Scienza e medicina sequestrate da Big Pharma, la testimonianza di una giornalista “risvegliata”

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American Thought Leaders con Jan Jekielek
“25-30 anni fa anche io avevo molta fiducia nell'establishment medico: nei dottori, nelle agenzie sanitarie federali e nella ricerca: non mettevo in discussione nulla”...
link originale: https://www.theepochtimes.com/epochtv/sharyl-attkisson-my-investigations-of-medical-cover-ups-and-pharma-scandals-5730098
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#BigPharma #SharylAttkisson #GiuramentoIppocrate
Sheryl Hutchison, bentornata ad American Tooth Leaders.
È un piacere, grazie.
Sheryl, tu ti occupi di salute da decenni, ormai.
I dati dicono che il livello della sanità americana è in calo
e i costi sono in costante aumento.
Puoi darci un quadro di cosa sta succedendo?
Io penso di essere come molti che 25-30 anni fa
avevano molta fiducia nell'establishment medico,
nei dottori, nelle agenzie sanitarie federali, nella ricerca.
Non mettevamo in discussione nulla
e pensavamo che tutto fosse abbastanza trasparente.
Erano cose a cui non pensavo molto.
Poi la CBS News mi assegnò un paio di scandali medici,
ma non come reporter medico, come reporter investigativo.
Quindi io ero un po' outsider,
mentre iniziavo a notare alcune somiglianze con altri scandali,
come gli scandali di corruzione.
C'erano informatori, interessi finanziari, conflitti di interesse.
E più facevo ricerche su cose che pensavo di sapere,
benché non le avessi mai approfondite,
più mi rendevo conto che c'erano prove, prove molto solide,
che spesso dimostravano il contrario di quello
che per tutta la vita avevo sentito dire su varie questioni mediche.
E lì ho iniziato a capire che in ambito medico-sanitario
c'è molto di più di quanto si vede.
E hai iniziato a dare notizie piuttosto significative,
come sul vaccino contro il vaiolo,
che si era rivelato non essere il massimo,
finché poi è stato ritirato.
Raccontaci come hai svolto la tua indagine.
Io sono una giornalista che nelle cose si butta a capofitto.
Quando affronto qualcosa ho le mie idee preconcette,
però vado anche a identificare gli esperti
per aprire la mente e imparare.
E a volte è sbalorditivo,
perché scopro il contrario di quello che pensavo.
Per cui il mio impegno è diventato
quello di essere sempre bene informata
e di abbandonare le mie idee preconcette,
che si tratti di questioni sanitarie o meno.
Quanto al programma di vaccinazione contro il vaiolo,
la prima cosa che mi ha aperto gli occhi
è stata che dopo l'11 settembre
avevano ripreso le vaccinazioni contro il vaiolo,
in caso i terroristi lo avessero usato come arma biologica,
anche se non avevamo avuto epidemie.
Ma gli esperti all'epoca mi dicevano
che era un vaccino tossico e che si doveva stare attenti.
E avevo pensato, ma come vaccino tossico?
Io pensavo che il vaccino del vaiolo
avesse salvato il mondo.
E poi ho imparato molto sugli effetti collaterali
e sul perché quel vaccino fosse considerato
più problematico rispetto ad altri.
Questo ormai è pacifico.
E infatti alla fine l'hanno interrotto,
perché dopo avviata la vaccinazione
i primi soccorritori stavano per estenderlo,
ma la gente non lo voleva.
C'erano casi di infiammazione cardiaca
e coaguli di sangue, eccetera.
Suona familiare.
Mio figlio era completamente vaccinato.
Io allora viaggiavo con i militari
in missione per CBS News
e mi resi conto che non avevo mai pensato molto
a questi prodotti e nemmeno al dietro le quinte.
La tossicità, gli insabbiamenti da parte del governo
e di alcuni leader contigui al settore farmaceutico
e dei vaccini.
Una delle mie prime inchieste importanti
è stata quella in cui ho scoperto
che il Viagra causava cecità.
Poteva causarla.
Uno studio aveva scoperto una correlazione
tra cecità e Viagra.
Io avevo fatto un po' di ricerche
come si fa sempre
e avevo trovato ricorrenti segnalazioni
di eventi avversi non solo di cecità
ma anche di sordità.
Avevo parlato con alcuni esperti
e trovato alcuni studi.
Era stata una fortunata coincidenza.
Mentre preparavo la trasmissione
sorprendentemente l'FDA aveva ammesso
prima che io andassi in onda
che stava negoziando col produttore del farmaco
per mettere sul Viagra
un'avvertenza sulla cecità.
Quindi non avevo nemmeno dovuto
combattere con l'FDA
che aveva già riconosciuto la verità.
E allora capì perché io
da giornalista non medico
scoprivo notizie che i giornalisti medici
e scientifici non scoprivano.
Perché le case farmaceutiche
e il governo non ci avvertono
tempestivamente di questi pericoli
come uno si immagina che facciano sempre?
E perché, come ho scoperto,
è così spesso un medico
con diversa specializzazione
che esamine i modelli
e scopre gli effetti collaterali
mentre gli specialisti che prescrivono
i farmaci non li scoprono
e se ne stanno al sicuro?
Tu dedichi un capitolo
alle scoperte di Tyrone Hayes.
Esaminando come certe sostanze chimiche
e l'acqua sembrano influenzare
lo sviluppo delle rane.
In quel capitolo lo chiamo
il professore delle rane.
Più di 25 anni fa
questo uomo fu assunto
da un'azienda chimica
per studiare una sostanza
che purtroppo ormai è
nella maggior parte
della nostra acqua potabile.
Ed ilavata dalle culture
usata su molto mais
l'azienda sperava di dimostrare
che non causava problemi.
Ma lui, sfortunatamente per lui,
invece scoprì che stava
femminizzando le rane.
Le rane maschio praticamente
le trasformava in rane femmina.
Cioè, i rospi
o non sviluppavano testicoli
oppure sviluppavano sia testicoli
che ovaie.
E una serie di altre ricerche
sono poi scaturite da questa
e hanno dimostrato danni
di vario tipo su tutti i vertebrati
a parte la femminizzazione.
Ma il punto qui è quello
che gli è successo quando lui
ha cercato solo di riportare
quello che aveva capito
e penso sia una lezione
per tutti noi su come gli studi
e la scienza oggi siano distorti
perché l'azienda aveva un contratto
che gli impediva di riferire
risultati negativi.
La gente non si rende conto
che l'industria farmaceutica,
sì, assume gli scienziati,
ma i contratti oggi dicono
che se trovi qualcosa di negativo
non puoi pubblicarlo,
mentre una volta si pubblicava tutto.
Hayes, a suo merito,
poi si è dimesso ed è diventato
indipendente e ha ripetuto
la ricerca per conto proprio
in modo da poterla pubblicare
e, ripeto, dopo negli anni
un sacco di altre ricerche
hanno confermato la sua,
ma l'azienda aveva cercato
di distruggerlo.
Mobbing, screditamento del suo lavoro,
indagini su di lui e su sua moglie,
tutte cose poi venute fuori
in tribunale,
quando poi la società è finita
in tribunale con l'accusa
di adulterazione dell'acqua in varie città
ha patteggiato pagando
una somma enorme, ma senza
mettere le colpe. E io penso
che questa sia una lezione su cosa
ti succede come ricercatore
se hai la sfortuna di trovarti
in contraddizione con quello che
vogliono farti dire i poteri forti.
Te la fanno pagare molto cara.
Noi abbiamo una visione
un po' idealizzata,
o almeno avevamo una visione idealizzata,
della ricerca come qualcosa
di puro. E naturalmente
tutti vorremmo che fosse così.
Beh, purtroppo la scienza
è talmente corrotta dal denaro
che persino le riviste scientifiche
hanno ammesso che gran parte
degli articoli che pubblicano
e su cui il tuo medico fa affidamento
oggi non è affidabile.
E io sono rimasta sbalordita
perché ero una che pensava
che se una rivista pubblica una cosa,
prima l'ha, senza ombra di dubbio,
sottoposta a revisione paritaria.
La dottoressa Marcia Angel,
ex direttore
del New England Journal of Medicine,
ha detto che lei
nemmeno da direttore
poteva bloccare la pubblicazione
di studi o di dati non veritieri
perché falsati dall'industria farmaceutica.
Ha detto di aver perso
quella battaglia.
L'attuale direttore di Lancet,
il dottor Richard Horton,
ha detto più o meno la stessa cosa.
In un editoriale Shock
di alcuni anni fa ha detto
che non bisogna affidarsi
di gran parte della scienza
e molti studi sono stati costruiti
sulla base di tante informazioni
non veritiere pubblicate
sulle riviste mediche
e che sono il risultato
della corruzione della scienza
da parte del settore chimico-farmaceutico
e usano un'infinità di tattiche invisibili
come il ghostwriting,
cioè uno studio che risulta
firmato da un medico indipendente
il quale invece è stato pagato
per l'uso della sua firma
mentre l'articolo invece è stato
scritto dalla casa farmaceutica
o da un suo intermediario
e questo nell'articolo non risulta.
Questo lo fanno
per aumentare la necessità
o meglio la presunta necessità
di un certo loro farmaco
oppure per far sembrare
che la medicina funzioni benissimo
e sia priva di effetti collaterali
e la gente non ha idea
del fatto che gli studi
non solo siano falsati
ma che siano letteralmente scritti
da una casa farmaceutica.
Questi sono solo alcuni esempi
di quello che succede oggi.
Però non dovrebbe essere per niente così.
Come ci siamo arrivati a questo punto?
Secondo me si è degenerato
nel corso degli ultimi vent'anni almeno.
Io lo vedo da 20-25 anni di sicuro
da quando ho avuto
le prime incariche a CBS News.
Gli interessi economici
hanno capito come infiltrarsi
praticamente in ogni aspetto
delle informazioni esistenti
sulla salute ed è successo
nel tempo e purtroppo
i poteri forti l'hanno permesso.
Gli interessi farmaceutici
hanno troppa influenza
nelle facoltà di medicina
però le facoltà di medicina
questo lo accettano
anche perché le case farmaceutiche
danno loro soldi per la ricerca
e i progetti, per le cattedre
e pagano la mensa agli studenti.
Fanno di tutto per influenzare
la formazione professionale
dei medici.
E una volta che un dottore
ha l'abilitazione, per mantenerla
deve seguire corsi che di fatto
fanno capo l'industria farmaceutica.
I medici pensano che siano
delle autorità indipendenti
a insegnare loro a vedere
la pratica medica in un certo modo
come magari a non cercare
effetti collaterali
oppure a credere molto
in una medicina che può avere
certi effetti collaterali.
Le case a loro mostrano
solo un lato della medaglia.
Hanno preso loro il controllo
come dicono i direttori
delle riviste scientifiche.
Hanno preso il controllo
della stampa sotto molti aspetti
usando i soldi e gli investimenti
pubblicitari.
Quindi i giornali ora si autocensurano.
Ormai nessuno deve
nemmeno più dire loro cosa scrivere
e cosa no, come succedeva prima.
E siamo a un tale livello
di autocensura perché
è chiaro dove stiano i soldi.
E poi hanno influenzato
le agenzie federali e i politici
facendo donazioni e
lobbying che garantiscono politiche
e leggi favorevoli ai loro interessi
piuttosto che a quelli
di chi ne paga le conseguenze,
cioè noi.
Io penso che sia una campagna
molto ben orchestrata
da parte di interessi finanziari
il cui lavoro è cercare
di massimizzare i profitti
e piegare ogni cosa ad essi.
Purtroppo, e non sono sicura
se sia voluto, alcuni pensano di sì,
purtroppo questo ha danneggiato
la salute di tutti.
Essere allarmante è una cosa
che vediamo da una ventina d'anni.
Un'epidemia di disturbi cronici
della salute nei bambini,
negli adulti, negli anziani,
ma in particolare vediamo
le giovani generazioni colpite
da malattie mentali, problemi metabolici
e obesità, tumori,
disturbi mai visti,
problemi del sistema immunitario,
di tutto.
E poi guardi il quadro generale
e dici, non abbiamo mai
speso così tanto per il sistema sanitario
e per curarci,
ma i dottori e lo Stato
sembrano non accorgersene.
Quindi o loro non notano
quello che tutti noi vediamo,
oppure guardano dall'altra parte
e non so cosa sia peggio.
Ma penso che sia questo
che ha fatto capire la gente
che c'è un'emergenza
e che l'establishment medico attuale
ha fatto un pessimo lavoro
nell'affrontare le cause profonde.
Fai un esempio di cambiamento
che hai visto nel corso
della tua carriera giornalistica.
Certe malattie sono diventate
molto più diffuse.
Prima ti faccio qualche esempio
e poi ti spiego quanto,
invece di affrontare le cause,
ci vengono insegnate a normalizzarle
e accettarle, perché secondo me
le stesse persone che ci spingono
ad accettare questi disturbi,
invece che affrontarli e prevenirli,
a volte ne sono la causa.
Allora, molti pensano,
anche a livello scientifico,
che disturbi metabolici siano causati
dal cibo che mangiamo oggi,
che contiene molti prodotti
e sostanze chimiche.
E i produttori di sostanze chimiche
e le aziende che fanno tutti quei soldi
con questi alimenti ultraprocessati
che noi pensiamo ci facciano malissimo,
vogliono che noi accettiamo
l'obesità.
Ovviamente nessuno deve insultare
gli obesi, eccetera.
Quindi non è un problema.
Ma perché non affrontiamo
anche il motivo per cui ci sono
così tanti obesi?
Quelli che vogliono che noi l'accettiamo
sono quelli che producono i prodotti
che potrebbero causarlo.
Parliamo di coloranti alimentari artificiali,
di conservanti.
Ci sono molte cose che hanno un impatto
su di noi, ma c'è pressione
per accettare il risultato
piuttosto che affrontare le cause.
E io penso sia una questione
di soldi.
Questo è il problema del consenso informato.
Ne abbiamo parlato.
Nel tuo libro fai degli esempi
significativi.
Il consenso informato e i suoi principi
erano molto radicati nel nostro sistema
scientifico dopo gli esperimenti
sulla sifilide di Tuskegee,
in cui uomini neri afroamericani
venivano sottoposti
a esperimenti senza che venisse
detto loro esattamente perché
e cosa stesse succedendo loro.
Avevano la sifilide
e non venivano curati,
come si scoprì anni dopo
con grande indignazione,
grazie a un articolo di Associated Press,
per cui un consenso informato
chiaro e completo di tutti i rischi
e poi delle commissioni
indipendenti a supervisionare.
E da allora i ricercatori
erano in difficoltà.
Dicevano,
quando diciamo alle persone tutti i rischi,
non vogliono partecipare allo studio.
Non possiamo fare ricerche
importanti per il bene comune
dicendo alle persone tutti i rischi.
Per cui spesso non l'hanno fatto
e sono stati scoperti
e le conseguenze sono state orribili.
Ma restava sempre un reato.
Era sempre stato considerato
sbagliato violare il consenso informato,
senza eccezioni.
Ma negli ultimi dieci anni
ho visto un caso particolare
in cui il consenso informato
è stato violato,
secondo un organismo etico
che esaminava importanti studi
di prestigiosi istituzioni
in uno studio sui bambini prematuri.
E i ricercatori hanno iniziato
a sostenere apertamente
che queste regole andavano cambiate,
che non bisognava dire tutto.
Quindi da dieci anni
alcuni in ambito scientifico
lavorano per trovare il modo
di non dover dire a chi partecipa
a uno studio cosa potrebbe succedergli.
La maggior parte delle persone
non sa che qualche mese fa
l'FDA ha approvato una norma
secondo cui i ricercatori,
se loro stabiliscono
che i rischi siano minimi,
non devono rivelarli alle persone
in uno studio. È scioccante.
Ovviamente se i rischi
di uno studio fossero davvero minimi,
perché mai non dirteli?
Forse perché invece
non sono per niente minimi
e hanno qualcosa da nascondere?
A mio avviso la storia
di alcuni scienziati corrotti
o di scienziati che hanno commesso
gravi errori in passato
ci dimostra quanto non debba
essere lasciato a loro decidere
se un rischio sia minimo.
Come si può lasciare decidere
una cosa simile proprio a chi è
in pieno conflitto di interessi?
Io penso che questo sia
un fatto gravissimo
che non è stato adeguatamente
riportato dalla stampa.
Lo studio sull'ossigeno per bambini
a cui fai riferimento
è un esempio lampante.
Io ho iniziato a fare ricerche
su questioni mediche
quando ho visto delle cose scandalose
a cui non riuscivo a credere.
E poi esaminando
meticolosamente i fatti
molte volte capivo che erano vere.
Quanto allo studio
sull'ossigeno per bambini
si trattava di uno studio
sui bambini prematuri
condotto da prestigiosi istituti
di ricerca come Yale
e finanziato dal governo federale.
Secondo le autorità
che in seguito lo esaminarono
portò alla morte di alcuni bambini
prematuri. E le madri,
molte, mi raccontavano
tutta la stessa storia.
Tra di loro non si conoscevano
ed erano mamme incinte
che in ospedale davano alla luce
bambini estremamente prematuri.
Molte erano donne single,
povere e afroamericane
e venivano convinte a partecipare
a quello studio perché dicevano loro
che avrebbe aiutato i loro bambini,
che avrebbero solo misurato
altezza e peso dei piccoli
e che avrebbero ricevuto supporto
per il neonato prematuro.
Invece i dottori,
i ricercatori manipolavano
i livelli di ossigeno di questi bambini
nati estremamente prematuri
mettendoli a rischio di cecità
o di morte.
Un qualcosa di assolutamente
scioccante.
Quando il comitato etico del governo
intervenuto nella questione,
dopo che qualcuno, qualche anno dopo,
aveva scoperto che queste istituzioni
violavano varie regole
e l'aveva segnalato,
i ricercatori dissero che non avevano
fatto nulla di male
e che forse le regole del consenso informato
erano troppo severe
perché chi mai avrebbe preso parte
alla ricerca conoscendo tutti i rischi
è stato assolutamente incredibile
e straziante.
Una delle donne che avevo intervistato
aveva visto morire il bambino.
Non si sa se a causa della
sperimentazione, ma sicuramente
la madre ha questo dubbio.
E due delle tre mamme che avevo
intervistato avevano figli
con disabilità estreme.
Anche qui, loro non possono dimostrare
che siano causate dalla sperimentazione,
ma non lo sapranno mai.
Quello che è certo è
che non è stato detto loro che stavano
mettendo i loro bambini prematuri
ed estremamente fragili
in una sperimentazione che li metteva
gravemente a rischio.
Se l'organismo etico ha scoperto
che il consenso informato non è stato dato,
è grave. Non è un principio
fondamentale della medicina?
Lo era.
Lo è stato per decenni.
Ma ora, invece di rimediare,
i ricercatori hanno attaccato
l'ente di controllo etico.
Sono andate alle riviste mediche
e hanno pubblicato lettere contro di esso.
Hanno presentato petizioni.
Gli hanno detto di ritrattare.
E la pressione ha funzionato.
Alcuni mesi dopo,
sebbene non ci sia stata ritrattazione,
hanno sospeso i provvedimenti disciplinari,
di fatto convalidando
il lavoro dei ricercatori.
Probabilmente non hanno ben chiaro
il senso del consenso informato
e delle regole.
Davvero scioccante.
Le donne avevano dichiarato che a loro
non era stato detto che i loro bambini
sarebbero stati collegati ai monitor.
E questo è un altro scandalo.
I monitor dell'ossigeno
applicati a questi bambini
sono stati intenzionalmente
modificati per fornire letture false,
per quanto sembri incredibile.
E ovviamente questo
non era stato rivelato alle madri.
Il motivo adotto era
che i ricercatori non volevano
che il personale medico dell'ospedale
entrasse e regolasse l'ossigeno
per il bene del bambino.
Volevano mantenere quei bambini
con la dose di ossigeno assegnata,
che era decisa praticamente a caso,
per vedere cosa sarebbe successo.
Insomma,
è scioccante sotto tutti gli aspetti.
Io ho ascoltato
un intero seminario
in cui discutevano di questo
e la loro idea era
come possiamo migliorare la salute del mondo
senza questi studi,
come dire che la salute collettiva
è più importante
della salute dell'individuo.
Io, e non solo io,
direi che la salute dell'individuo
e il suo consenso informato
sono infinitamente più importanti
di quello che tu pensi di fare
per il bene dell'umanità.
In quanto ricercatore
non hai il diritto di dire
io posso sacrificare questo bambino
perché io ho un obiettivo più nobile.
Questo è quello che pensi tu,
ma non è un tuo diritto,
secondo me.
Ma loro dicono che se continuiamo
a essere vincolati al consenso informato
non riusciremo a convincere
abbastanza persone a partecipare
a questi importanti studi
che miglioreranno l'umanità.
Qui potrebbe esserci una contraddizione
con il giuramento di Ippocrate.
Io penso di sì
e anche altri lo dicono.
Passando alla pandemia di Covid,
tu consideri gli Amish come un interessante
gruppo di controllo.
Puoi raccontarcelo?
La cosa è iniziata
dopo che ho visto un articolo
dell'Associate De Presse
secondo cui loro erano stati i primi
a raggiungere l'immunità di Gregge
perché avevano ignorato in pieno
tutte le raccomandazioni del CDC.
Hanno lasciato passare
rapidamente il Covid.
Allora ho indagato e ho scoperto
che non ci sono dati concreti
perché loro non fanno il tampone
e non vanno in ospedale
e non fanno autopsie per vedere
chi sia morto di Covid.
Ma solo vedendo i dati complessivi
di malattie e morte è chiaro che
o loro se la sono cavata
molto meglio del resto della società
oppure se la sono cavata
come tutti gli altri.
Solo che non hanno speso soldi
in vaccini, medicine ed esperimenti,
non hanno chiuso le scuole,
non hanno chiuso le attività
e hanno fatto più soldi che mai
nella loro società.
È una storia molto affascinante.
La comunità scientifica e il governo
hanno denigrato l'approccio degli Amish.
Il governo odia gli Amish
perché loro non seguono
le regole normali.
E si può sostenere che in alcune aree
forse sono più malati
perché sono una popolazione chiusa.
Mi hanno detto loro stessi
che hanno più disturbi e problemi genetici
ma hanno molti meno disturbi
da deficit di attenzione,
autoimmuni e cerebrali
che imperversano nella società odierna.
Il governo li odia.
Non vuole che gli Amish
dimostrino che noi sbagliamo.
C'è uno studio finanziato dal governo
che è chiaramente mirato a sostenere
che lo stile di vita degli Amish
li rende più malati
e che hanno una mortalità maggiore,
il che non è vero.
E analizzando lo studio
per vedere da dove hanno preso i dati
ho notato cose strane.
Primo, hanno escluso
la più grande popolazione Amish del paese,
quella di Lancaster in Pennsylvania,
dove io ho scritto il mio articolo.
Perché mai escludere
la più grande popolazione Amish del paese
se vuoi capire
l'approccio Amish al Covid?
È pieno di anomalie di questo tipo,
quindi a me è sembrata pura propaganda.
Inoltre,
le conclusioni che hanno tratto,
anche se hanno cercato di far sembrare
che molte persone fossero morte
a causa della loro religione
e per non aver seguito
le raccomandazioni del CDC,
per quanto si siano sforzati
di distorcere il quadro,
hanno comunque dimostrato
che gli Amish non hanno sofferto di più
per non aver seguito
nessuna delle pratiche del CDC.
Perché non è stata questa la conclusione?
Così ho scritto al giornale
e agli autori dello studio contestandolo
e dopo un anno
hanno dovuto apportare
numerose correzioni all'articolo.
Forse è una vittoria inutile,
perché la maggior parte delle persone
ricorda solo lo studio
che è uscito.
Nessuno bada le correzioni
e le correzioni non cambiano il titolo
e non chiariscono queste cose.
Ma perlomeno gli scienziati
hanno dovuto apportare
alcune correzioni imbarazzanti
e riconoscere che ci sono problemi
con questo studio.
In questo momento ne ho un secondo
in contestazione,
ma il punto è
come fanno i revisori paritari,
come fanno le riviste stesse
a non cogliere cose che persone normali
come me possono capire?
Io non sono una scienziata
e questo è solo un piccolo indizio
di quanto siano problematici alcuni studi.
Io seguo i soldi
e la traccia della comunicazione.
Chi ha assegnato questo studio?
Sono i nostri soldi
che lo hanno pagato.
Il governo non collabora,
non condivide l'origine dei dati
a costo di invalidare lo studio
sul piano scientifico,
nascondendo i dati
e rendendo impossibile
la replicazione dello studio.
Ci sono due studi
di cui ho chiesto comunicazioni
e ulteriori dati,
ma il governo e le istituzioni accademiche
non condividono nulla.
Io credo che il governo federale
e l'industria farmaceutica
abbiano imparato come prendere
i soldi pubblici,
riciclarli legalmente
attraverso università pubbliche e private
che dicono di non essere tenute
a rispondere alle nostre richieste
di accesso agli atti
e che poi pubblicano studi
che sono poco più che propaganda
e che nessuno contesta.
Quindi temono ogni evidente deviazione
dal pensiero unico.
Penso che sia perché
il pensiero unico è ideato
da persone che traggono profitto
dal dogma che noi accettiamo.
Quindi, quando lo si mette in discussione,
non è solo un andare controcorrente
che a loro non piace.
Forse è anche questo.
Ma il fatto è che l'intero sistema
è stato impostato per trattarci
in un certo modo quando entriamo
nel sistema sanitario.
La medicina si pratica in modo
che generi profitti.
E se questo lo mette in discussione,
in modo da causare uno squilibrio
che possa ottrare profitti
a chi li realizza,
allora scatenano di tutto
contro i ricercatori
o i giornalisti dissidenti.
Molti saranno scettici su questo punto.
Come lo spiegheresti a chi non crede
che cose simili esistano?
Certo.
Se tu mi avessi scaricato addosso
tutto questo 25 anni fa,
io non ci avrei mai creduto.
Io stessa.
Persino mentre indagavo
e scoprivo i piccoli pezzi
di questo puzzle un po' alla volta,
non riuscivo a credere che fosse vero.
Però, a forza di scoprire
quasi sempre
che le cose che ci hanno insegnato
sono false
o che ci sono interessi finanziari nascosti
dietro a cose che sembrano
tanto innocenti e oggettive,
io ho sviluppato un certo percorso
di comprensione.
Ad esempio, la prima volta che ho chiesto
se un medico che esagerava
a promuovere un farmaco controverso
anziché ammetterlo
parlasse quasi come il produttore
del farmaco,
invece che da medico preoccupato
di soppesare le prove scientifiche
che stavano emergendo,
io ricordo di aver pensato
che sembrava pagato dalla casa farmaceutica.
E infatti lo era.
E da quel momento in poi
ogni medico a cui venivo indirizzata
e che mi veniva spacciato
come una specie di esperto indipendente
risultava sempre troppo convinto
di un certo medicinale,
magari controverso.
Dava la sensazione di essere di parte.
E quando poi facevo ricerche
su questi medici per vedere
se erano finanziariamente collegati
alla casa farmaceutica,
passavo dall'incredulità
alla comprensione del sistema.
Ma ci vuole tempo.
Io qui cerco di far capire alle persone
che anche io ho iniziato
pensandola come tante di loro.
Non sapevo nulla di queste cose.
Non le avevo mai messe in dubbio.
Io avevo piena fiducia
nel sistema sanitario,
nei dottori, nella medicina
e negli studi scientifici.
Ci è voluto un processo di molti anni
per diventare come sono oggi,
una scettica informata.
Io cerco di esporre il tutto
in modo tale che il lettore
non debba fare 20 anni di ricerca,
ma che possa avere esempi fondamentali
e dimostrabili
che l'aiutino a capire
come il sistema è diventato così.
Molte persone ragionevoli ed etiche
lavorano in questo settore,
milioni di persone.
Di sicuro non saranno tutte così compromesse.
Come lo spieghi?
Senz'altro,
chi ha un'etica cerca di alzare la testa
e dire la verità,
e non si considerano nemmeno attivisti.
Capita che siano solo ricercatori
che hanno scoperto qualcosa
sul medicinale,
ma purtroppo per loro
si trovano contro grandi interessi
e vengono distrutti
e tutti vedono cosa succede.
Uso spesso l'aneddoto
di un ricercatore
in un'università della California
che stava studiando
un potenziale candidato
per un vaccino contro l'AIDS,
anni fa.
Lo studio è dovuto essere interrotto
perché si era capito subito all'inizio
che era inutile.
In quel caso non stai a sprecare soldi.
Di solito pubblichi tutto,
nel bene e nel male,
ma agli scienziati
venne proibita la pubblicazione.
Loro si ribellarono all'azienda
con cui avevano stipulato il contratto
perché volevano pubblicare lo stesso,
perché è una questione di conoscenza.
Insomma lo pubblicano
e le riviste mediche pubblicano
un editoriale congiunto
dicendo che non è giusto
che le case farmaceutiche
controllino informazioni importanti
come questa.
I produttori di vaccini rispondono
facendo causa al ricercatore
per 7 milioni di dollari.
Questo tutti gli altri ricercatori
lo vedono.
E anche se poi alla fine
la casa farmaceutica
ha ritirato la causa
sotto la pressione della comunità medica
che al tempo si era ribellata,
il pagamento delle spese legali
rimase sempre.
Nella sua università
quel ricercatore diventò impopolare.
È come avere uno sponsor scontento.
Il portafoglio è il suo.
I ricercatori onesti
raccontano le loro storie
meglio che possono,
ma finiscono per dover lavorare
all'interno del sistema.
E certi mi hanno detto
che gli studi che potrebbero risolvere
i problemi di salute più gravi
nemmeno vengono condotti
perché dovrebbero finanziarli
E i ricercatori te lo dicono.
A me lo studio
lo finanziano soltanto
se nella domanda di richiesta
risulta che posso avvantaggiare
una casa farmaceutica
oppure scoprire
quello che il governo
vuole che io scopra.
Quindi gli studi più importanti
non vengono fatti
perché nessuno li paga.
I ricercatori spesso
sono onesti, ma lavorano
all'interno del sistema
e semplicemente devono sopravvivere.
Quindi si orientano
sulle ricerche per cui possono
tenere i finanziamenti e la pubblicazione.
Io non credo che la maggior parte
dei dottori sia corrotta
o in mala fede, però la maggior
parte di loro ha accettato
di lavorare all'interno del sistema.
A me sembra che a molti di loro
non piaccia e che non lo ritengano
onesto sotto certi aspetti.
Li sento sempre lamentarsi,
ma questo sistema è creato
da interessi economici
e loro operano al suo interno
e ci sono dentro già dal primo
anno di medicina.
Il lavoro è tutto strutturato in quel modo
fin dall'inizio dell'università.
Esistono dei dottori
indipendenti, ma la maggior parte
dei medici resta lì, sta zitto
e fa quello che deve fare.
Molti, milioni magari,
potrebbero non essere ben consapevoli
del quadro generale
e vivono nell'ignoranza.
Questo è possibile?
Certo. Una volta i ricercatori,
se uno studio per un farmaco
non andava bene, lo pubblicavano
ugualmente, perché è il dovere
della scienza.
Loro avevano pieno accesso ai dati,
quindi lo sapevano che un certo farmaco
poteva essere dannoso
o inutile. Ma nei contratti
odierni, e questo io lo so
dai ricercatori, le aziende
farmaceutiche spesso impediscono
la pubblicazione dei risultati
negativi, perché è l'azienda
che controlla i dati, e quindi
il singolo ricercatore può
non avere il quadro completo.
Se l'azienda farmaceutica
ha suddiviso uno studio fallito
in diversi siti, in modo che
nessun ricercatore veda tutti i dati
e addirittura nemmeno
conosca del tutto il farmaco,
loro sanno solo che forse
lo studio è stato interrotto,
o magari non sanno cosa ne sia
emerso, perché non hanno
tutti i risultati. Quelle informazioni
vengono incanalate e
controllate dalla casa farmaceutica.
In che senso
incanalate?
Nel senso che l'azienda farmaceutica
blocca ogni condivisione
delle informazioni.
È come una specie di silos
in cui nulla viene condiviso
e scambiato, per cui
tu in un sito di ricerca magari
sai di essere una parte di un insieme,
però non sai come è strutturato
e nemmeno che magari
stanno manipolando i dati
per farli sembrare migliori.
Non hai prove, non hai informazioni
complete.
Penso che sia ben chiaro,
in importanti settori della medicina,
che ci siano gravi problemi
e lacune etiche ovunque
a livello di approvazioni
e che esistano indagini per scoprire
cosa venga nascosto dalle case
farmaceutiche nelle richieste
di autorizzazione per i farmaci.
Io so, da scienziati
della FDA, che
quando parlavano a certe riunioni
per decidere se i farmaci dovessero
essere approvati e loro
erano cauti per via di certe cose
che avevano visto nei dati,
a un certo punto sono stati
esclusi dalle riunioni.
Sanno che qualcosa non va,
ma non è l'intera FDA
ad essere corrotta per quanto ne sappiamo.
Di sicuro ci lavorano
ricercatori e scienziati straordinari
e io ne conoscevo alcuni,
ma ci sono vari conflitti
di interesse e sospetti
di corruzione di cui sono a conoscenza.
Ma è molto difficile
rischiare di perdere la carriera
e di ritrovarsi in mezzo a una strada.
Robert Kennedy Junior
ha abbandonato la campagna presidenziale
per diventare un paladino della salute.
La prima volta
l'ho intervistato decenni fa
per la CBS News.
Per me è la figura politica
più importante in questo momento
che ha il polso della situazione
che abbiamo discusso,
sulla crisi alimentare e sanitaria
e sulla corruzione
delle istituzioni medico-sanitarie.
In un'intervista mi ha detto
che questo lo rende particolarmente
pericoloso e che se fosse
stato eletto presidente
sarebbe andato alla sede centrale
del CDC ad Atlanta
a licenziare certe persone
che lui conosce molto bene.
Non so quanto si sappia,
ma è un avvocato che ha denunciato
il governo per scandali medici
come casi di autismo da vaccino
e ha vinto.
Lui capisce il modo intricato
in cui funziona questo sistema
e sa dov'è la corruzione.
Quindi questo lo rende particolarmente
pericoloso ed è molto
preparato perché ha decenni
di analisi di fattori ambientali
e fattori sanitari,
in particolare sui bambini,
sulle cause delle malattie
e dei disturbi cronici.
E penso che attualmente lui sia
una voce molto importante
in tutto questo.
Una delle cose che lui chiede
e che anche tu chiedi
è che le persone possano acquisire
voce in capitolo nella propria salute.
A noi in generale hanno insegnato
ad aspettarci che siano i dottori
a pensare a tutto, o quasi.
Tu cosa ne pensi?
Questo senz'altro vale per me.
Io non sono un'esperta
e mi aspettavo di poter andare
dal mio medico e ricevere
dei consigli validi, disinteressati
e assennati, che fossero
nel mio interesse.
Ma in particolare dopo il COVID
la gente ha cambiato idea sul sistema.
Io trovo molto spesso persone
che sono state malate
e che hanno cambiato medico.
Cercano dottori che approfondiscano
le cause delle malattie,
dottori in medicina funzionale
o magari persone
che non sono nemmeno dottori,
ma che praticano determinate specialità,
ad esempio nei disturbi metabolici,
perché, diciamo,
non trovano risposte
nella medicina istituzionale.
Questo dimostra quanta domanda ci sia
e quanto lo scetticismo
si è accresciuto dopo il COVID.
Potrebbe essere negativo
ritrovarsi incanalati nell'ignoto,
si può finire truffati
o fare qualcosa di dannoso
per la salute.
Ma io ritengo sia positivo
che le persone si informino di più
sulle questioni sanitarie,
senza limitarsi ad accettare
accriticamente la propaganda
che ci propinano i soliti noti.
Lo sappiamo,
dicono tutti le stesse cose
sulle riviste mediche e sui giornali
e ci sono fondati motivi
per mettere in discussione
quello che dicono.
E ci sono posti dove trovare diverse opinioni
su cose che non conosciamo del tutto
oppure di scienziati
che dicono il contrario del mainstream.
A me delle persone autorevoli
dicevano che molti dati scientifici
dove le mie fonti
mi indirizzavano non esistevano.
Ci sono i modi per ottenere
queste informazioni.
Purtroppo questo richiede fatica.
Tutti vorremmo poter andare dal medico
e farci curare nel modo migliore.
Ma penso che molti di noi
ormai si rendano conto
che troppo spesso non è più così.
E quindi è ovvio
cercare ulteriori fonti di informazione
e ragionare in modo critico
per apprendere più cose
e prendere meglio in mano
il proprio destino.
Tu e io abbiamo intervistato
dottori e professionisti sanitari
che stanno curando i danni
da vaccino covid in vari modi
e in queste interviste
è venuto fuori che moltissimi dottori
semplicemente non sanno nemmeno cosa cercare
perché non hanno capito
che questa è una cosa possibile.
Non sono casi frequentissimi
ma comunque hanno una frequenza tale
da dover allarmare un medico.
Penso che faccia parte del sistema
di cui parlavamo prima
che è concepito per distogliere i medici
da queste domande.
Non è una novità.
Non è che abbiano deciso consciamente
di non chiedersi niente.
Qui c'è un intero sistema
che li premia per non monitorare
eventi avversi da farmaci e vaccini.
Loro non dovrebbero segnalare
queste cose sui database federali
solo se pensano che ci sia
una relazione tra un vaccino
e una patologia.
Non sono loro a dover decidere.
Tutti i dati dovrebbero essere segnalati
a un database.
Loro dovrebbero chiederti,
dopo la vaccinazione,
ti sei sentito male?
C'è qualcosa che non va?
Se ti presenti malato in ambulatorio,
loro dovrebbero chiederti,
per caso hai fatto il vaccino da poco?
Quali hai fatto?
Quando l'hai fatto?
Quando hai notato questo problema?
E tutto questo dovrebbe andare
in un database,
in modo che gli esperti
possano, alla fine,
avere così tanti dati
da permettere di scoprire
le reazioni di cui
non ci si resi conto
nei piccoli studi
fatti prima che il farmaco
o il vaccino venissero approvati.
Questo è il senso
dei database degli eventi avversi.
I medici non sono incoraggiati
a segnalare nemmeno
nei casi in cui obbligatorio.
Certe cose loro semplicemente
non le segnalano,
non chiedono.
E le associazioni mediche,
gli enti statali,
il governo federale, potrebbero
incoraggiarli o obbligarli a farlo,
però non lo fanno.
Quindi il messaggio per i medici è ovvio.
E poi ci vuole tempo.
E comunque a loro,
alla facoltà di medicina,
hanno insegnato che i vaccini
non danno quel problema,
quindi chi glielo fa fare?
Certo, ci sono molte eccezioni,
sia fra i medici che i ricercatori indipendenti,
ma i medici di cui stiamo parlando
qui in generale
non fanno queste domande
ai pazienti che hanno subito danni,
sia da Covid che da vaccino.
I medici di base
non sanno che esami prescrivere,
prescrivono solo esami standard
e poi dicono,
qui è tutto a posto,
oppure non si capisce.
Questi dottori non stanno studiando
il post-Covid,
non sanno cosa si può fare
per queste lesioni
e nemmeno che è la proteina spike
che potrebbe causarle.
D'altra parte,
queste cose sono curabili, giusto?
Sì, è importantissimo.
Dopo i miei articoli,
delle persone sono venute da me
dicendomi che le loro vite
erano cambiate,
perché finalmente avevano capito,
dopo che i dottori avevano detto
o che non c'era niente
o che era tutta una loro impressione,
oppure che non sapevano
che problema avessero.
Grazie al cielo,
ci sono ricercatori indipendenti
che stanno studiando questo problema
e stanno cercando di capire
come aiutare i pazienti
svelando alcuni misteri.
Io ho intervistato persone
a cui dicevano,
una donna era a letto,
aveva cinque figli
e non riusciva a fare nulla,
stava malissimo
e la Mayo Clinic
non aveva idea di cosa si trattasse.
Poi è stata aiutata da un medico
che cura questi casi
e si è alzata dal letto
in un paio di settimane
dopo essere stata malata per molto tempo
e alcune di queste cose
sono rimedi naturali,
non proprio omeopatici,
ma sono rimedi che non richiedono
necessariamente delle ricette
né grandi cose.
Dopo una seconda sessione di cure
ha iniziato a fare delle escursioni
e parliamo di una persona
che era stata allettata,
non poteva più parlare
e non riusciva a prendersi cura
dei figli.
Ci sono tantissime storie del genere,
ci sono modi e protocolli
in fase di sviluppo
per aiutare le persone
che soffrono di covid lungo
o di vaccino lungo
e secondo i ricercatori e dottori
anche se non vi siete ammalati di covid
né subito il vaccino
potreste comunque soffrire in seguito
anche anni dopo
di eventi avversi dovuti
alla proteina spike.
Quindi quando vi succede qualcosa di strano
date per scontato che sia solo
la vecchiaia che vi causa
magari l'annebbiamento mentale.
In alcuni casi è stato dimostrato
che queste cose sono correlate
al covid e al vaccino covid
anche se al momento
non vi siete ammalati
perché la proteina spike resta nel corpo
e può scatenare qualunque cosa.
Quindi è importante
che le persone sappiano
che si stanno sviluppando
trattamenti e protocolli.
Purtroppo non tanto dal governo
che non vuole parlare di queste cose
nei propri studi
ma da ricercatori indipendenti
che stanno ottenendo ottimi risultati.
Cheryl, è stata una conversazione affascinante.
Un ultimo pensiero?
Penso che ci sia
una nota positiva
dall'esperienza del covid
durante la quale certe forze
hanno cercato di controllare
le informazioni in modo sbagliato.
Hanno esagerato
al punto che le persone ora prestano attenzione
e hanno trasformato
alcune persone
e persino alcuni dottori
mainstream in attivisti
ed è nata una nuova sottocultura
che non è piccola
in cui si lavora per capire
come risolvere dei problemi
di salute peggiori
che l'establishment aveva ignorato.
Stanno facendo studi indipendenti
che l'establishment non pagherà.
Stanno sviluppando dei protocolli
e le persone
stanno iniziando a informarsi
e a riprendere il controllo
della propria salute.
Penso che questo sia
il lato positivo di tutto questo.
Cheryl Arkison, è stato un vero piacere.
Grazie.
