Le mie porte erano davvero rovinate! Sono molto antiche e ho deciso di riportarle al loro splendore.
Prima di tutto ho rimosso i vetri, così da poter lavorare solo sulla struttura in legno e non rischiare di romperli. Ho poi pulito la superficie utilizzando della carta abrasiva, rimuovendo tutti i difetti e iniziando a lisciare la superficie.
Ora che la superficie è liscia ho creato una mistura con segatura e colla “Mastro D’Ascia” e l’ho utilizzata per riempire crepe e piccoli buchi. Una volta asciutta ho carteggiato per rimuovere tutti i difetti e lisciare nuovamente la vernice.
È arrivato il momento della stesura del protettivo, ho scelto il Marron Glacé, per aggiungere un tocco tonalizzante. Ho steso due mani, la prima pura e la seconda aggiungendo un cucchiaio d’acqua.
Infine ho steso il mio idrorepellente, le porte affacciano sull’esterno e voglio che siano protette alla perfezione dalla pioggia e dalle intemperie.
Ora sono di nuovo al loro posto, sono come nuove e proteggeranno dal freddo dell’inverno!
0:00 – Introduzione 1:46 – Rimuovere rigoli e vetri dalla porta 5:42 – Pulire la superficie carteggiando 8:32 – Stuccare crepe e buchi nella porta 14:09 – Carteggiare e rimuovere gli eccessi (di mistura) 17:54 – Prima mano di protettivo puro 19:24 – Seconda mano di protettivo 20:36 – Prima mano di idrorepellente 25:33 – Applicazione del silicone e dei vetri
-Buongiorno amici del canale! -Ciao! -Allora oggi diciamo che non è proprio la giornata perfetta
per questo restyling, però come sapete bene, quando arriva l'inverno mettiamoci a fare le cose
che andrebbero fatte in primavera o estate, certo! Eh sì, infatti il calzolaio va scalzo.
Quindi, è arrivato l'inverno e inizia a scendere la temperatura, in Piemonte prima delle altre regioni
e io ho questa porta, che è messa malissimo, ed è piena di buchi, devo farla in fretta,
perché altrimenti qua dentro patiamo il freddo. Quindi oggi la smonto, nonostante pioviggini
fuori, metterò un cartone in modo che non entri acqua, mi ingegno, e cercherò
di farvi vedere come trattare una porta del genere, evitando che continui a deteriorarsi.
Dentro è praticamente perfetta perché siamo bravi, passiamo l'olio, la cera e invece fuori
non è mai stata restaurata. Quindi ora chiamerò Ibra ad aiutarmi, vediamo, per smontarla,
la porto di là in laboratorio e lavoriamo insieme su queste due belle porte, che sono molto vecchie, 1850! Partiamo
[Musica]
La prima cosa da fare è smontare la porta
e lavorare sulla porta orizzontale. So che tanti di voi mi diranno "Ma io sono in condominio, ma io non posso,
ma io sono solo, ma io non ho tempo". Allora, le cose vanno fatte bene, per farle bene si fanno in orizzontale.
Stessa cosa vale anche per il portoncino d'ingresso, ma in quel caso mi rendo conto che
una porta blindata è una cosa un po' differente e pesa anche molto di più. Per quanto riguarda
le porte normali, le cucine, mi raccomando, utilizzate questa soluzione. Ora noi togliamo i rigoli che
ci sono intorno ai vetri per togliere i vetri. Questo ci consentirà di carteggiare,
di lavorare meglio senza sporcarli con silicone o altro, ma soprattutto senza rischiare di romperli.
Per questo mi collego, è meglio farlo d'estate o primavera, non a novembre quando piove, però vabbè.
Allora, mi raccomando, quando fate questo lavoro cercate di... vedete questa porta ormai non ce la fa più,
...di fare attenzione e, ovviamente, non rischiate di scalfire il vetro.
Guardate ci sono dei micro chiodini, che ovviamente sono stati messi per tenere fermo il cordolo,
e io utilizzerò una una metodologia che non sempre i restauratori amano, ovvero metterò
il silicone dove c'è il vetro. Però ognuno a casa sua fa come vuole. Io voglio evitare
al massimo gli sprechi e gli spifferi, la mia casa ha molti spifferi perché le porte sono tutte così e
quindi se io posso coibentare un po' mettendo il silicone intorno al vetro, io lo faccio.
Emma si sta premunendo, con una matita, di scrivere il numero del cordolo della porta, così
quando vado a rimontarlo sono sicura di beccare il punto giusto. Fatelo perché poi quando magari
avete tre porte smontate non è così facile, ci sono cascata anch'io in questa cosa. Io continuo pian pianino,
vedete viene via tutto. Toglierò via tutti i pezzi e poi leverò il vetro, sia sopra
che sotto, quello grande rettangolare e quello piccolo quadrato. Vedete io faccio attenzione
a non rompere nulla, in modo da non doverli cambiare e ora toglierò anche gli ultimi chiodi che sono rimasti
conficcati nel legno. E adesso, sempre con l'aiuto di Emma, mi e ti, togliamo il primo vetro.
Come vedete ha fatto un po' di grip, soprattutto là, perché hanno messo un filino
di silicone, ma è talmente secco e vecchio ormai che non teneva più, quindi passava un sacco di aria.
Aiutami. -Ce l'ho -Benissimo. Tolgo anche il secondo vetro e nella parte sopra
il secondo cordolo e come potete vedere da vicino, si vedono alcuni residui del vecchio silicone.
Ma non vi preoccupate, tanto nel momento in cui il silicone secca, diventa proprio facile
da togliere, infatti ora io con la spatola me la puoi passare per favore, Emma, grazie.
La toglierò tutta e mi assicurerò che non ci siano più residui del vecchio silicone e
lo metterò poi nuovo, bello, pulito, puro. Quindi non vi preoccupate, dove ci sono i vetri mettetelo
il silicone, perché nel momento in cui ci sarà da fare questo lavoro toglierlo sarà molto facile.
Noi ora puliamo, togliamo e verifichiamo tutta la superficie prima di passare al prossimo step.
[Musica]
Il vetro non c'è più, anche là, ora il primo passaggio, prima di iniziare a divertirsi, stuccare
e incollare è quello di pulire la superficie. Lo so, nessuno di voi ha voglia ma se non avete voglia
di fare questo passaggio, non dovete neanche arrivare a questo livello. Quindi, non dovete deteriorare
la porta o la persiana fino a farla scrostare come in questo momento, perché altrimenti poi non c'è nulla da fare.
Quindi, o provvedete anno dopo anno, a idratare, quindi passate anche l'olio Jasmine
in modo da idratare le superfici e far sì che la pittura, magari il protettivo che avete dato, non crepi e
non secchi, altrimenti irrimediabilmente, dopo 10 anni di incurie, arriveranno a questo livello.
Io ora, ho fatto la cattiva, quindi ne pago le conseguenze. Prendo un pezzo di carta vetro
abbastanza grande, questa è una 60. Io parto sempre con la più grande quando ho delle rovinature del genere
e poi pian pianino scalo fino ad arrivare anche ad una 100. Però prendo una spugna,
perché è un po' più morbida. Se vi trovate male con le spugne, potete anche prendere il tampone,
che serve apposta per la carta vetro. Noi li abbiamo entrambi. Adesso vediamo se
ci troviamo bene con uno o con l'altro e decidiamo quale utilizzare. Io prendo la mia spugna, la metto qua
e se avete la sparapunti date due graffettate, si ferma e siete a posto,
altrimenti un elastico, quello che volete voi, l'importante è che sia bella ferma. Parto e faccio questo.
Perché uso la carta vetro sulla spugna? Perché gratta di più, la spugna è un po' più delicata.
La prima passata mi serve solo per togliere via i residui di vernice e le scaglie di legno,
quindi fate attenzione, mettete i guanti come ho fatto io. Quando passerò poi la seconda carta vetro,
lì mi servirà proprio per lisciare e renderlo vellutato. Mentre Emma passa quella più grande,
che è una 60, io passo la 100. Stesso discorso, ci vado leggera e faccio lo stesso lavoro.
Mi aspiri solo.
Il metodo che vi sto per far vedere ce l'ha insegnato Barbara, la mia rivenditrice di Oristano.
la Galleria del Tempo. Lei è una restauratrice, è un' antiquaria, e con suo marito ha brevettato
questo metodo che è proprio infallibile. Avete due alternative, se avete crepe come le mie
è meglio utilizzare il mio metodo, se avete proprio pezzi molto grandi e non riuscite a farlo
con questo metodo potete utilizzare anche il bicomponente. Lo trovate sul sito Elisir Home,
lo trovate dai rivenditori Magic Paint, è il bicomponente stucco che si miscela e diventa molto rigido.
Perché in questo caso vi faccio vedere il metodo con la colla Mastro d'ascia e non con
il bicomponente? Perché in realtà è una colla molto particolare, creata per il legno, per l'edilizia,
creata addirittura per le cose che stanno al mare, non patisce neanche la movenza che ha il legno
quando è all'umido e poi al secco. Quindi è una colla che in realtà si adatta moltissimo
perché gonfia e non subisce le dilatazioni del legno. Per questo motivo è, ovviamente,
perfetta per questo tipo di stucco. Però ci serve della segatura, allora io ho questo aggeggio
molto vecchio che ho sempre stimato e apprezzato e l'ho lasciato sempre lì appeso, ma in realtà lo uso
quando mi serve. Prendo un po' di segatura, che mi ha dato il mio falegname di fiducia, se avete della segatura
che avanza da una levigatura di parquet è ancora meglio, altrimenti potete utilizzare
una segatura normalissima e fare questo lavoro qui. Come vedete la segatura che ne esce è impalpabile,
è fine fine, proprio come passare al staccio la farina, piuttosto che
il pangrattato e ovviamente quella che c'è su è quella più grezza. Io la butto perché poi non
mi serve più a nulla e terrò semplicemente questa più fine. Per ora mi basta così, tutte le volte
che mi serve ancora segatura vado a prendere il mio setaccio, la mia segatura e me la faccio al momento.
Ora si passa alla fase successiva, una ciotola brutta, questa è una vecchia ciotola di un cane
e bisogna fare una miscela perfetta creata con segatura e colla Mastro d'ascia, io devo stuccare
tante cose, quindi ne creo in base alla quantità di superficie che devo stuccare. Attenzione però,
perché asciuga molto in fretta e quindi dovete fare attenzione anche a questo, nel senso
che creiamo la nostra polpa ma dura circa 15 minuti, quindi dovete essere veloci, motivo per cui
è meglio crearne un po' per volta e piuttosto si rifà.
La percentuale di colla Mastro d'ascia che andiamo a mettere non è tanta
e se ne aggiunge se serve. Deve diventare una una pasta comunque cremosa, tipo una crema Chantilly.
Ora con una spatolina me la lavoro. Se non basta ne mettiamo ancora. Emma,
mi sa che ne serve ancora un po'. Quando la colla gonfia, perché si asciuga, mi raccomando, dovete avere
a portata di mano una piccola morsa. Adesso ve ne faccio vedere anch'io alcune man mano che vado
avanti con la procedura. Tenetele a portata di mano anche voi. Vai ancora un po' perché è
troppo segoso e non è ancora abbastanza morbido e non si può lavorare, quindi ancora un po'.
Se ne prende un po' per volta e si va ad inserire bene nelle crepe.
È un lavoraccio perché ci vuole pazienza, quindi se non avete pazienza dovete comunque trovarla
e fate attenzione perché nel momento in cui poi lei gonfia riempirà anche
i buchini dove magari ne avete messa un po' di meno, però come vedete io la lavoro tanto
e cerco di andare bene in profondità. In tutti i punti in cui questa porta
ha delle aperture, vedete soprattutto qui. Qua è molto importante guardate quanto ce n'è.
Bisogna anche fare attenzione perché non bisogna esagerare in quanto poi va rimesso anche il vetro.
Quindi piano piano si fa questo bel lavoro di precisione dappertutto.
[Musica]
La nostra Mistura di Mastro d'ascia e segatura è bella indurita, quindi vedete le
fughe, guardate io gratto, passo. Durissimo, sembra veramente pietra. Chiaro è che ora carteggiare
sarà leggermente più difficile rispetto a prima, quindi vi consiglio fortemente di utilizzare una levigatrice.
Nel caso la levigatrice non vi basti bisogna tranquillamente mettersi li, piano piano
e andare nei punti in cui non arriva la levigatrice. Partiamo e vediamo cosa viene fuori.
[Musica]
Come vedete liscia liscia e i buchi pieni di colla e di segatura sono
completamente tappati. Chiaro che adesso ci sarà il trattamento da fare, passerò il Marron Glacé,
farò il resto, ma guardate come il legno è diventato pieno, corposo, lo ha diciamo risolidificato,
lo ha nutrito da dentro, attaccandolo e incollandolo e lo ha riempito. Quindi è un ottimo metodo
per andare a riparare alcuni danni se non si è dei professionisti del legno,
quindi non siamo andate a fare le lische di legno, inserirle, non siamo falegnami quindi questo
è un ottimo metodo per riparare delle rotture del genere, facendo un lavoro fatto bene. Ora vado
a carteggiare questa parte dove ho messo colla e segatura, quindi questa è la parte più importante,
dove ho messo più stucco, c'era proprio un bel buco qui e vediamo come viene tra un po'.
[Musica]
Se avete dei vecchi scalpelli, tipo questi, potete anche utilizzarli
per eliminare gli eccessi che magari sono andati nelle modanature. In alcuni punti
si sono formati degli eccessi che io posso anche togliere con degli scalpelli. Guardate,
a volte si trovano nei mercatini per pochi euro. Vedete Emma ne ha uno, attenzione a fare perno
perché qua al fondo sai che non c'è, quindi in realtà, brava, toglilo e togli
il pezzo. È questo? Ok, vedete che questa scanalatura la
stiamo riportando a vivo fino a qua però, dopodiché era tutto legno pieno mancante.
[Musica]
Limiamo fino ad arrivare al punto che ci serve
e di ricostruzione. Qua devo ancora togliere 2 millimetri, dopodiché carteggio.
Passiamo un panno strizzato con acqua e ammoniaca, questo per togliere gli ultimi detriti che ci sono, il pulviscolo
rimanente e soprattutto perché in alcuni casi in cui non abbiate passato bene la carta vetro
e ci fossero ancora dei punti magari di unto, acqua e ammoniaca li toglie. Mi raccomando però,
se fate un lavoro del genere fatelo bene perché durerà tanti anni.
Marron Glacé Gloss, il protettivo Magic Paint leggermente tonalizzato color noce. Ha una tonalità meravigliosa, ma
la sua bellezza è, oltre a tonalizzare, ravviva e riesce a mimetizzare qualsiasi difetto.
Io ne stenderò due mani e vado con vernice pura. Non per altro, perché so che il legno beve molto,
ma perché comunque fa molto freddo ed è già umido l'ambiente, quindi se vado a immettere
ulteriormente l'acqua, diluendola, succede che ci metterà ancora di più da asciugare e io non ho
molto tempo oggi. Quindi, passo la vernice pura. Poca per volta perché controllo e tonalizzato anche io stendendola.
Come vedete man mano che voi lo stendete viene assorbito
dalla superficie e in alcuni punti sarà assorbito di più in altri di meno.
Io ne passerò poi due mani perché sono fondamentali. Mi raccomando,
se lo stendete puro come sto facendo io in questo momento dovete tirarlo molto bene
perché comunque immettete nella superficie più prodotto rispetto alla
quantità che voi mettereste se fosse diluito. Quindi mi raccomando tiratelo bene bene.
Sono passate circa due ore dalla stesura della prima mano e il legno ha assorbito bene
ed è bello asciutto. Adesso prendo la pittura di prima, ci ho messo dentro un cucchiaio d'acqua ma solo
un cucchiaio, questo perché la prima base ha assorbito bene ed è tonalizzato, la seconda
mi aiuterà a stenderlo leggermente meglio. Quindi una seconda mano, ovunque, con una impercettibile
quantità di acqua, proprio un cucchiaino su un barattolo nuovo. Vedrete che la seconda mano
si stenderà alla perfezione, molto velocemente, e che la tonalizzazione sarà
veramente bella. Sarà un noce corposo molto profondo. Io vado ovunque, in profondità
e via.
È arrivata l'ora dell'idrorepellente, è un bicomponente all'acqua. Che vuol dire bicomponente?
Due componenti miscelati che creano una superficie super protetta e idrorepellente.
Queste porte prendono l'acqua ma solo quando piove di stravento, non avendo però sopra
un cappellino, nulla, lo prendono proprio sempre quando piove e quindi io lo faccio. Ricordate sempre che
tutte le indicazioni per l'idrorepellente le trovate sulla scatola, quindi è importantissimo
acquistarlo utilizzando anche la scatola, non potete comprare semplicemente il bicomponente
a e b senza la propria confezione, mi raccomando. Io qua metterò 100 g di
bicomponente base a e 10 g di bicomponente base b, mi basteranno tranquillamente 100 g
per fare entrambe. Oggi do una mano, domani ne do un'altra. Quindi oggi mi faccio bastare 100 g,
se non mi bastano voi direte "Che fai?", se non mi bastano ne faccio un'altra. Però conoscendo
i miei polli, conoscendo quanto rende il mio idrorepellente, so benissimo che
con 100 g faccio entrambe le porte. Anche perché ormai scivola, perché lo stiamo stendendo sopra
il protettivo Marron Glacé e 10 g di componente B. Scusatemi è chiuso molto bene.
Sono riuscita, voilà. Ricordate che quando lo usate dovete
pulire il bordino, rimettere la prima capsula, meglio ancora se mettete
un po' di pellicola e chiudere bene. Ora ne metto 10 g, vabbè faccio 110.
Lui dura veramente una vita, basta chiuderlo bene. Lui è sempre meglio chiuderlo bene
anche con la pellicola, vedete che Emma ce l'ha già. È importante chiudere con la pellicola
perché la catalisi, se prende aria si secca, e non la potete più utilizzare. Quindi occhio, vedete
io sto girando addirittura i due componenti col pennello perché li miscela meglio e non vado
ad immettere corpi estranei, tipo un legnetto, meglio di no. Uso le setole del pennello
per andare bene fino in fondo, per girare entrambi i componenti nel modo migliore e per miscelare il tutto.
Grazie mille Emma così faccio vedere subito come stenderlo. Una cosa ve la devo dire,
quando fate questo lavoro dovete avere la porta sempre in orizzontale, il pennello giusto certo,
ben tirato, quindi non sprecate prodotto mettendone di più, perché non funziona così,
il bicomponente funziona bene se è stirato bene sottile, perché è una crema, una mousse, non è come
il protettivo normale, è proprio una crema che va stesa in modo sottilissimo. Più è steso sottile,
più catalizza in fretta e più ripara bene dall'acqua, ed è anche un buon protettivo. Vado qui e parto.
Vedete che subito vi sembra bianco, fin quando voi vedete bianco dovete tirare,
vedete che io non ne sto ancora prendendo. In realtà, quando poi diventa trasparente, è perché si sta
anche asciugando e sta anche tirando. Quindi, non abbiate paura nel tirarlo, so che avete quest'ansia
perché magari quando utilizzate il protettivo normale fate meno passaggi, proprio per paura
di lasciare i difetti, la pennellata. Il bicomponente è un'altra cosa, vedete va tirato sottile
per non lasciare segni. Più è sottile, più protegge, più catalizza bene in fretta.
Vedete, l'ho tirato tantissimo io. Bene, ora continuo. Questa è una delle motivazioni per cui vi posso
garantire che 100 g bastano per fare una mano dappertutto. I 100 g successivi faranno la seconda mano.
Anche qua pennellata incrociata perché siamo sicuri che vada bene dentro anche alle vene del legno.
Io ovviamente non darò la seconda mano domani se farà brutto, io devo prima guardare
che tempo fa domani. Ovviamente stasera devo mettere sulle porte Sì quindi adesso mi
sbrigo cerco di capire quando saranno asciutte. Ovviamente non prende acqua stasera,
altrimenti sarebbe un disastro. Ma quando saranno asciutte, saranno sistemate su in verticale, saranno messe su,
chiudo le persiane in modo che non prendano ovviamente acqua e in modo che asciughino con calma.
Se domani dovesse far bello le lascio asciugare bene anche un pochettino al sole
e poi magari verso tardo pomeriggio do una seconda mano di idrorepellente. Se domani
non dovesse far bello no, aspetterò qualche giorno in modo che la l'asciugatura sia proprio perfetta
in profondità e in modo da poter dare una seconda mano quando la superficie è bella secca.
Mettiamo un filo di silicone per far sì che ci siano meno spifferi, proprio un filo.
Anche da questo lato.
Et voilà. Faccio anche la parte lunga.
Mettiamo ancora un goccino di silicone sopra per favore, in modo che non si muova.
Ho messo il vetro con il silicone sopra e sotto, adesso metto i rigolini
che ho ovviamente dipinto con due mani di Marron Glacé, è una mano di idrorepellente.
Metto i chiodi e la metto in bolla, per andare direttamente in casa.
[Musica]
Perfetto.
[Musica]
È tardi e devo finire ancora di mettere su porte perché piove
tantissimo fuori. Quindi monterò la porta dopo aver finito di mettere i secondi rigolini
anche sull'altra porta finestra e quando sarà completamente asciutta, magari fra un giorno o
due, perché fuori piove, darò una seconda mano di idrorepellente. Sicuramente sarà il caso,
questa volta, di mettere il nastro carta e di passare l'idrorepellente facendo attenzione
a non sporcare i vetri. Sono stata obbligata a utilizzare questi tempistiche perché fuori piove.
Vi farò vedere le porte finestre ben montate in tutto il loro splendore, ma quando
ci sarà il sole. Anche questo restyling è finito, non è stato facile perché ha piovuto tantissimo
nel restyling di questa porta, ma ce l'abbiamo fatta, ricapitolando. Abbiamo dovuto prendere
la porta, smontarla e lavorarla in orizzontale, una volta tutti i sedimenti della vecchia pittura,
tutte le scaglie di vecchio legno che ormai erano in superficie, abbiamo dovuto stuccare utilizzando
una miscela di colla Mastro d'ascia alla segatura. Dopodiché, dopo aver messo le nostre varie presse, dopo aver
di nuovo ricarteggiato, gli eventuali rigoli. Abbiamo poi passato due mani di Marron Glacè, una pura e
una diluita pochissimo, nel frattempo, una prima mano di protettivo idrorepellente, messo i vetri
e il giorno dopo ho dato una seconda mano di idrorepellente. Ora nel contesto mi piace,
perché finalmente ho una porta riparata, restaurata, è naturale ha il suo colore ed è uguale a tutte
le altre e farà ancora tanti anni. Mi raccomando, chiedetemi nei commenti ulteriori
informazioni, perché questa non è una procedura che può piacere o meno, è la procedura da fare
quando si deve restaurare qualche cosa che è antico. Al prossimo restyling! Ciao!
[Musica]