The Virgin and the Unicorn by Domenico Zampieri known as Domenichino, Farnese Palace in Rome

The Virgin and the Unicorn by Domenico Zampieri known as Domenichino, Farnese Palace in Rome

10 Video Views·Aug 8, 2025

Domenico Zampieri detto il Domenichino
(Bologna, 1581 - Napoli, 1641)
Vergine con unicorno, 1604-1605, affresco
affresco alla porta d'ingresso della Galleria dei Carracci di Palazzo Farnese, Roma
The Virgin and the Unicorn , by Domenico Zampieri known as Domenichino,
fresco.
L’unicorno nella pittura – Perché appare sempre vicino al grembo delle giovani donne?
L'unicorno era infatti considerato un animale sessualmente focoso, basilarmente intemperante nei confronti dei propri desideri sessuali. I suoi massimi appetiti si riteneva che fossero suscitati dalle ragazze, al punto che, nell'antichità si pensava che potesse essere catturando, lasciando come esca, nel bosco o in una radura, una vergine, cioè una donzella. L'immagine può essere ben compresa nella bruciante definizione che ne dà Leonardo da Vinci, all'interno degli scritti dedicati alla funzione simbolica degli animali (...)
Scrive Leonardo: “L’alicorno, ovvero unicorno, per la sua intemperanza e non sapersi vincere, per lo diletto che ha delle donzelle, dimentica la sua ferocità e salvatichezza; ponendo da capo ogni sospetto va alla sedente donzella, e se le addormenta in grembo; e i cacciatori in tal modo lo pigliano”. In sintesi: l’unicorno, trascinato dal proprio desiderio, quando vede e sente una ragazza vergine corre da lei, ma poi le appoggia il muso sul grembo e si addormenta. Così, approfittando del suo sonno, i cacciatori possono catturarlo.
La vergine rappresenta la castità virtuosa, mantenuta anche di fronte all’irruenza dei desideri della carne e, per estensione, anche l’animale, che di fondo è fortemente trascinato verso i piaceri sessuali, compartecipa, come un fidanzato rispettoso, alla necessità della virtù.
Al di là della metafora alta, si può ritenere, in effetti, -considerato il fatto che si ritiene che l’immagine della vergine e dell’unicorno fossero utilizzata anche nei quadri di fidanzamento – essa sta a significare, nel segmento di vita quotidiana, l’attesa casta del matrimonio, dopo il quale, evidentemente, l’animale potrà risvegliarsi. Per il simbolo fallico del corno e per l’irruenza esso può essere rappresentato, come nell’affresco di Domenichino, mentre si avvinghia alle gambe della vergine o assume una postura rampante. In diversi quadri l’immagine viene invece attutita e l’unicorno viene dipinto o disegnato mentre, come un animale domestico, è già accoccolato vicino alla vergine. E’ il caso, questo, del noto dipinto di Raffaello,
Lo stratagemma di esporre una vergine per la cattura degli unicorni viene narrato per la prima volta nel “Fisiologo”, opera anonima scritta ad Alessandria d’Egitto tra il II e il III secolo d.C.. Questa immagine percorre poi i bestiari medievali e giunge al Rinascimento, per estendersi al periodo barocco. Fino al Settecento si riteneva che l’unicorno non fosse un prodotto della fantasia. Al di là delle testimonianze degli autori e della tradizione, si riteneva che la presenza del cavallino fosse reale (...)
https://stilearte.it/lunicorno-nella-pittura-perche-appare-sempre-vicino-al-grembo-delle-giovani-donne/
per approfondire vedi
https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/unicorni-storia-dell-arte-rinascimento