ma anche quando interpreti un ruolo,
a parer mio, poi è una cosa che ti porti anche nella...
Nella vita.
Sì, esatto.
Nella vita, nella tua danza, nel tuo percorso.
Quindi spero anche nei lavori che verranno tra un po',
insomma, di riportare quello che facevo lì,
delle piccole sfumature,
di tenerle con me,
perché mi hanno aiutato davvero tanto.
Meraviglioso, molto, molto bello.
E con questo bagaglio, appunto,
che ti sei costruita fino ad ora, piano, piano,
voglio chiederti dove andrai in futuro con questo bagaglio.
Che cos'ha in serbo il futuro per te?
Se ci puoi dire qualcosa, se già sai qualcosa.
Allora, in realtà ancora non si potrebbe dire,
quindi magari non faccio proprio riferimento a ciò che andrò a fare.
Va bene.
Ma spero comunque che ci saranno tante cose,
e ripeto, tante cose diverse,
e infatti sarò contenta veramente di andare da una parte all'altra.
Come mi è successo ora, ultimamente?
Cioè, è successo...
Ti faccio questa piccola parentesi.
Ma non mi dilungo più di tanto.
Praticamente stavo in vacanza in Albania adesso a settembre,
all'inizio di settembre,
e quindi proprio io, spiaggia, sole, mare,
c'è stata anche qualche nuvola e pioggia, va bene.
E praticamente l'ultimo giorno,
noi siamo stati lì otto giorni insieme ai miei amici,
tra l'altro siamo partiti tutto un gruppetto di ballerini,
di artisti in generale, sì.
Quindi praticamente l'ultimo giorno ci siamo spostati,
ci dovevamo spostare da Saranda,
dovevamo andare a Tirana,
perché poi la sera, la mattina dopo,
avremmo avuto il volo di ritorno.
L'ultimo giorno che stavamo a Saranda,
mi chiamano e mi dicono
Serena, scusami, tu sei ancora in vacanza in Albania?
Sì.
Che succede?
No, perché ti andrebbe domani di danzare all'opera di Tirana?
Io così, eh?
E quindi niente,
mi sono praticamente guardato il mio collega,
con cui ho fatto un passadue,
recentemente ho fatto un video,
e non provavamo questo passadue da giugno.
Da giugno, quindi poi luglio, agosto, settembre,
ma non è che adesso appunto vita da freelancer,
non è che mi alleno tutti i giorni,
soprattutto durante l'estate,
ma poi proprio durante quella settimana in cui stavo in vacanza,
esatto, totale,
quindi proprio io relax,
e quindi ci arriva appunto questa cosa,
e guardo lui e dico, va bene,
andiamo a danzare, non lo fai? Fallo.
E quindi abbiamo abbozzato con vestiti che ci eravamo portati
per andare tipo a delle serate eleganti,
mi sono messa una sum, vestito bianco,
ha comprato la cera in un supermercato così
per togliere tutti questi ricci.
Per forza.
Però è stato bellissimo,
quindi questo è per dire che le cose
ultimamente mi succedono tipo così all'ultimo momento,
anche l'altro giorno.
E puoi continuare così.
Allora, vorrei un po' di preavviso in realtà,
non sempre è così,
però dai, anche quando succedono queste cose è giusto che si prenda tutto
è bello,
sì, come viene.
Però per quanto riguarda i lavori futuri,
ho in Serbo già firmato un contratto
per una produzione che andrà da gennaio a marzo
e sarà una produzione molto bella
e per questo dico, spero di portarmi quello che ho fatto
durante i due anni in compagnia,
di portarmelo in questa produzione,
perché è una produzione da quel che mi hanno detto,
da quel che ho visto,
molto bella, molto intensa,
in cui devi avere, secondo me,
una maturità tale da poter poi sviluppare il lavoro che ti viene assegnato.
Certo.
Credo di essere anche la più piccola del cast,
credo,
da quel che ho potuto capire.
Ci sono già all'interno persone che hanno lavorato a questa produzione da anni,
quindi sanno più o meno come è strutturata,
come funziona, come comportarsi e tutto.
Però io sono assolutamente pronta, anzi,
a fare immediatamente tutto
e ad ascoltare soprattutto quello che mi diranno,
le indicazioni.
E poi, praticamente nello stesso frangente,
mi è arrivato un altro contratto.
Qui per dire che Serena, medesima,
non ha nessun problema anche a lavorare 12 ore al giorno,
perché è una cosa che è un contratto, un lavoro,
che coincide con l'altro lavoro.
Quindi, se dovesse, insomma, essere possibile,
farò entrambe le cose e vediamo.
Vediamo come...
Wow.
Però sono molto contenta, sì.
Bene, bene.
Mi fa super piacere.
E su questa nota positiva e di tanti progetti che bollono in pentola,
io saluto Serena,
ma non preoccupatevi perché la rivedremo nella seconda parte dell'intervista.
Quindi, non preoccupatevi, ci racconterà ancora tante cose.
Intanto, grazie mille.
Grazie, grazie a te, Lea.
Grazie a tutti.
E ricordo a tutti, se il video vi è piaciuto,
di lasciare un like e iscrivervi al canale.
E noi ci vediamo nel prossimo video.
Ciao!