Intervista a prof. Franco Citterio al Congresso S.I.T.O. Siena 2014

The Epoch Times Italia
79 iscritti
26 set 2014
Io penso che la sfida maggiore sarà quella di riuscire a diffondere la cultura della donazione
e riuscire a rivedere il nostro sistema dei trapianti per aumentare il numero di trapianti
utilizzando tutte le possibili fonti di donazione e ottimizzando la cura dei nostri pazienti
per poter dare veramente eccellenza ai pazienti che trapiantino.
La situazione della donazione degli organi in Italia è una buona situazione
nel senso che noi facciamo un numero di trapianti che è in media rispetto agli altri paesi europei
sto parlando di trapianti a donatore deceduto, certamente potremmo fare molto di più
potremmo fare molto di più diffondendo la cultura della donazione
la cultura della donazione è quell'aspetto che consente alle persone di prendere una decisione libera
una decisione libera si ha quando si ha la corretta informazione
il che significa che noi dovremo informare nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ambienti di svago
tutte le persone, tutta la cittadinanza civile
quello che dobbiamo assolutamente evitare e che purtroppo ancora avviene molto frequentemente
è che alle persone venga chiesto se è possibile donare un organo di un loro caro
senza che queste persone abbiano mai sentito parlare di donazione d'organo
a quel punto c'è una scelta emotiva e la scelta emotiva è molto più facile dire no che dire si
il maggiore ostacolo ad oggi è la scarsa informazione
noi vediamo che quando vengono fatte delle campagne di informazione
questi sono dati assolutamente chiari, quando la gente è informata il numero di donazioni aumenta
esistono varie tipologie di donazione da vivente
donazione tra parenti, donazione tra non parenti
esiste anche la possibilità di una donazione cosiddetta altruistica
cioè una persona che decide di donare un organo perché vuole fare quest'atto di grande generosità
senza conoscere chi è il ricevente
ed è chiaro che l'impatto è completamente diverso
è comunque una scelta che è maturata e che di solito dà un grande senso di serenità a chi dona
io penso che il traffico degli organi è sicuramente un'attività illegale
è un'attività che esiste nel mondo, esiste soprattutto in paesi asiatici
in Sud America, nel Medio Oriente
in Europa, francamente nell'Europa occidentale è un'attività possibile
ma non è certamente un'attività presente e diffusa
questo perché i sistemi di controllo dei vari centri nazionali
sull'attività del trapianto sono molto attenti, molto precisi
ogni donatore, ogni trapianto viene tracciato
la situazione in Cina è una situazione nota
è una situazione che è stata sanzionata dalle società internazionali
con dichiarazioni, società internazionali dei trapianti con dichiarazioni
è stata un'apparente presa di dato da parte dei responsabili del governo cinese
su questa pratica, dichiarazioni che non sarebbe mai più avvenuta
e in realtà questo sembra che non sia il caso, che continui ad essere attuata
ed è certamente una pratica da censurare e assolutamente sconveniente
perché la donazione, soprattutto da vivente, deve essere un atto assolutamente libero
noi dobbiamo poter decidere serenamente e non certo sotto coercizione
sotto la pressione della condanna a morte
Come medico italiano pensa che ci sia una maniera per aiutare la comunità medica cinese
a rispettare gli standard etici?
Penso che la condanna internazionale, la continua pressione contro questa attività
determina una pressione morale che potrà avere i propri effetti.
