Il MEDIO ORIENTE dopo la PRIMA GUERRA MONDIALE

Francesco S
Francesco S
16 Visualizzazioni video·23 giu 2023

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La prima guerra mondiale ha portato tutte le nazioni a dare fondo alle loro risorse, per gli imperi coloniali in questo caso uno sfruttamento massiccio dei territori d’oltremare. Lontani dallo scontro e sviluppati con ingenti investimenti, alcuni territori degli imperi francese e britannico vengono mobilitati su tutti i livelli. Se da un lato abbiamo le risorse naturali, dall’altro abbiamo le risorse umane:
durante il conflitto vengono chiamate alle armi più di 4 milioni di truppe coloniali. Al loro ritorno a casa questi veterani, consapevoli politicamente come mai prima d’ora, sarebbero diventati la base dei numerosi movimenti indipendentisti nati in Africa e Asia nel primo dopoguerra. In Asia inoltre la vicinanza al gigante russo influenza profondamente i vari movimenti di indipendenza: i bolscevichi non solo danno autonomia a molte regioni dell’ex impero zarista ma diffondono l’ideale sovietico anche oltre i propri confini. Ad aggiungersi a questo movimento di stampo sovietico è il concetto del presidente americano Woodrow Wilson: l’autodeterminazione dei popoli. Gli Stati Uniti infatti durante la conferenza di Versailles si battono per fare in modo che tutti i territori coloniali persi dagli imperi centrali diventino non di nuovo colonie, ma mandati. Il 16 maggio 1916 viene firmato tra Francia e Regno Unito l’accordo sull’Asia Minore, anche noto come accordo Sykes-Picot. Nascono così nuovi stati: Siria e Libano nei territori del mandato francese; Iraq e Transgiordania in quelli britannici.