
14. Socrate - la divinità
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Cosa pensava Socrate del divino? A quell’epoca i Greci credevano non in un solo Dio ma in tanti dei che avevano sembianze simili a quelle umane. Socrate era contrario a questo antropomorfismo tipico della cultura greca di quel tempo però c’è un aspetto che lo accomuna ai suoi concittadini di quell’epoca. Il fatto che abbia sempre parlato di dei e non un Dio solo. Questo ci dà l’idea che egli non fosse lontano dal politeismo di quell’epoca. Per politeismo intendo la credenza di più dei. Socrate però accetta l’esistenza di questi dei solo ammettendo una divinità superiore che manda appunto questi dei a manifestarsi all’uomo. È un po’ come, nel caso degli angeli nella religione cristiana. Insomma, ci sono tanti dei ognuno responsabile di un determinato ambito per esempio il dio della guerra, il dio dell’amore, ecc. e poi c’è una divinità superiore a questi dei che ordina e governa il mondo.
E che rapporto c’è, secondo Socrate, tra questa divinità ordinatrice del mondo e l’uomo? Secondo il filosofo, l’uomo è l’unico essere al mondo in grado di rapportarsi con questa divinità perché è un essere dotato di raziocinio e grazie proprio alla sua spiccata intelligenza può entrare in rapporto con quella divinità che poi è anche la custode del suo destino perché è proprio questa divinità che sceglie il destino degli uomini.
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A presto. Dott.ssa Laura Pirotta, psicologa clinica.
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